Italia fuori dai Mondiali 2026, la mancata qualificazione costa fino a 30 milioni

Italia fuori dai Mondiali 2026, quanto perde la Figc tra premi Fifa, sponsor e merchandising. Il conto supera i 30 milioni di euro

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

L’eliminazione dell’Italia nei playoff contro la Bosnia ha conseguenze rilevanti anche sul piano economico. Oltre al risultato sportivo, la mancata qualificazione al Mondiale 2026 pesa anche, inevitabilmente, sui conti della Federazione italiana gioco calcio. Secondo le stime, la partita decisiva valeva circa 30 milioni di euro in termini di ricavi potenziali. Si tratta di entrate che sarebbero derivate dalla partecipazione alla competizione in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico. Incalcolabile, invece, il peso della terza assenza consecutiva dell’Italia ad un Mondiale di calcio. Un record negativo che determina effetti rilevanti per tutto il settore.

Il budget della Figc e le previsioni

Nel budget 2026 approvato dal Consiglio federale, era stata stimata una perdita di 6,6 milioni di euro. Il presidente Gabriele Gravina aveva precisato che il risultato sarebbe dipeso anche dalla qualificazione al Mondiale. Il bilancio preventivo era stato costruito in modo prudenziale, senza includere i benefici economici legati alla partecipazione al torneo. La Federazione applica un principio contabile rigido: le spese vengono adeguate ai ricavi. Questo significa che un calo degli introiti porta automaticamente a una riduzione dei costi per mantenere l’equilibrio.

Italia fuori dai Mondiali, il peso degli sponsor e le clausole

Una parte significativa delle perdite riguarda i contratti di sponsorizzazione. Gli accordi prevedono infatti clausole di “malus” che riducono automaticamente i compensi in caso di mancata qualificazione. Secondo le stime, questo meccanismo comporta circa 9,5 milioni di euro in meno.

Nonostante questo, il segmento commerciale ha registrato una crescita negli ultimi anni. Gli introiti da sponsor sono passati da una media di 42 milioni nel periodo 2015-2018 a oltre 70 milioni nel quadriennio più recente, con un picco di 81 milioni nel 2024.

Le perdite da merchandising

Alla riduzione legata agli sponsor si aggiungono i ricavi mancati sul fronte commerciale. La mancata partecipazione al Mondiale limita le vendite di prodotti ufficiali e le opportunità di nuovi accordi. In particolare, lo sponsor tecnico Adidas aveva puntato sul mercato americano, considerato strategico. La presenza al Mondiale avrebbe potuto aumentare significativamente le vendite di merchandising. Complessivamente, tra mancato incremento delle vendite e nuove sponsorizzazioni non concretizzate, si stima una perdita di circa 10 milioni di euro.

I premi Fifa persi

Un’altra voce rilevante riguarda i premi riconosciuti dalla Fifa alle nazionali partecipanti. La sola qualificazione garantisce circa 10,5 milioni di dollari, equivalenti a circa 9 milioni di euro. L’importo aumenta con il progredire nel torneo. Chi supera la fase a gironi può arrivare a incassare oltre 11 milioni di euro, mentre le cifre crescono ulteriormente per le fasi successive fino a circa 45 milioni per la squadra vincitrice.

La mancata qualificazione comporta quindi la perdita anche di questo flusso di entrate. Negli ultimi anni la Nazionale è diventata una componente centrale dei ricavi federali. Nel 2021 il fatturato complessivo della Figc ha raggiunto i 230 milioni di euro, con oltre la metà legata all’attività della selezione azzurra. Anche nel 2024 i ricavi della Nazionale hanno rappresentato una quota significativa, pari a circa il 60% del totale. Questo dato evidenzia come i risultati sportivi incidano direttamente sulla sostenibilità economica dell’intero sistema.

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