Tra il 2015 e la fine del 2025, i prezzi delle abitazioni e degli affitti in Italia sono cresciuti meno del 20%, collocando il nostro Paese tra gli ultimi posti nell’Unione europea, come emerge dalle ultime pubblicazioni dell’Eurostat. Dietro di noi solo Grecia e Finlandia, con quest’ultima addirittura in calo per quanto riguarda il valore delle case. Il risultato appare positivo per chi cerca casa, ma la realtà è più complessa di così.
Indice
Prezzi delle case: Italia tra gli ultimi in Ue
Negli ultimi 10 anni i prezzi delle abitazioni nell’Ue hanno registrato un aumento del 64,9%, mentre gli affitti del 21,8%.
Nel confronto tra il quarto trimestre 2025 e il 2015 spiccano alcuni numeri in merito ai prezzi delle case:
- Ungheria +290%;
- Portogallo +180%;
- Lituania +168%;
- Bulgaria +157%.
Anche sul fronte affitti:
- Ungheria +109%;
- Lituania +88%;
- Irlanda e Polonia +76%.
Qui sotto la variazione percentuale dei prezzi delle case e degli affitti in vari Paesi europei nel periodo compreso tra il 2015 e il quarto trimestre del 2025:
Il mercato immobiliare italiano è in cirsi?
Per quanto riguarda il costo delle case, mentre l’Italia resta ferma gran parte dell’Europa corre. Prima di festeggiare, è necessario fare alcune precisazioni dal momento che se i prezzi delle case crescono poco non significa automaticamente che il mercato sia più accessibile.
L’Indice dei Prezzi delle Abitazioni (Hpi) è uno strumento fondamentale per monitorare la salute economica nel suo complesso. Quando viene combinato con altri dati macroeconomici, permette di ottenere indicatori importanti per l’analisi dei cicli di mercato.
Un mercato immobiliare sostanzialmente stabile o a crescita estremamente lenta può voler dire che la società è attraversato da:
- domanda debole;
- crescita economica lenta;
- minore attrattività per investimenti;
- stagnazione del settore immobiliare.
In altre parole, il mercato immobiliare italiano non è diventato più conveniente, ma è meno dinamico. Perché tutta l’economia italiana è segnata da una crescita lenta.
I trend: crescita in Ue e (meno) in Italia
Gli ultimi dati mostrano comunque un’accelerazione a livello europeo:
- +5,5% prezzi delle case nel 2025 su base annua;
- +3,2% affitti.
E anche in Italia si intravedono segnali di movimento, seppur più contenuti rispetto ad altri Paesi.
Le disparità Nord-Sud e città-provincia
C’è un’altra distorsione importante, correlata al fatto che la media nazionale nasconde differenze enormi. In molte città italiane (Milano, Roma, Bologna), i prezzi sono aumentati sensibilmente. Ma:
- le aree interne e periferiche restano ferme o in calo;
- il mercato è frammentato;
- la crescita non è diffusa.
Questo crea una doppia realtà con alcune zone sempre più care e un Paese che nel complesso cresce poco.
Casa, Europa a due velocità
Nonostante il recupero complessivo, il panorama resta frammentato. Se nel periodo d’oro pre-pandemico la crescita era quasi universale, oggi il mercato immobiliare mostra divergenze significative tra gli Stati membri.
Nel 2025, ben 22 Paesi su 27 hanno visto i prezzi delle case correre più velocemente dell’indice dei prezzi al consumo. Ma cinque mercati continuano a soffrire una contrazione in termini reali. Tra questi figurano Lussemburgo, Austria, Romania, Finlandia e Svezia, dove il costo delle abitazioni non è ancora riuscito a tenere il passo con il resto dell’economia.
Qui sotto una tabella statistica di Eurostat che mostra i tassi di variazione dei prezzi delle abitazioni nel corso del 2025 in Ue:
Cosa aspettarsi in futuro
Se l’Italia continuerà su questo ritmo i prezzi resteranno relativamente stabili rispetto all’Europa, ma il rischio è un mercato immobiliare sempre meno competitivo con minori opportunità di sviluppo urbano e investimento.