Stop ai controlli fiscali, chi rischia dopo l’estate con le nuove lettere di compliance

Dal 1° agosto al 4 settembre stop a pagamenti e richieste del Fisco, ma alla ripresa arrivano le lettere sulle anomalie Isa 2024

Pubblicato:

Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

Ad agosto l’Agenzia delle Entrate si ferma: niente controlli fiscali automatizzati dal 1° agosto al 4 settembre. Scatta infatti la sospensione feriale dei termini e si fermano l’invio e il pagamento degli avvisi bonari e i tempi per rispondere alle richieste di documenti dell’Agenzia delle Entrate. Alla ripresa delle attività continueranno però ad arrivare le lettere di compliance (che potrebbero partire già nei prossimi giorni).

Cosa si ferma con la tregua di agosto

La sospensione riguarda due fronti.

Il primo è il pagamento delle comunicazioni di irregolarità, i cosiddetti avvisi bonari che arrivano dal controllo automatizzato o formale delle dichiarazioni. I termini per saldare restano congelati dal 1° agosto al 4 settembre.

Il secondo è il tempo concesso al contribuente per trasmettere documenti e informazioni richiesti dall’Amministrazione finanziaria, sospeso nella stessa finestra.

Attenzione però. Non è uno stop per tutto ciò che riguarda il Fisco. I versamenti in scadenza vanno comunque rispettati e restano fuori dalla sospensione le richieste formulate nel corso di accessi, ispezioni e verifiche. La pausa estiva non cancella gli obblighi.

Chi rischia dopo l’estate: le lettere sugli Isa 2024

Con il provvedimento 208057 del 14 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova tornata di lettere di compliance.

I destinatari sono i titolari di partita Iva soggetti agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), cioè autonomi e imprese di minori dimensioni, per i quali emergono possibili omissioni o errori nei dati dichiarati per il periodo d’imposta 2024.

Le incongruenze vengono individuate incrociando le banche dati dell’Amministrazione su certificazioni uniche, contratti di locazione e affitto, modelli Redditi e modelli Isa degli anni precedenti.

La segnalazione dunque non nasce da una verifica sul campo ma dal confronto automatico tra le informazioni già in possesso dell’Agenzia.

Dove trovare la comunicazione e cosa fare

La segnalazione viene messa a disposizione nel cassetto fiscale nella sezione Consultazioni > Isa/studi di settore > Comunicazioni anomalia, nell’area riservata accessibile con Spid, Cie o Cns. Le stesse comunicazioni arrivano agli intermediari abilitati via Pec ed Entratel.

Chi la riceve ha due strade:

Il ravvedimento operoso consiste nel correggere spontaneamente la dichiarazione e versare il dovuto con le sanzioni ridotte, tanto più basse quanto prima si interviene.

Se si ritiene invece che l’anomalia non sussista, è necessario inviare elementi e precisazioni tramite il software dedicato indicato nel provvedimento per fornire chiarimenti all’Agenzia.

Cosa si rischia ignorando la lettera di compliance

La lettera di compliance non ha valore impositivo e di per sé non è una richiesta di pagamento.

Ignorarla, però, non fa sparire l’anomalia. Se il contribuente non si muove, l’Agenzia può inserire la posizione tra quelle da approfondire e avviare un accertamento vero e proprio, con sanzioni piene e senza gli sconti del ravvedimento.

La finestra estiva è dunque il momento buono per controllare in autonomia il proprio cassetto fiscale, anche senza aspettare la lettera.

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