Lavorare nella moda, il lusso non conosce crisi: i profili più ricercati in Italia

Secondo l'Osservatorio Nhrg, il fashion e il retail di alta gamma cercano figure capaci di unire vendita, competenze digitali e relazione

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Nonostante un contesto economico caratterizzato da consumi più prudenti e da una crescita meno sostenuta rispetto agli anni precedenti, il settore della moda e del lusso continua a rappresentare uno dei comparti più solidi e dinamici del mercato del lavoro italiano. Per chi sogna una carriera nel fashion, il 2026 si conferma infatti un anno ricco di opportunità, con aziende alla costante ricerca di professionisti qualificati capaci di unire competenze commerciali, digitali e relazionali.

I profili più ricercati nel 2026

Secondo l’ultimo Focus Settoriale dell’Osservatorio Nhrg dedicato a Moda, Lusso e Retail, la trasformazione del settore sta modificando le figure professionali richieste, premiando chi sa interpretare le nuove esigenze di una clientela internazionale sempre più esigente e connessa.

Le opportunità di lavoro riguardano soprattutto le funzioni commerciali e il retail di alta gamma, dove il rapporto diretto con il cliente rappresenta un elemento decisivo per il successo del brand.

Tra i profili maggiormente ricercati dalle aziende emergono:

In particolare, cresce la domanda di lavoratori capaci di integrare l’esperienza online e offline e di utilizzare strumenti digitali per migliorare la fidelizzazione della clientela.

La customer experience è il nuovo motore del lusso

Oggi ad essere cambiato è il concetto stesso di vendita. Il cliente disposto a spendere ricerca esclusività, attenzione personalizzata e servizi su misura, elementi che richiedono competenze sempre più sofisticate.

Per questo motivo i brand stanno investendo sulla cosiddetta customer experience, ovvero sull’insieme delle emozioni e delle interazioni che accompagnano il consumatore durante tutto il rapporto con il marchio. Il venditore tradizionale lascia spazio a una figura consulenziale, capace di conoscere gusti, abitudini e preferenze del cliente attraverso l’utilizzo di sistemi Crm, analisi dei dati e strategie di clienteling avanzato.

L’obiettivo non è più la singola vendita, ma la costruzione di un rapporto di fiducia destinato a durare nel tempo e a rafforzare il valore del brand.

Competenze digitali e relazionali sempre più richieste

Accanto alle competenze commerciali, il mercato premia chi possiede:

Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dalla conoscenza delle lingue straniere, per essere in grado di confrontarsi quotidianamente con una clientela internazionale e multiculturale. Per questo motivo l’inglese fluente e, sempre più spesso, una seconda lingua rappresentano un requisito molto apprezzato dalle aziende.

Dove si concentra la domanda di lavoro

Dal punto di vista territoriale, le opportunità occupazionali si concentrano nei principali poli italiani del lusso.

Le opportunità non riguardano soltanto il commercio al dettaglio, ma anche il marketing, la gestione omnicanale, il visual merchandising e lo sviluppo delle strategie di fidelizzazione.

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