Il prezzo del gas continua a crescere dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran e le relative reazioni. A determinare l’andamento delle quotazioni sono la chiusura dello stretto di Hormuz e l’interruzione della produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) in seguito all’esplosione di un drone iraniano sull’impianto di Ras Laffan.
Nella giornata del 2 marzo si è registrato il primo importante rincaro del +39% ad Amsterdam, ma il comparto si era già preparato a un ulteriore rimbalzo, avvenuto nella mattinata del 3 marzo. Ad Amsterdam le quotazioni hanno raggiunto i 59,45 euro al megawattora, per poi ripiegare a 54,31 euro al megawattora.
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Cresce il prezzo dell’energia
L’attacco di USA e Israele all’Iran ha impattato con forza sul mercato del petrolio e del gas. Uno scenario prevedibile, avevano dichiarato gli analisti che, speranzosi, avevano però prospettato come più “probabile” lo scenario meno grave. Invece l’Iran ha deciso per il blocco del traffico nello stretto di Hormuz, dove circola il 20% del petrolio e il 30% del GNL globale.
Proprio per questi motivi, Amsterdam è in subbuglio. Lunedì 2 marzo le quotazioni hanno segnato un boom del 39%, fissando il prezzo a 44,5 euro al megawattora. Durante la giornata il massimo è salito a 49 euro, i livelli più elevati dall’ottobre 2022.
Gli analisti avevano però messo in guardia su un possibile ulteriore aumento. Ed è quello che è successo nella mattinata del 3 marzo, quando le quotazioni di Amsterdam hanno raggiunto i 59,45 euro al megawattora. Durante la mattinata sono calate leggermente a 54,31 euro, segnalando comunque un aumento totale del 24%.
Le quotazioni alle stelle hanno un impatto diretto sulle bollette del gas, ma anche su quelle della luce, come ha spiegato il ministro della Difesa Crosetto durante il confronto con le commissioni di Camera e Senato.
Cosa determina il prezzo?
Ricordiamo infatti che il prezzo del gas viene determinato dai mercati internazionali e in larga parte proprio dalle quotazioni del mercato di Amsterdam, oltre che dai prezzi del Brent.
Questi rappresentano rispettivamente:
- Brent: 25% del prezzo;
- Borsa gas Amsterdam: 75% del prezzo.
Allo stesso modo, il prezzo dell’elettricità dipende:
- per il 52% dal prezzo delle rinnovabili;
- per il 48% dal gas.
Per questo un aumento del prezzo del gas porta anche ad aumentare il costo dell’elettricità, raddoppiando il peso sulle bollette per i consumatori.
Il prezzo del petrolio: benzina e aumento
Il blocco dello stretto di Hormuz ha ampliato quella che era già stata definita una “nuova crisi” del petrolio. Anche se i rialzi sono al momento più limitati, l’impatto sui consumatori è duplice.
Infatti, l’aumento del costo del barile, che in Europa ha raggiunto gli 80 dollari, comporta un rialzo diretto al distributore (in particolare sul diesel) e uno indiretto per i beni di consumo.
Già nella giornata di domenica 1° marzo, l’osservatorio di Federconsumatori aveva messo in guardia sui possibili rincari. Tra costi diretti, che per chi possiede un’auto diesel viaggiano intorno ai +94 euro all’anno, e costi indiretti, che invece superano i 110 euro l’anno, in totale una famiglia arriverà a pagare fino a 180 euro in più all’anno tra rifornimento e spesa.
Se la tensione non dovesse rientrare in tempi brevi, come Donald Trump ha lasciato intendere parlando di operazioni che proseguiranno per quattro o cinque settimane, l’impatto sui portafogli delle famiglie potrebbe essere ancora più elevato.