Stretto di Hormuz bloccato da Trump, navi ferme: le conseguenze per l’Italia

Dopo il fallimento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, il presidente degli Usa Trump ha annunciato un blocco navale dello stretto di Hormuz che potrebbe peggiorare la crisi energetica

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato domenica 12 aprile il blocco dello stretto di Hormuz da parte della marina militare statunitense. Secondo le prime notizie che arrivano dal Medio Oriente, nella mattinata del 13 aprile il traffico navale nello stretto era azzerato, con due navi costrette a invertire la rotta durante la traversata.

La decisione è arrivata dopo il fallimento, sabato 11 aprile, dei colloqui di pace tra Iran e Usa in Pakistan. Trump ha accusato Teheran di non voler rinunciare ai propri piani nucleari e ha giustificato con questa posizione il blocco dello stretto. I mercati energetici potrebbero subire un ulteriore sobbalzo nei prossimi giorni, con conseguenze sui prezzi anche in Italia.

Trump blocca lo stretto di Hormuz

Il post su Truth Social con cui Donald Trump ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz recita:

Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, inizierà il processo di blocco di qualsiasi nave che tenterà di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz.

La scelta di un blocco navale del Golfo Persico è arrivata dopo che i colloqui di pace tra Iran e Usa in Pakistan sono falliti. La delegazione guidata dal vicepresidente Vance avrebbe incontrato problemi su diversi argomenti, con proposte iraniane definite “irricevibili” soprattutto per quanto riguarda il programma di sviluppo del nucleare civile, a cui Teheran non vuole rinunciare.

Nelle prime ore del 13 aprile, segnala la testata specializzata Lloyd’s List, il traffico navale attraverso lo stretto di Hormuz si è azzerato. I transiti erano continuati, a ritmo molto ridotto, per tutto il fine settimana, ma dall’annuncio di Trump almeno due navi sarebbero state costrette a rinunciare alla traversata.

Perché bloccare uno stretto già bloccato

La misura presa del Tycoon sembra ridondante. L’Iran già bloccava lo Stretto di Hormuz prima della tregua di due settimane raggiunta lo scorso martedì, dopo il nuovo ultimatum di Trump. L’obiettivo non è però cambiare la situazione, ma prenderne il controllo.

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Gli Usa vogliono creare una zona di passaggio sicura in acque internazionali che possano controllare attraverso l’impiego di navi da guerra. In questo modo, bloccando il transito, impediscono inoltre all’Iran di far transitare petroliere di Paesi vicini a Teheran, come la Cina. Questo potrebbe minare l’unica fonte di introiti che permette al Paese di continuare la guerra.

Le conseguenze per l’Italia

Se il piano di Trump funzionasse, i mercati energetici internazionali potrebbero nuovamente andare nel caos. Il prezzo del petrolio e del gas rischierebbe di raggiungere nuovamente le vette di metà marzo, con conseguenze gravi soprattutto per l’economia italiana.

Anche se ogni Paese europeo teme una crisi energetica, l’Italia è particolarmente esposta. Senza investimenti sufficienti nelle rinnovabili e senza un sistema di centrali nucleari come quello francese, il nostro Paese ha legato i prezzi dell’energia, tra i più alti d’Europa, ai prezzi del gas.

Un nuovo picco dei costi del metano potrebbe portare a nuove spese per le imprese, che perderebbero competitività nei confronti dei concorrenti europei. Questo potrebbe portare alla realizzazione della previsione che il ministro dell’Economi Giancarlo Giorgetti avrebbe esposto nei giorni scorsi a Giorgia Meloni: la recessione dell’economia italiana nel 2026.

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