Bonus bollette 2026, come richiederlo, quando arriva e i requisiti Isee

Nel 2026 i bonus bollette scatteranno in automatico non appena le famiglie presenteranno i documenti per aggiornare l'Isee

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Grazie al bonus bollette gli utenti hanno la possibilità di ottenere uno sconto direttamente sulle utenze di luce e gas. L’agevolazione è diventata ordinaria e strutturale: si rinnova automaticamente ogni anno e può essere integrata con dei contributi extra come è avvenuto nel 2025, quando è stato messo a disposizione un bonus aggiuntivo di 200 euro.

L’erogazione di eventuali contributi supplementari, però, non deve mai essere data per certa, perché ogni anno è condizionata dai fondi che il Governo ha a disposizione.

Come funziona il bonus bollette 2026

Il nome ufficiale del bonus bollette è bonus sociale: l’agevolazione è stata confermata per il 2026 senza sostanziali modifiche rispetto al passato.

La misura è disponibile in tre versioni diverse a cui le famiglie possono accedere:

L’agevolazione economica sulla luce

Per il 2026 è stato confermato il bonus luce per il disagio economico.

I requisiti del bonus luce

Alla misura possono accedere le famiglie con un basso reddito: è rivolta ai nuclei familiari che hanno un Isee fino a 9.530 euro. Il limite sale a 20.000 euro nel caso in cui in famiglia siano presenti almeno 4 figli.

Erogazione senza domanda

L’erogazione avviene in modo automatico in bolletta, dopo che le famiglie hanno presentato la Dichiarazione sostitutiva Unica (Dsu) per ottenere l’Isee aggiornato.

A quanto ammonta

Lo sconto sarà pari a 146 euro per le famiglie composte da uno o due componenti, pari a 40 centesimi al giorno.

Nel caso in cui la famiglia sia composta da 3 o 4 persone, il contributo sale a 186,15 euro l’anno, mentre sale a 204,40 euro nel caso in cui la famiglia sia composta da più di quattro membri.

Bonus luce per il disagio fisico

Il 2026 vede confermato anche il bonus luce per disagio fisico: l’agevolazione spetta alle famiglie in cui è presente un componente affetto da gravi patologie o ci siano delle persone che hanno la necessità di apparecchiature elettromedicali salvavita.

Questo particolare bonus bollette, a differenza del precedente, non è legato all’Isee e viene concess0 indipendentemente dal reddito del richiedente.

Il requisito base è che un componente della famiglia sia in gravi condizioni di salute e abbia la necessità di apparecchiature elettriche per il mantenimento in vita, ad esempio dispositivi per la funzione respiratoria, renale, alimentare e ausili come le carrozzine elettriche.

Sono tre i fattori che determinano l’entità dello sconto che si riesce a ottenere direttamente in bolletta:

Si stima che per il 2026 gli il risparmio complessivo che può arrivare in bolletta grazie a questa agevolazione possa oscillare tra 180 e 650 euro l’anno.

Come presentare la domanda

A differenza di quanto accade con il bonus economico sulla luce, quello per il disagio fisico non è automatico: deve essere richiesto esplicitamente.

La domanda può essere presentata direttamente dalla persona con la patologia o da un qualsiasi altro componente il nucleo familiare nel quale il malato risiede. I moduli devono essere inviati al Comune di residenza, anche tramite Caf.

È necessario essere in possesso della seguente documentazione:

Durata e rinnovo

Il bonus luce per disagio fisico viene erogato fino a quando persiste la necessità di utilizzare le apparecchiature salvavita. La domanda di rinnovo non deve essere presentata ogni anno, salvo i casi in cui siano cambiate le apparecchiature o non sia necessario cambiare fornitore o potenza.

L’eventuale cessazione dell’utilizzo dei vari dispositivi deve essere comunicata tempestivamente.

Le agevolazioni per il gas di casa

Sconto applicato direttamente in bolletta, il bonus gas per disagio economico funziona nello stesso modo di quello per l’elettricità: è necessario avere un Isee inferiore a 9.530 euro, che può salire 20.000 euro con 4 figli a carico.

Anche in questo caso l’agevolazione viene erogata in modo automatico e non è necessario presentare alcuna domanda. È sufficiente compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica per aggiornare l’Isee.

In questo caso gli importi che vengono erogati variano a seconda della zona climatica di appartenenza della famiglia e al numero di persone che la compongono.

Il risparmio che le famiglie possono ottenere grazie a questa agevolazione vanno da un minimo di 39 euro (per i piccoli nuclei familiari che abitano in zone calde e utilizzano il gas solo per la cottura e l’acqua calda) a un massimo di circa 156 euro, quando la famiglia è numerosa ed abita in una zona climatica fredda con riscaldamento incluso.

I bonus bollette sono cumulabili tra di loro

È importante sottolineare che i vari bonus bollette sono cumulabili tra di loro.

Le agevolazioni sulle utenze, inoltre, sono compatibili con lo sconto sulla tassa rifiuti (conosciuto come bonus Tari), che permette di ottenere uno sconto del 25% sulla bolletta dei rifiuti.

A chi devono essere intestate le utenze

Uno dei requisiti fondamentali per poter ricevere il bonus bollette è che le utenze siano intestate a uno dei componenti del nucleo familiare.

Se, per esempio, si vive in un alloggio in affitto e il contratto è intestato al proprietario, non si ha diritto a riceve l’agevolazione. La fornitura, inoltre, deve avere una tariffa per uso domestico e deve essere regolarmente attiva.

Nel caso in cui la fornitura del gas dovesse essere centralizzata (condominiale), il bonus bollette viene erogato in un’unica soluzione tramite bonifico domiciliato, ritirabile presso gli uffici di Poste Italiane.

Per ottenere il contributo, in questo caso, è necessario presentare normalmente la Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Dato che i sistemi informatici dell’Arera non riusciranno a rilevare una fornitura diretta, invieranno una comunicazione con la quale viene chiesto il codice Pdr (identificativo del contatore) del condominio. Sarà sufficiente fornire questo dato per ottenere il contributo.

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