Pezzotto, multe da 6.000 euro a persona: l’annuncio ufficiale della Serie A

Arrivano le prime multe per gli utenti del pezzotto, con un massimale di sanzione di 5.000 euro e un risarcimento danni fino a 1.000 euro in favore di chi detiene i diritti

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

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La Serie A ha annunciato di aver ricevuto i primi risarcimenti danni dagli utenti del pezzotto, il sistema di pirateria utilizzato anche per vedere le partite di calcio in diretta, molto diffuso nel nostro Paese. Le richieste risarcitorie sono state inviate dalla Guardia di Finanza e si aggiungono alla multa che i clienti del pezzotto devono pagare e che invece va allo Stato.

La sanzione prevista dalla legge si divide infatti in due parti. La prima è una vera e propria multa che, come qualsiasi altro tipo di sanzione simile, serve come punizione per aver commesso un illecito. La seconda è un vero e proprio risarcimento che copre i danni che le squadre di Serie A stimano di aver subito dall’attività di pirateria. Il totale può arrivare a 6.000 euro.

Le prime multe per il pezzotto

Dopo gli avvertimenti di Serie A e Agcom, la legge sul pezzotto ha cominciato a essere applicata direttamente agli utenti che utilizzano gli abbonamenti tramite Iptv per vedere il campionato di calcio italiano. La Lega di Serie A, l’associazione di tutte le società che partecipano al massimo campionato, ha infatti comunicato di aver ricevuto i primi risarcimenti.

Non si tratta delle multe che lo Stato impone ai clienti del pezzotto. Le sanzioni per l’utilizzo delle Iptv illegali sono infatti due:

La soddisfazione della Serie A

Luigi De Siervo, l’amministratore delegato della Lega di Serie A, ha commentato positivamente questi risultati:

Finalmente, anche nel nostro Paese, stiamo ripristinando lo stato di legalità. Chi usa il pezzotto o vede illegalmente le partite su App, Iptv pirata o tramite Vpn, deve sapere che sarà individuato dalle Autorità competenti, dovrà pagare le ammende fino a 5.000 euro previste per legge, ma soprattutto sarà chiamato a versare ulteriori 1.000 euro alla Lega Calcio come risarcimento del danno. La pirateria è un furto, punto. Non è un atto di furbizia, ma una scelta stupida.

De Siervo ha poi ribadito che l’impegno nel contrasto alla pirateria continuerà:

Mi auguro, quindi, che le pecorelle smarrite inizino, come i milioni di tifosi onesti, a pagare regolarmente l’abbonamento ai titolari di diritti. Questa richiesta risarcitoria è solo l’inizio. Gli strumenti normativi oggi ci consentono di identificare e sanzionare chi consuma illegalmente contenuti protetti. E lo faremo con determinazione, senza esitazioni. Il messaggio è chiaro: chi sceglie la pirateria sceglie di violare la legge e ne risponderà economicamente e legalmente. La tolleranza è finita.

Cos’è il pezzotto

Il pezzotto è un dispositivo attraverso cui è possibile ottenere illegalmente l’accesso ai contenuti online protetti da un abbonamento. Simile a un decoder, funziona come una Iptv, una televisione online. Gli utenti pagano ai pirati un abbonamento, molto più basso di quello che dovrebbero pagare ai detentori dei diritti, e hanno accesso non solo alle partite di calcio, ma anche a serie Tv e film.

Non ha nulla a che vedere quindi con la pirateria “classica”, nella quale siti spesso ospitati su server esteri trasmettono film e partite senza averne i diritti. In questi casi, le uniche persone a poter essere punite legalmente sono i proprietari dei siti, non gli utenti. Con il pezzotto invece, proprio perché l’utente paga, si può agire sul piano civile.

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