Brent oltre i 100 dollari al barile dopo gli attacchi alle petroliere iraniane, preoccupa anche il gas

Il Brent, il petrolio del Mare del Nord, è tornato a costare più di 100 dollari al barile dopo gli attacchi degli Stati Uniti alle petroliere iraniane; in Europa, però, si teme anche il prezzo del gas

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Nella mattinata del 9 settembre il Brent, il petrolio del Mare del Nord, è stato scambiato a più di 100 dollari al barile sui mercati internazionali. Una soglia che il greggio europeo non raggiungeva da luglio. Questo picco è la conseguenza dell’aumento della tensione in Medio Oriente, dove Iran e Usa continuano a scambiarsi attacchi, soprattutto contro le navi petroliere.

Questi aumenti potrebbero rendere ancora più difficile per il Governo eliminare gli sconti sulle accise del gasolio, che dovrebbero scadere domani 10 settembre. In Europa, nel frattempo, preoccupa anche il prezzo del gas, che ha raggiunto i 78 euro al megawattora.

Il Brent è tornato oltre i 100 dollari al barile

Il Brent è aumentato del 2,18%, portandosi oltre i 100 dollari al barile nella mattinata del 9 settembre. Una soglia psicologica per il petrolio europeo, che per la sua qualità e facilità di raffinazione è considerato il riferimento internazionale per l’andamento dei mercati energetici legati al greggio.

Rimane invece sotto quota 100 dollari il Wti, il petrolio statunitense, che si è attestato a 94,73 dollari al barile, in aumento dell’1,8%. La ragione di questi aumenti è, ancora una volta, la guerra in Medio Oriente.

Cosa sta succedendo in Medio Oriente

Negli ultimi giorni Stati Uniti e Iran hanno ripreso ad attaccarsi a vicenda. Gli Usa hanno preso di mira le petroliere iraniane che attraversano lo Stretto di Hormuz per rifornirsi di petrolio nei terminali del Golfo Persico. Soltanto nella notte tra l’8 e il 9 settembre, l’esercito statunitense ha dichiarato di averne colpite cinque.

L’Iran, a sua volta, ha risposto agli attacchi assaltando due petroliere occidentali e soprattutto colpendo alcuni obiettivi statunitensi in Giordania. Questo ha aumentato il rischio che la guerra nella regione si espanda.

Il Governo prorogherà gli sconti sulle accise?

Il prezzo del Brent oltre i 100 dollari al barile non è una buona notizia per l’Italia. I prezzi della benzina e del gasolio potrebbero infatti tornare a crescere. Il costo medio attuale è:

Sul diesel, però, sono ancora attivi gli sconti sulle accise, che riducono il prezzo di 17 centesimi al litro. Domani, 10 settembre, dovrebbe però essere l’ultimo giorno di validità di questi sconti. Il Governo si riunirà proprio domani in un Consiglio dei ministri che dovrebbe prorogare ulteriormente gli sconti e delineare una strategia per ottobre, quando i tagli alle accise dovrebbero essere sostituiti da interventi più mirati, a sostegno delle persone e delle aziende in difficoltà.

In Europa preoccupa anche il gas

L’aumento dell’instabilità in Medio Oriente sta causando anche una crescita del prezzo del gas, in un momento in cui tutta Europa sta cercando di riempire gli stoccaggi per l’inverno. Ad Amsterdam, dove ha sede il mercato europeo del metano, il prezzo è arrivato a 78,5 euro al megawattora.

Al momento in Ue la media di riempimento degli stoccaggi è del 66,9%. In coda ci sono Germania e Paesi Bassi, rispettivamente con il 54,5% e il 50% degli stoccaggi pieni. L’Italia, che è anche uno dei Paesi con i depositi più capienti, è arrivata all’84%.

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