Carburanti, taglio delle accise: nuova proroga possibile per evitare rincari

Domani scade il taglio delle accise, ma il governo valuta la proroga per evitare aumenti su benzina e diesel. Restano i nodi delle coperture

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Domani, venerdì 22 maggio, scade il taglio delle accise sui carburanti. La misura era stata introdotta dal governo per contenere la crisi dei prezzi causata dal conflitto in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Per questo domani è previsto un Consiglio dei Ministri per prorogare il taglio.

Se l’esecutivo non interverrà tempestivamente, gli automobilisti italiani rischiano di ritrovarsi davanti a un nuovo rincaro alla pompa di benzina.

La conferma del Governo

Nonostante l’urgenza, la volontà politica dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sembra quella di prolungare la misura. A confermarlo è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha annunciato che nel Consiglio dei ministri di venerdì sera:

c’è anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise e credo si andrà in questa direzione.

Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che si è detto convinto della proroga del taglio, definendo “sacrosanta” la protesta degli autotrasportatori che hanno già proclamato uno sciopero nazionale per la prossima settimana.

Il tema dei fondi

Il problema, come spesso accade in queste fasi, non è tanto la volontà politica quanto la disponibilità di numeri e risorse. Come evidenzia il Codacons nella sua analisi, il taglio delle accise e i successivi rinnovi sono costati finora alle casse statali 1,3 miliardi di euro. L’impatto è stato di circa 20 milioni di euro al giorno, considerando l’intero periodo di validità della misura. Nella nota l’associazione afferma:

per prorogare lo sconto attualmente in vigore su benzina e gasolio fino al prossimo 12 giugno, il governo deve reperire risorse per circa 340 milioni di euro. Una strada che appare obbligata considerato che, se il taglio fiscale non sarà prorogato, gli italiani subirebbero un doppio danno attraverso un incremento dei costi di rifornimento.

Un altro nodo riguarda il Patto di Stabilità. L’assenza di deroghe europee sulle spese per l’energia complica ulteriormente la ricerca di fondi freschi, come ha candidamente ammesso lo stesso Giorgetti, ricordando che “non è mai semplice trovare coperture per misure di questo tipo in assenza di deroghe al Patto”.

Proprio per questo motivo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiesto nei giorni scorsi a Bruxelles una deroga alla clausola di salvaguardia nazionale che, oltre alle spese per la difesa, copra anche quelle energetiche.

Il costo della benzina senza la proroga

Secondo gli ultimi dati, il costo medio attuale dei carburanti è di:

Secondo il Codacons, senza il rinnovo della misura la benzina aumenterebbe di 6,1 centesimi di euro al litro, superando i 2 euro al litro con un aggravio da circa +3 euro a pieno. Il gasolio, che oggi gode ancora dello sconto da 24,4 centesimi, salirebbe a 2,22 euro al litro, con una stangata da +12,2 euro per pieno.

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