Divieto stufe e camini, dal 15 ottobre si rischiano multe fino a 5mila euro

Accendere un caminetto vecchio o una stufa poco efficiente può costare caro: cosa cambia per chi si riscalda a legna o pellet quest'inverno

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Si possono ancora usare stufe e camini per riscaldare la propria abitazione? In Italia non esiste un divieto a livello nazionale che impedisca l’utilizzo di questi sistemi di riscaldamento, ma delle limitazioni esistono. Queste vengono applicate dalle Regioni e riguardano il divieto di installazione di nuovi apparecchi che non rispettano gli standard di emissione o il divieto di utilizzare gli apparecchi già presenti in casa se troppo inquinanti. Dal 2017 esiste un criterio per capire se il proprio generatore a biomassa, quindi una stufa o un camino a legna o pellet, rientra nello standard accettato. Si chiama “classe ambientale” ed è una certificazione rilasciata dal produttore attraverso il libretto dell’apparecchio.

In alcune zone, che risentono particolarmente del freddo, ci sono regole più restrittive. L’area della Pianura Padana è una di queste, perché il riscaldamento attraverso stufe e camini genera maggiori polveri sottili e inquina l’aria. Così dal 2017 Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno firmato un accordo che introduce delle misure comuni contro lo smog.

Il riscaldamento a legna è vietato?

No, il riscaldamento a legna non è vietato, ma esistono delle limitazioni. Regioni come Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno le proprie regole generali ed alcune che si applicano alla pubblicazione dei bollettini sulla qualità dell’aria.

Facciamo l’esempio della Lombardia, che dal 2026 ha previsto limitazioni a stufe, camini e altri generatori alimentati a biomassa. Non è il primo anno con limitazioni, ma nel tempo la Regione Lombardia ha introdotto norme sempre più severe per contenere le emissioni di particolato atmosferico.

Infatti è dal gennaio 2020 che è vietato utilizzare generatori a biomassa che non raggiungono almeno la classe ambientale tre stelle, quindi gli apparecchi di classe inferiore non possono essere utilizzati. Nel caso di nuove installazioni i requisiti sono più severi, perché il nuovo apparecchio deve essere almeno di classe ambientale quattro stelle. La classificazione ambientale è disciplinata dal D.M. 186 del 2017.

I limiti dei caminetti a legna

Così come chi possiede una vecchia stufa, anche i caminetti a legna non sono automaticamente inutilizzabili. Per chi possiede una stufa vecchia è bene recuperare la certificazione o, in assenza di questa, reperire la documentazione del produttore così da verificare marca, modello, potenza e certificazione ambientale.

Per quanto riguarda i caminetti a legna, invece, la disciplina regionale individua alcune situazioni nelle quali questi possono essere accesi saltuariamente a scopo ricreativo. La potenza al focolare è permessa fino a 10 kW.

Attenzione: limitazioni o permessi temporanei potrebbero perdurare nel tempo in caso di maggiore inquinamento atmosferico. A dettare le linee guida sarà quindi la Regione una volta acquisiti i dati sull’inquinamento dell’aria.

Cosa succede dal 15 ottobre?

A partire dal 15 ottobre 2026 scatta in Lombardia la normativa sul riscaldamento a biomassa. Diventano applicabili nuovi requisiti emissivi relativi agli impianti con potenza termica al focolare superiore a 35 kW.

Requisiti e limiti:

Attenzione: i requisiti possono variare in relazione all’altitudine.

Quindi, una stufa o un camino con potenza inferiore a 35 kW è utilizzabile senza problemi, almeno fino al 15 ottobre 2027, quando poi scatterà un ulteriore livello di severità sugli impianti. Intanto bisogna fare attenzione a non superare tale limite, per esempio con un nuovo acquisto.

Rischio sanzioni da 500 a 5.000 euro

La normativa prevede anche una corretta manutenzione, come la pulizia della canna fumaria. La Regione infatti ha ricordato che una canna fumaria sporca o una combustione non corretta possono determinare maggiori emissioni, consumi più elevati e problemi di sicurezza.

La nuova normativa prevede sanzioni da 500 a 5.000 euro per il mancato rispetto delle limitazioni per i generatori a biomassa.

I divieti nelle altre Regioni

Dopo aver esplorato l’esempio della Lombardia, possiamo andare veloci con i divieti e le limitazioni d’uso di stufe e camini. Anche in Veneto infatti sono in vigore restrizioni all’uso di stufe e camini inquinanti, ovvero di classe inferiore a 2 e 3 stelle.

In Emilia-Romagna, con il Piano Aria Integrato Regionale, ci sono limitazioni su camini, stufe a legna e pellet con il divieto per apparecchi di classe 1 e 2 stelle.

Infine il Piemonte, che vieta l’installazione di generatori di calore a biomassa legnosa con una potenza inferiore a 35 kW e classi di prestazione inferiori a 3 o 4 stelle.

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