Trovare professionisti della salute qualificati e in grado di rispondere a una domanda di assistenza in costante crescita diventerà sempre più difficile nel prossimo decennio. Il problema non riguarda soltanto medici e infermieri, ma interessa un ampio numero di figure che operano nella riabilitazione, nella prevenzione, nell’assistenza e nel benessere della persona.
Il risvolto della medaglia, una delle conseguenze meno gravi di questa mancanza, è che – proprio per questo motivo – stanno continuando ad aumentare le opportunità lavorative nel settore sanità e cura.
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Perché serviranno sempre più professionisti della salute
La principale causa della crescente domanda di personale sanitario è rappresentata dall’invecchiamento della popolazione italiana. Gli over 65, secondo le ultime stime Istat, rappresentano oggi il 25,1% della popolazione, pari a oltre 14,8 milioni di persone, e il numero è destinato a crescere. Le previsioni, infatti, indicano che entro il 2050 più di un italiano su tre avrà superato i 65 anni.
Questo cambiamento demografico, inevitabilmente, ha una ricaduta sul sistema sanitario e le richieste di cura del Paese. Una popolazione più anziana richiede infatti:
- maggiore assistenza sanitaria;
- più percorsi di riabilitazione;
- servizi domiciliari sempre più diffusi;
- attività di prevenzione;
- interventi per mantenere autonomia e qualità della vita.
Da qui, la crescita sempre maggiore di professionisti specializzati. Secondo il sistema informativo Excelsior di Unioncamere, infatti, le professioni della sanità e dei servizi alla persona sono oggi tra quelle con le maggiori difficoltà di reperimento.
Più di sei assunzioni su dieci (oltre il 60%) risultano complicate perché le imprese e le strutture sanitarie faticano a trovare candidati con competenze adeguate. Le ragioni sono diverse e, oltre al numero insufficiente di professionisti qualificati rispetto alla domanda, hanno a che fare anche con:
- l’evoluzione dei servizi territoriali;
- la necessità di competenze sempre più specialistiche;
- il disallineamento tra formazione e richieste del mercato.
E queste criticità riguardano sia il settore pubblico sia quello privato e interessano:
- ospedali;
- Rsa e centri riabilitativi;
- poliambulatori;
- strutture termali, di medicina sportiva e numerose realtà dedicate al benessere della persona.
Le figure più ricercate
Secondo l’Osservatorio Assolavoro Datalab, in questo settore oltre il 50% della domanda di personale si concentra nelle professioni dedicate alla:
- riabilitazione;
- assistenza;
- prevenzione.
Si tratta di figure che si occupano della gestione di patologie già presenti, ma anche della promozione del benessere e della prevenzione delle limitazioni funzionali che possono compromettere l’autonomia delle persone. Negli ultimi anni è infatti aumentata l’attenzione verso percorsi finalizzati al miglioramento della mobilità, della qualità della vita e del benessere psicofisico.
Per questo motivo crescono le opportunità lavorative anche in contesti diversi dagli ospedali tradizionali, come:
- centri fisioterapici;
- strutture riabilitative;
- poli di medicina dello sport;
- stabilimenti termali;
- Spa medicali;
- centri dedicati alla prevenzione e al recupero motorio.
Da quello che è emerso dal report sul mercato del lavoro elaborato da Cnel, Unioncamere e Istat circa un giovane su due incontra difficoltà legate al mancato allineamento tra le competenze acquisite durante il percorso formativo e quelle richieste dalle imprese. Nel settore sanitario, invece, questo non succede, proprio perché la domanda continua ad aumentare e perché il fabbisogno di personale cresce più rapidamente dell’offerta disponibile.
Questo rende le professioni della salute tra quelle che offrono oggi le prospettive occupazionali più interessanti.