Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi si è mantenuto sostanzialmente stabile a 81 punti in apertura del 27 aprile, iniziando la settimana in maniera rassicurante. Si tratta di un andamento comune a quello degli altri grandi Paesi europei, con i mercati obbligazionari fermi in attesa di sviluppi dai colloqui tra Iran e Stati Uniti per la riapertura dello stretto di Hormuz.
In calo invece i rendimenti, che in avvio di seduta si sono assestati al 3,83%. Un risultato aiutato anche dall’asta dei Btp Short Term del 24 aprile, che si è conclusa con una domanda alta e soprattutto con un calo degli interessi sui titoli di Stato di 8 punti base rispetto a quella dello scorso mese.
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Spread Btp-Bund stabile a 81 punti
L’ultima settimana di aprile si è aperta con una sostanziale stabilità per lo spread tra i Btp italiani benchmark a 10 anni e i loro omologhi tedeschi, i Bund. Il differenziale si è mantenuto a quota 81 punti, la stessa a cui aveva iniziato la giornata di venerdì. Un livello non ottimale, circa 20 punti più alto rispetto all’inizio dell’anno, ma che riflette una situazione internazionale sempre più complessa.
Il fattore chiave che determina i movimenti dei titoli di Stato sui mercati obbligazionari rimane la crisi energetica causata dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Nel fine settimana gli Usa hanno ritirato la loro delegazione dai colloqui, con Trump che ha bloccato il viaggio di Kushner e Witkoff in Pakistan e con l’Iran che ha preferito inviare il proprio ministro degli esteri a Mosca.
Anche la situazione economica italiana però pesa sul dato dello spread. Nelle ultime settimane prima l’Istat e l’Eurostat, poi il Fondo monetario internazionale e infine l’Ocse hanno certificato un rallentamento nella crescita del Pil del nostro Paese e un deficit più alto nel 2025 rispetto al 3% stabilito dai parametri europei.
Spread in leggero calo in Spagna e Francia
Fanno leggermente meglio dei Btp i Bonos spagnoli, che riescono a ottenere un calo dei rendimenti di tre centesimi di punto, una riduzione più rapida rispetto a quella dei Bund, fermi a due. Il risultato è un calo dello spread di un punti base, che ha portato i titoli di Stato di Madrid a quota 46.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,02% | – |
| Btp italiani | 3,83% | 81 |
| Oat francesi | 3,68% | 65 |
| Bonos spagnoli | 3,48% | 46 |
Cala anche lo spread francese. Gli Oat distano in apertura 65 punti base, rispetto ai 66 dell’apertura di venerdì, con rendimenti in calo di tre punti decimali.
Il successo dell’asta dei Btp Short Term e le prossime emissioni
L’asta dei Btp Short Term che si è conclusa venerdì 24 aprile è stata positiva per il Tesoro. Sono stati collocati tutti i 2,5 miliardi di euro offerti, con una domanda di circa 4 miliardi e quindi un rapporto di copertura di 1,63 positivo ma non ottimo, che segnala una domanda solida. Il rendimento lordo è stato del 2,8%, con una flessione di 8 punti base rispetto all’asta del 25 marzo scorso dello stesso prodotto finanziario.
Oggi si terranno invece le aste dei Bot, i titoli di stato a breve scadenza con cui il Tesoro finanzia le spese più immediate.
Le prossime aste di aprile e di maggio saranno:
- il 29 aprile l’asta dei Btp a medio e lungo termine;
- il 7 maggio l’asta dei Bot;
- l’8 maggio l’asta dei Btp a medio e lungo termine.
Notizia in aggiornamento