Carburanti, l’Italia tra i più cari d’Europa: la classifica dei rincari su benzina e diesel

Dai dati della Commissione Ue sui listini dei distributori, emerge un settimo posto per i prezzi del pieno, insostenibile se si considera l'inflazione e la trentennale stagnazione salariale del Paese

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Il balzo dei listini petroliferi continua a farsi sentire sul portafoglio degli automobilisti italiani intenti a fare il pieno carburante. Negli ultimi sei mesi il prezzo del gasolio alla pompa ha registrato una salita del 22,2%, passando da 1,702 euro a 2,079 euro al litro, secondo le ultime rilevazioni del bollettino della Commissione europea. Una fiammata che, pur piazzando l’Italia al 23° posto su 27 per velocità di incremento, conferma la Penisola nella parte altissima delle rilevazioni continentali per costo assoluto.

Top 10 dei rincari alla pompa in Ue

Sul fronte della benzina il quadro di svantaggio competitivo dell’Italia si fa ancora più evidente. Tra febbraio e agosto il prezzo della verde è salito in Italia del 20,2% (da 1,655 a 1,988 euro al litro), viaggiando a un ritmo superiore rispetto alla media dei Paesi Ue, fermi a un rialzo del 17,5%. Di seguito, la tabella con la classifica dei rincari. Nonostante la Penisola non sia neanche lontanamente sul podio per i prezzi più alti in assoluto, a rendere la situazione drammatica è l’aumento del costo della vita al netto di salari in stagnazione da almeno 30 anni.

Benzina Euro al litro Gasolio Euro al litro
Danimarca 2,445 Paesi Bassi 2,383
Paesi Bassi 2,329 Finlandia 2,318
Germania 2,239 Germania 2,266
Finlandia 2,140 Danimarca 2,250
Francia 2,038 Francia 2,199
Grecia 2,002 Belgio 2,174
Italia 1,988 Italia 2,079
Belgio 1,975 Svezia 2,055
Svezia 1,962 Austria 2,042
Portogallo 1,950 Grecia 2,031

Quali sono le strategie politiche degli altri Paesi

Per arginare le fiammate dei listini, le capitali europee hanno adottato strategie divergenti:

Il ruolo delle accise nel calmieramento prezzi del gasolio

Nonostante una dinamica d’aumento meno esasperata rispetto alla media dell’Unione europea, che si assesta intorno al 27,5%, ben lontana dai picchi del 44% della Bulgaria e del 35,3% nella Repubblica Ceca, l’Italia si attesta stabilmente al settimo posto per il gasolio più caro d’Europa.

Sul divario pesa enormemente la struttura della fiscalità energetica, che ha portato il Governo a tassare maggiormente il diesel per far fronte alla transizione energetica, e il costo della materia prima raffinata. Senza un intervento correttivo sulle accise, il prezzo del gasolio arriverebbe a costare quasi 30 centesimi al litro in più rispetto alla benzina.

Uno iato imponente che, oltre a riflettere la forte tensione sui mercati del carburante, dimostra una lentezza elefantiaca da parte della filiera ad aggiornare il prezzo finale, che sembra non scendere mai in modo sufficientemente veloce rispetto ai tagli fiscali previsti dalle manovre di Governo. E ora che il greggio sta tornando a crescere, superando i 90 dollari al barile dopo mesi, i portafogli dei cittadini europei saranno ancora più leggeri.

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