Eni attiva un nuovo bonus carburanti, ma non per tutti: chi può richiederlo e come

La misura è attiva dal 2 ottobre 2026 su benzina e gasolio per l'agricoltura e la pesca, con uno sconto del 20% applicato al netto dell'Iva

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Eni introduce un nuovo sconto del 20% sui carburanti destinati al mondo agricolo e della pesca. Dopo il tetto al prezzo di benzina e diesel, si tratta di un’altra iniziativa che il Gruppo ha deciso di mettere in atto per contrastare il caro energia. Tuttavia, questo bonus non può essere richiesto da tutti.

Come funziona il nuovo bonus carburanti Eni

Lo sconto annunciato vale per i carburanti commercializzati da Enilive e si applica a benzina e gasolio destinati all’uso agricolo e ai motopesca nell’ambito delle attività professionali. La riduzione, nello specifico, viene applicata al netto dell’Iva e avrà una durata circoscritta, ovvero dal 2 ottobre 2026 al 31 ottobre 2026.

L’azienda ha comunque già specificato che la scadenza non è da considerare definitiva e che potrà essere prorogata fino alla fine dell’anno, tenendo conto dell’andamento dei prezzi e della disponibilità del prodotto. Quindi:

Price cap sui carburanti, non bisogna confondere le due iniziative

L’iniziativa dedicata all’agricoltura e alla pesca arriva a pochi giorni dall’altra misura annunciata da Eni destinata, questa volta, alla generalità dei cittadini. Dal 28 settembre 2026, infatti, nelle stazioni di servizio Enilive aderenti è stato introdotto un price cap, cioè un tetto massimo al prezzo di vendita – per un periodo iniziale di un mese – pari a:

La misura vale per le stazioni di servizio aderenti e la modalità self service e, anche in questo caso, non è stata esclusa la possibilità di una proroga fino al 31 dicembre 2026, in funzione dell’evoluzione del mercato.

Il bonus per gli imprenditori agricoli e del comparto ittico, dunque, non rappresenta un ulteriore sconto del 20% che tutti gli automobilisti possono sommare al price cap. Le due iniziative non sono cumulabili in quanto differenti, poiché rivolte a esigenze e destinatari differenti.

Quanto ci sta guadagnando il Gruppo

Stando ai dati finanziari diffusi dal Gruppo per il primo semestre del 2026, Eni ha registrato un utile netto complessivo pari a 3,73 miliardi di euro, segnando un incremento del 57% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trainare le performance economiche è stato in particolare il secondo trimestre dell’anno, chiuso con:

I numeri mostrano quindi un quadro di redditività tale da consentire alla società di assorbire l’impatto economico delle riduzioni di prezzo concesse a consumatori, agricoltori e pescatori, senza compromettere i margini operativi complessivi. Ad ogni modo, anche se rappresentano un costo diretto, c’è da dire che – come stimato dall’economista Carlo Cottarelli – per la durata di 30 giorni, la riduzione dei prezzi comporta per Eni minori incassi stimati tra i 100 e i 120 milioni di euro (che salirebbero a 300-360 milioni in caso di proroga fino a fine anno). Questo però permette di evitare all’azienda il prelievo fiscale sugli extra-profitti compreso tra diverse centinaia di milioni e oltre 1 miliardo di euro.

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