Donald Trump sta valutando di bloccare le esportazioni di gasolio dagli Stati Uniti, per ridurre i prezzi e sperare di recuperare voti in vista delle elezioni di metà mandato. Dagli Usa, secondo la Commissione europea, arriva circa il 50% del diesel dell’Ue. Questo porterebbe quindi a un picco dei prezzi e, nei casi peggiori, anche a gravi carenze.
Trump è però tra due fuochi. Da una parte i dirigenti locali del Partito Repubblicano spingono per bloccare le esportazioni, per far diminuire i prezzi del gasolio che pesano sulla loro base elettorale, gli agricoltori. Dall’altra le compagnie petrolifere, che spesso finanziano la campagna elettorale dei repubblicani, si oppongono, perché perderebbero enormi fonti di guadagni.
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Trump vuole bloccare le esportazioni di diesel
Non è la prima volta questo settembre che circola la voce che Trump voglia bloccare le esportazioni di diesel. Secondo il Financial Times, però, questa volta il presidente degli Usa avrebbe tenuto una riunione con i vertici del partito e avrebbe avvisato anche i più stretti alleati, come Regno Unito e Ue, che potrebbero presto arrivare riduzioni o interruzioni delle forniture.
Quanto gasolio statunitense arriva in Ue
Per entrambi, questa scelta sarebbe un grosso problema. In Ue in particolare, secondo le ultime dichiarazioni di alcuni funzionari della Commissione europea, le importazioni dagli Usa rappresenterebbero il 50% circa di tutto il gasolio importato nei Paesi dell’Ue.
Non è chiaro da dove provengano queste stime, che farebbero comunque riferimento ai mesi di agosto e settembre del 2026, periodi in cui le principali altre fonti di gasolio, le raffinerie del Golfo Persico, non potevano rifornire l’Ue a causa del blocco dello Stretto di Hormuz.
Quanto è esposta l’Italia
Non è semplice capire quanto l’Italia sia esposta al diesel statunitense. Il gasolio non è una categoria di prodotto a sé ma rientra in prodotti energetici e petroliferi molto diversi. Inoltre, raramente i dati sono aggiornati e citare dati precedenti a quelli della guerra in Iran sarebbe fuorviante.
L’Italia è però un esportatore netto di diesel, perché ha una capacità di raffinazione significativa. Potrebbe quindi non essere impattata direttamente dalla decisione di Trump. Il prezzo del gasolio, però, potrebbe comunque aumentare, perché ne risentirebbero i mercati internazionali.
Anche se le raffinerie italiane dovessero riuscire a produrre diesel a un prezzo più basso, le aziende che lo distribuiscono dovrebbero comunque competere con quelle di altri Paesi, che offrirebbero di pagare di più pur di avere il gasolio italiano. Per questa ragione anche il nostro Paese non è al riparo dalla decisione di Trump.
Trump vuole bloccare il diesel per paura di perdere le elezioni
Il motivo per cui Trump potrebbe bloccare le esportazioni di diesel sono le elezioni di metà mandato. Il prezzo del gasolio negli Usa è ai massimi storici e questo si sta ripercuotendo sulla popolarità del presidente e, a cascata, su quella dei candidati repubblicani alla Camera e al Senato.
I dirigenti locali stanno quindi facendo pressione sul presidente perché blocchi le esportazioni di diesel per ridurre i prezzi e, in questo modo, permettere al partito di riguadagnare voti. Dall’altra parte, però, ci sono le compagnie petrolifere, grandi donatrici del Partito Repubblicano, che non vogliono perdere i guadagni delle esportazioni e si oppongono al blocco.