Il 6 maggio segna una data indigesta per i fumatori. Il prezzo di sigarette e sigari registra infatti un nuovo aumento medio di 20 centesimi di euro a pacchetto. Si tratta della seconda ondata, dopo una prima registrata il 15 aprile, di una serie di rincari che si prolungheranno fino al 2028.
La comunicazione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli impatta su diverse marche e incassa gli effetti dell’ultima Legge di Bilancio, la quale ha rivisto al rialzo le accise sui tabacchi.
Questione di accise, quanto pesano sul prezzo finale
Come accennato, il nuovo rincaro è legato all’incremento progressivo della componente fissa dell’accisa sui tabacchi lavorati, previsto dalla Manovra. La struttura fiscale è stata modificata con un percorso graduale inaugurato nel 2025 e che continuerà anche nei prossimi anni, secondo il seguente schema:
- nel 2025: 29,50 euro ogni mille sigarette;
- nel 2026: 32 euro ogni mille sigarette;
- nel 2027: 35,50 euro ogni mille sigarette;
- nel 2028: 38,50 euro ogni mille sigarette.
Ne consegue che l’entità del rincaro è variabile e dipende dalla variazione dell’accisa applicata al singolo prodotto. Per alcune marche, ad esempio, si parla di 10 euro in più al chilo, che corrispondono appunto a circa 20 centesimi in più per confezione. Per altre l’incremento è invece pari a 5 euro al chilo, cioè circa 10 centesimi aggiuntivi a pacchetto.
Con il nuovo adeguamento, il prezzo finale dei pacchetti si colloca in una fascia compresa tra 5,30 e 5,70 euro. Il che per un fumatore medio, che consuma una confezione di sigarette al giorno, si traduce in una spesa di 6 euro in più al mese e oltre 70 euro in più all’anno.
Quali marche di sigarette e sigari aumentano di prezzo
Come per l’incremento registrato il 15 aprile, l’aggiornamento pubblicato dall’Agenzia dei Monopoli riguarda più marche di sigari che di sigarette. Partendo da queste ultime, i prodotti interessati dall’aumento del prezzo risultano quattro del gruppo Corset e cinque della tipologia The King. Ecco l’elenco completo dei rincari delle “bionde”:
- Corset Pink
- Corset Lilas
- Corset Marine
- Corset White
- The King Storm
- The King Storm 100s
- The King Storm SSL
- The King SSL White
- The King SSL Blue
Per quanto riguarda invece i sigari, i marchi interessati dalla misura sono molto più numerosi, in uno spettro che va dai pezzi singoli alle confezioni da 25. La forbice dei prezzi è decisamente più ampia e passa dai circa 6 euro (ad esempio la confezione da due dell’antico sigaro nostrano del Brenta 1763 Campesano) fino a oltre 1.500 euro per le tipologie più pregiate (come ad esempio l’astucci da 10 pezzi del Davidoff Royal Release Salomones).
Perché le sigarette continueranno a costare di più
I tabagisti dovranno fare insomma i conti con un costo del tabacco che in Italia continuerà a salire almeno fino al 2028. La strategia del governo Meloni punta a un duplice obiettivo: aumentare il gettito fiscale e adeguare la tassazione italiana agli standard europei.
Secondo le stime contenute nella Manovra, il maggior gettito atteso supera 1,4 miliardi di euro nel triennio 2026-2028. Intanto la proposta popolare di aumentare di 5 euro il prezzo di sigarette, e-cig e prodotti a tabacco riscaldato si avvicina al traguardo parlamentare.