Ryanair taglia voli e chiude nuove rotte, tasse troppo alte: dove non viaggia più

Le tasse troppo alte e i costi aeroportuali in aumento spingono Ryanair altrove, la compagnia taglia i voli: ecco le basi chiuse

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Ryanair ha deciso di ridurre le proprie operazioni in uno dei principali scali europei, con la chiusura di una base, il taglio del 50% dei voli e lo spostamento degli aeromobili verso aeroporti più competitivi. Il suo equilibrio economico dipende in modo diretto da tasse, diritti aeroportuali e costi operativi. E quando questi aumentano, il modello low cost rischia di non essere più sostenibile. Da qui la decisione di procedere un ridimensionamento strutturale dell’offerta, chiudendo la propria base a Berlino.

Ryanair taglia i voli da e per Berlino: come cambiano le rotte

A partire dal 24 ottobre 2026, i sette aeromobili di Ryanair operativi su Berlino verranno riallocati in altri aeroporti europei caratterizzati da costi più bassi e dall’assenza di tasse sull’aviazione. Il risultato sarà un forte calo della capacità, con milioni di posti in meno e un impatto diretto sulla connettività da e per la capitale tedesca durante la stagione invernale 2026.

La compagnia continuerà a servire Berlino, ma con aeromobili basati in altri Paesi europei. Vuol dire cioè che la città non sarà più il punto di origine di molti voli e che collegamenti che rimarranno attivi saranno operati da aerei che partono da altre basi europee (ad esempio, un volo Roma-Berlino-Roma operato da un aereo basato a Roma). Tuttavia, secondo le stime, i passeggeri trasportati in questa tratta scenderanno da circa 4,5 milioni a circa 2,2 milioni nel 2027. In termini operativi, significa la perdita di oltre due milioni di posti annui.

Costi aumentati del 50% e nuove tasse: perché Ryanair riduce i voli

Alla base della decisione c’è l’aumento dei costi operativi legati allo scalo berlinese e alla fiscalità del trasporto aereo. Negli ultimi anni, le tariffe aeroportuali sono già cresciute del 50% rispetto ai livelli pre-pandemia e un ulteriore rincaro del 10% è previsto tra il 2027 e il 2029.

Inoltre, il quadro economico si è aggravato con l’impennata delle tasse sull’aviazione (passate da circa 7,30 euro a 15,50 euro per passeggero) e con l’aumento dei costi per il controllo del traffico aereo. Secondo le stime della compagnia, sommando queste voci alle spese per la sicurezza, entro il 2028 l’esborso extra sarebbe salito a 20 euro per ogni viaggiatore.

Traffico in calo a Berlino: -30% rispetto al pre-Covid

Un altro elemento chiave è il calo del traffico registrato a Berlino. Lo scalo è passato da circa 36 milioni di passeggeri nel 2019 a circa 26 milioni nel 2025, con una riduzione vicina al 30%. Secondo Ryanair, invece di abbassare le tariffe per recuperare traffico, l’aeroporto ha aumentato ulteriormente i costi. Questo ha reso Berlino meno competitiva rispetto ad altri scali europei che stanno riducendo le tasse per attirare nuove rotte.

Il risultato è un circolo vizioso: meno voli, meno passeggeri e ulteriore perdita di competitività.

Impatto su passeggeri e prezzi dei biglietti

La riduzione del 50% dei voli avrà effetti immediati sui viaggiatori. Diminuiranno le destinazioni disponibili e le frequenze, con minore flessibilità per chi viaggia. Allo stesso tempo, la riduzione della capacità potrebbe portare a un aumento dei prezzi medi. Le conseguenze riguarderanno anche il turismo. Le rotte low cost rappresentano una quota rilevante dei flussi verso le grandi città europee. Meno voli significa meno arrivi e quindi un impatto diretto sull’economia locale.

Le nuove sedi Ryanair

I sette aeromobili verranno trasferiti verso aeroporti europei a basso costo, in particolare in Paesi che hanno abolito o ridotto le tasse sull’aviazione. Tra questi, la compagnia cita mercati come Svezia, Slovacchia, Albania e Italia. Pertanto, è possibile che già dal prossimo anno ci sia un aumento della frequenza dei voli o nell’apertura di nuove rotte da e per questi scali.

Per i viaggiatori, questo significa che una nuova disponibilità di voli economici.

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