La continua instabilità geopolitica si ripercuote inevitabilmente sul costo del cherosene per il trasporto aereo. I primi a farne le spese sono i consumatori: se chi viaggia per piacere può valutare se sostenere la spesa, chi si sposta per lavoro si troverà ad affrontare un esborso considerevolmente più alto rispetto al passato.
A influenzare i prezzi del carburante non è solo la complessa situazione internazionale, ma anche l’impatto delle normative ambientali dell’Unione Europea. È quanto emerge dalle recenti analisi dei vertici di Ita Airways: la prospettiva per il 2027 vede un concreto rischio di rincari significativi per i listini dei voli.
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Quanto impatta il costo del cherosene per le compagnie aeree
Il carburante incide per circa un terzo sui costi operativi complessivi di una compagnia aerea. Trattandosi di una voce estremamente sensibile alle oscillazioni dei mercati finanziari, i bilanci dei vettori risultano particolarmente vulnerabili alle fasi di rialzo.
Quando il costo del cherosene subisce impennate o arriva a raddoppiare, l’impatto sulla gestione aziendale diventa critico. Per un vettore delle dimensioni di Ita Airways, gli extra-costi annui possono raggiungere l’ordine di 500 milioni di euro. Considerato che il settore dell’aviazione commerciale opera su margini di profitto risicati — che secondo le stime Iata si attestano mediamente tra gli 8 e i 9 dollari a biglietto — un’esplosione delle spese per il carburante non può essere riassorbita internamente dalle società.
Diventa quindi inevitabile il trasferimento dei rincari sul consumatore finale:
- attraverso il ritocco verso l’alto della tariffa base;
- con l’introduzione di specifiche sovrattasse legate al carburante (fuel surcharge).
Biglietti più cari dal 2027
L’ipotesi di un adeguamento delle tariffe è stata confermata dai vertici del settore. L’amministratore delegato di Ita Airways, Joerg Eberhart, ha evidenziato che, in caso di permanenza delle attuali tensioni sui prezzi dell’energia, la compagnia sarà costretta a rivedere la struttura dei propri listini a partire da gennaio 2027.
A complicare il quadro intervengono le normative comunitarie per la sostenibilità. La disciplina europea impone l’adozione in quota progressiva dei carburanti sostenibili (SAF) che, presentando costi di produzione nettamente superiori rispetto al cherosene tradizionale di origine fossile, appesantiscono la struttura dei costi di gestione.
Altri effetti sui servizi
La pressione sui costi del carburante non si tradurrà soltanto in un aumento delle tariffe dei biglietti, ma spingerà le compagnie a riorganizzare la propria offerta commerciale. La revisione di spesa del settore punta a ricomprendere:
- la riduzione della frequenza giornaliera dei voli;
- la cancellazione delle tratte meno redditizie o poco trafficate;
- l’aumento dei costi per i servizi accessori, come la selezione del posto a bordo e l’imbarco dei bagagli in stiva.