Spread Btp-Bund a 72 punti base, raccolti 3,17 miliardi dal primo giorno dei Btp Italia Sì

Il differenziale tra Btp e Bund è rimasto stabile nel primo giorno di emissione dei Btp Italia Sì, che ha portato nelle casse dello Stato 3,17 miliardi di euro

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

L’apertura del 16 giugno ha mostrato uno spread stabile tra Btp e Bund. Il differenziale è rimasto a 72 punti, con rendimenti sostanzialmente invariati rispetto alla giornata di ieri. L’attesa è legata all’accordo tra Iran e Usa per la pace in Medio Oriente, che dovrebbe essere firmato venerdì.

Nel frattempo, in Italia, si sta tenendo l’emissione dei Btp Italia Sì, titoli indicizzati all’inflazione su cui hanno precedenza gli investitori retail, i risparmiatori. Nel primo giorno lo Stato ha incassato dalla vendita di questi titoli circa 3,17 miliardi di euro. L’emissione continuerà fino a venerdì 19.

Spread stabile in attesa dell’accordo tra Usa e Iran

Dopo il crollo della giornata di ieri, con il differenziale tra Btp e Bund che è calato di diversi punti durante il fine settimana, lo spread è invece rimasto stabile a 72 punti base. Anche i rendimenti stessi, in apertura del 16 giugno, sono stati stabili, con i Btp che hanno fatto segnare cedole del 3,68% in media per i prodotti in scadenza a 10 anni.

Un risultato dovuto soprattutto all’attesa degli sviluppi in Medio Oriente. Iran e Usa hanno raggiunto un accordo per un memorandum d’intesa che ponga fine al conflitto in corso. I dettagli che emergono sono molto favorevoli a Teheran, che manterrebbe il controllo dello Stretto di Hormuz, vi imporrebbe un pedaggio una volta concluso il cessate il fuoco di 60 giorni e potrebbe addirittura avere dagli Usa 300 miliardi di dollari di risarcimento.

Ai Paesi europei importa soprattutto che il petrolio dei Paesi del Golfo torni a viaggiare verso l’Asia, ponendo fine alla crisi energetica che ha comportato un rallentamento dell’economia e un aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse.

Notizia in aggiornamento

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