I test psicoattitudinali sono ormai realtà ed entrano in fase di attuazione. Il 16 settembre scorso il Consiglio superiore della magistratura (Csm) ha infatti approvato la delibera che individua le condizioni di possibile inidoneità alla funzione giudiziaria. Le novità riguardano l’accesso alla magistratura ordinaria e non vanno confuse con le procedure per diventare magistrato tributario, operante in materia di fisco.
Inoltre, i test non sono ancora stati materialmente definiti: una commissione di docenti ora dovrà elaborare specifici strumenti di valutazione, che saranno successivamente sottoposti all’approvazione del Csm.
Indice
La base normativa dei test psicoattitudinali
L’introduzione della valutazione psicoattitudinale deriva dal d. lgs. 44/2024 di riforma dell’ordinamento giudiziario. Sono regole che hanno aggiornato la disciplina del concorso per magistrato ordinario risalente a circa vent’anni fa.
La nuova normativa prevede che i candidati ammessi alla prova orale siano sottoposti preventivamente a specifiche verifiche individuate dal Csm, nel rispetto delle linee guida e degli standard internazionali di psicometria. Quest’ultima è quella branca della psicologia che misura caratteristiche psicologiche come personalità, abilità cognitive, attitudini e comportamenti.
I risultati dei test saranno poi utilizzati nell’ambito di un colloquio psicoattitudinale, diretto dal presidente della commissione con l’ausilio di un esperto psicologo.
La valutazione non sarebbe finalizzata a formulare diagnosi psicologiche o a individuare eventuali patologie. L’obiettivo è concreto: accertare l’eventuale presenza di condizioni incompatibili con l’esercizio della funzione giudiziaria.
Quando saranno utilizzati per la prima volta nei concorsi per magistrati
La nuova disciplina si applicherà ai concorsi banditi dopo il 31 dicembre dello scorso anno. Resta fuori così il concorso per 450 magistrati ordinari attualmente in corso.
I test saranno applicati al primo concorso bandito secondo le nuove regole. Il nuovo bando è atteso in autunno, mentre l’effettiva valutazione psicoattitudinale si collocherà nella fase orale, quindi successivamente alle prove scritte, alla loro correzione e al loro superamento. Non è, quindi, una prova preliminare o una preselezione dei candidati.
Secondo la tempistica indicata dopo l’approvazione della delibera del Csm, gli scritti del prossimo concorso dovrebbero svolgersi nella primavera 2027 e la prima applicazione dei test nella fase orale potrebbe, quindi, arrivare nel 2028. In ogni caso le date definitive dipenderanno dal bando e dai successivi calendari ufficiali.
Le cinque aree oggetto di valutazione
La delibera del Csm — citata anche nella sezione “Brevi dal plenum” del sito web ufficiale del Csm — individua distinte aree nelle quali dovranno essere ricercate eventuali gravi carenze incompatibili con la funzione giudiziaria. Eccole di seguito.
Area cognitiva
Fa riferimento alle capacità necessarie per affrontare problemi complessi e assumere decisioni. Tra gli elementi considerati troviamo capacità decisionale, ragionamento analitico, pensiero critico, problem solving.
Una grave carenza in queste capacità potrebbe rappresentare una condizione di inidoneità, soprattutto quando impedisca di analizzare correttamente le informazioni, distinguere gli elementi rilevanti e arrivare a conclusioni fondate.
Area emotiva
Comprende equilibrio emotivo, autocontrollo e gestione dello stress. La valutazione attiene, in particolare, alla capacità di affrontare richieste professionali impegnative preservando adeguati livelli di funzionamento cognitivo, emotivo e comportamentale.
L’autocontrollo (utile a tenere alla larga possibili rischi di burnout) consiste invece nella capacità di regolare impulsi, emozioni e comportamenti in funzione delle esigenze del ruolo, delle norme professionali e degli obiettivi da raggiungere.
Area relazionale
Qui vengono considerate comprensione empatica, ascolto, comunicazione efficace, collaborazione e lavoro di squadra. L’empatia non deve tradursi in condizionamento del giudizio: il magistrato deve comprendere le prospettive e gli stati emotivi degli altri mantenendo, però, obiettività e autonomia decisionale.
Rilevano anche la capacità di formulare domande pertinenti e di confrontarsi professionalmente con gli altri soggetti.
Area etico-valoriale
È strettamente collegata alle caratteristiche della funzione giudiziaria. Gli elementi centrali sono equità e autonomia di giudizio.
Il candidato deve essere in grado di valutare fatti, informazioni e persone senza lasciarsi condizionare da preferenze personali, stereotipi, convinzioni pregresse o pressioni esterne. Anche una grave carenza sotto questo profilo potrebbe contribuire a determinare l’inidoneità al lavoro di magistrato.
Area organizzativa
L’ultima area riguarda la capacità di pianificare e organizzare il lavoro, distribuirne il carico, stabilire le priorità, gestire contemporaneamente più compiti e rispettare le scadenze. Viene quindi considerata anche la capacità di trovare un equilibrio tra accuratezza, completezza e tempestività dell’attività svolta.
Il test non determina automaticamente l’esclusione del candidato
Punto nodale è che il risultato dei test non comporterà automaticamente l’esclusione dal concorso. La delibera Csm chiarisce che gli strumenti devono servire a individuare eventuali gravi carenze e condizioni di inidoneità, e non a stabilire — attraverso un punteggio o una graduatoria — quanto un candidato sia più o meno “adatto” alla professione.
Ricapitolando, il percorso della valutazione psicoattitudinale sarà il seguente:
- somministrazione dei test ai candidati ammessi all’orale;
- approfondimento dei risultati nel colloquio condotto dal presidente della commissione con l’intervento dello psicologo;
- formulazione della valutazione complessiva di idoneità o inidoneità da parte dei commissari.
La documentazione del procedimento includerà le risposte ai test, lo svolgimento del colloquio e il giudizio conclusivo, che dovrà essere dettagliatamente motivato.
Che cosa cambia
Le novità in oggetto si inseriscono nell’attuale dibattito sul funzionamento della magistratura e sull’adeguatezza delle competenze richieste per l’esercizio della funzione giudiziaria. Una selezione psicoattitudinale uguale per tutti, come quella prevista dalla delibera Csm approvata il 16 settembre scorso, potrebbe assumere specifico rilievo per attività di tribunale caratterizzate da uno spiccato carico decisionale e forte pressione emotiva. Sono aggiornamenti normativi significativi anche per i cittadini perché, come appena visto, riguardano i criteri con cui saranno selezionati coloro che, con le loro decisioni, incideranno direttamente sui diritti e sulle libertà delle persone.
Per esempio, questa nuova selezione potrebbe risultare utile per chi tratta procedimenti penali complessi, anche con imputati detenuti o coinvolti in criminalità organizzata. Analogamente, potrebbe essere importante in procedimenti in materia di famiglia e minori, dove sono frequenti situazioni di forte conflittualità e vulnerabilità delle parti.
Un altro esempio potrebbe riguardare le cause civili o commerciali di elevata complessità, che richiedono capacità di analisi, organizzazione e gestione di numerosi elementi.
Infine, l’introduzione di criteri standardizzati potrebbe rappresentare un precedente per future revisioni dei sistemi di reclutamento in altri ruoli del pubblico impiego, rendendo centrale la trasparenza dei criteri di valutazione.