Rinnovato contratto Funzionari PA triennio 2025-28, arretrati entro dicembre: di quanto aumenta lo stipendio

Firmato il rinnovo del Ccnl dei dipendenti PA degli Enti Locali: aumenti fino a 152 euro al mese già da dicembre. Novità su AI e lavoro agile.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Durante la mattinata di oggi è stata messa la firma definitiva al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle Funzioni locali per il triennio 2025-2027. L’accordo è stato siglato all’Aran alla presenza del presidente Antonio Naddeo e dei rappresentanti dei sindacati di categoria.

Sono circa 400.000 i dipendenti pubblici impiegati in Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane e Camere di Commercio che vedranno i propri salari aumentare già a partire da dicembre 2026.

Un iter rapido per evitare attese e arretrati pendenti

L’intesa è entrata ufficialmente in vigore a seguito del via libera e della certificazione favorevole arrivata dalla Corte dei Conti. A differenza di quanto avvenuto in passato, però, i lavoratori non dovranno attendere anni prima di vedere riconosciuti i giusti adeguamenti stipendiali, trattandosi di un rinnovo firmato in vigenza di contratto per la copertura del triennio iniziato a gennaio 2025.

Le competenze e gli incrementi spettanti saranno erogati direttamente nelle buste paga del mese di dicembre 2026, estendendosi anche alla tredicesima mensilità.

Come sottolineato dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, la rapida conclusione dell’iter procedurale consente di liquidare gli adeguamenti tabellari prima della chiusura dell’anno, integrando le nuove somme spettanti e i relativi conguagli direttamente nei cedolini di fine anno.

Di quanto aumenteranno gli stipendi

L’accordo economico prevede un incremento retributivo a regime pari al 5,36% del monte salari. In termini medi, la rivalutazione comporta i seguenti benefici stipendiali:

Trattandosi di cifre lorde calcolate su scala media, l’impatto reale sul netto in busta paga varierà in base all’inquadramento professionale, all’anzianità di servizio e alle aliquote fiscali e contributive personali.

A beneficiare dell’adeguamento sono le seguenti categorie operative del comparto:

Cos’altro cambia oltre allo stipendio

Oltre alle cifre in busta paga, la trattativa ha introdotto alcune tutele organizzative del tutto nuove per la macchina amministrativa locale.

Intelligenza artificiale

La novità più significativa riguarda la regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale nel pubblico impiego. L’impiego degli algoritmi negli enti territoriali viene subordinato al principio della responsabilità humana, stabilendo che la firma e la decisione finale sugli atti rimarranno tassativamente in capo ai dirigenti. Inoltre, viene istituito l’obbligo di formare il personale e monitorare l’impatto delle nuove tecnologie tramite gli Organismi paritetici per l’innovazione.

Lavoro più agile

Sul fronte dell’organizzazione quotidiana, si registra una maggiore elasticità sugli orari. Il margine temporale per recuperare l’eventuale debito orario sale da due a tre mesi, imponendo agli enti di strutturare i turni tenendo conto delle esigenze del personale pendolare o residente in aree logisticamente svantaggiate.

Visite mediche

Vengono infine snellite le procedure per le visite mediche, precisando che le consultazioni con il medico di famiglia rientrano nel monte di 18 ore annue di permessi retribuiti già previsti per gli esami specialistici, mentre si rafforzano gli investimenti nel welfare aziendale e nelle misure a sostegno della genitorialità e delle disabilità.

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