Annona, il frutto che sa di crema e vale una fortuna cresce anche in Italia

Annona: il frutto tropicale che conquista l’Italia e i mercati globali tra alta cucina, sostenibilità agricola e nuove opportunità.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

C’è un frutto tropicale che negli ultimi anni sta attirando l’attenzione di agricoltori, chef e industria alimentare internazionale. Si chiama annona, ma in molti Paesi viene conosciuto come “custard apple”, letteralmente “mela crema”, per via della sua polpa morbida, dolce e cremosa che ricorda il gusto di un dessert alla vaniglia. E mentre la domanda globale cresce rapidamente, anche l’Italia si sta ritagliando uno spazio importante nella coltivazione di questo prodotto considerato sempre più prezioso.

Dove cresce l’annona in Italia

Non tutti sanno che il nostro Paese è uno dei pochi in Europa dove l’annona riesce a crescere con successo. In particolare, la cosiddetta annona di Reggio Calabria rappresenta una vera eccellenza agricola del Sud Italia, favorita da un microclima subtropicale che permette a questa pianta di svilupparsi in condizioni ideali.

Qui il frutto viene coltivato soprattutto in piccoli appezzamenti familiari, spesso secondo metodi tradizionali. La produzione non raggiunge ancora i volumi delle grandi aree asiatiche o sudamericane, ma punta sulla qualità elevata e sul valore gastronomico.

Negli ultimi anni l’interesse verso questo frutto è cresciuto anche tra chef stellati e pasticceri italiani, attratti dal sapore particolarmente delicato e dalla consistenza cremosa. L’annona viene utilizzata per mousse, semifreddi, sorbetti, creme e dessert gourmet. Per molte aziende agricole del Mezzogiorno con un clima simile a quello della Calabria, quindi, potrebbe rappresentare anche una nuova opportunità economica in un contesto di cambiamenti climatici e scarsità d’acqua. L’annona, infatti, tollera bene il caldo e richiede meno irrigazione rispetto ad altre colture intensive.

Perché si tratta di un mercato promettente

Non è un caso se negli ultimi anni il frutto è diventato protagonista di una vera rivoluzione agricola soprattutto in India, dove la coltivazione sta crescendo rapidamente grazie alla sua straordinaria resistenza alla siccità. In molte aree soggette a carenza d’acqua, infatti, l’annona viene considerata una coltura ideale perché richiede pochissima irrigazione e riesce a sopravvivere anche con precipitazioni limitate.

In pochi anni la produzione è esplosa. Dalle prime coltivazioni si è arrivati a circa 25 tonnellate annue di raccolto, con richieste provenienti non solo dall’India ma anche dai mercati esteri.

Il successo economico dell’annona dipende da diversi fattori. Il primo è la crescente attenzione dei consumatori verso frutti esotici e prodotti naturali dal gusto particolare. Il secondo è il valore aggiunto della trasformazione industriale. Per esportare l’annona servono celle frigorifere, trasporto refrigerato, pre-raffreddamento e spedizioni rapide, spesso via aerea. Ogni errore può compromettere la qualità del prodotto. Ed è proprio questa complessità a rendere il frutto ancora più costoso e ricercato sui mercati internazionali. Attualmente viene venduta mediamente tra i 6 e i 13 euro al chilo, ma alcune varietà premium o biologiche possono superare anche questa soglia.

Opportunità e rischi del nuovo business tropicale

Nonostante le grandi potenzialità, il mercato dell’annona presenta ancora diversi ostacoli. La filiera è costosa e richiede investimenti importanti in refrigerazione, trasformazione industriale e logistica avanzata.

Molti produttori stanno valutando la creazione di impianti per trasformare il frutto in polpa congelata, evitando così gli sprechi dovuti alla rapida maturazione. Tuttavia servono macchinari sofisticati e abbattitori in grado di conservare il prodotto a temperature fino a -20 gradi.

C’è poi la questione sicurezza. I semi dell’annona sono tossici se ingeriti o schiacciati e non devono essere consumati. Inoltre, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha avviato approfondimenti su alcuni integratori derivati dall’annona, segnale che il settore dovrà probabilmente affrontare future regolamentazioni più rigide.

Resta però il fatto che la domanda mondiale continua a crescere. Il mercato globale dei frutti tropicali premium è in forte espansione e l’annona si sta ritagliando uno spazio sempre più importante grazie al suo gusto unico e alle sue caratteristiche agronomiche.

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