RSA gratuita per Alzheimer e patologie neurologiche degenerative gravi, scattano i rimborsi

Cinque ordinanze della Cassazione del 27 e 28 maggio 2026 stabiliscono la copertura totale del Ssn per le rette delle Residenze sanitarie

Pubblicato:

Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

La Corte di Cassazione, con cinque ordinanze depositate tra il 27 e il 28 maggio 2026 dalla Prima sezione civile, ha stabilito che le rette delle Rsa sono interamente a carico del Servizio sanitario nazionale per i pazienti affetti da Alzheimer in fase avanzata, da stato vegetativo permanente o da patologie neurologiche degenerative gravi. Le famiglie che hanno pagato la quota di compartecipazione, di solito il 50% della retta, hanno diritto al rimborso.

La notizia è stata diffusa dall’associazione veronese di promozione sociale Noctua Aps, che ha assistito il caso pilota in Cassazione.

Cosa hanno deciso i giudici della Cassazione

La Suprema Corte richiama il Dpcm 14 febbraio 2001, art. 3, comma 3: quando una prestazione ha, come sottolineano i giudici, particolare rilevanza terapeutica e l’assistenza non si può separare dalla cura, il costo è sanitario e ricade per intero sul Ssn.

Significa che per l’Alzheimer in fase avanzata e per lo stato vegetativo permanente la quota alberghiera chiesta dalle Asl e dalle strutture non ha base giuridica: la prestazione è sanitaria a tutti gli effetti. Inoltre non serve un piano terapeutico personalizzato formalizzato per iscritto. La gravità clinica accertata della patologia basta da sola a fondare il diritto.

L’avvocata Maria Luisa Tezza, dell’ufficio legale di Noctua Aps e difensore nel procedimento principale, spiega:

La norma che impone la copertura totale da parte del Ssn esiste dal 2001. Per 20 anni Asl e strutture hanno applicato la ripartizione al 50% anche nei casi in cui era evidente che le prestazioni erogate fossero di natura sanitaria.

Le ordinanze chiave sulla retta delle Rsa

Le ordinanze sono 5. Noctua Aps ha pubblicato i testi integrali di tre, tutte della Prima sezione civile:

Le altre due ordinanze non sono ancora rese note.

Quali patologie fanno scattare la copertura

La Suprema Corte ha individuato tre quadri clinici in cui la prestazione sanitaria è inscindibile da quella assistenziale e la retta della Rsa deve cadere per intero sul Ssn:

Cosa fare per chiedere il rimborso

Chi ha versato la quota di compartecipazione per il ricovero di un familiare in Rsa, anche per ricoveri di anni fa, può chiederne la restituzione. La via è quella della ripetizione dell’indebito oggettivo, prevista dall’art. 2033 del Codice civile, perché il contratto che imponeva il co-pagamento è nullo per contrarietà a norma imperativa.

La domanda di rimborso va presentata all’Asl competente per territorio, allegando le ricevute di pagamento, la documentazione clinica del paziente e il contratto di ricovero. La prescrizione decorre da ogni singolo pagamento.

Se l’Asl respinge la richiesta o non risponde, si può agire in giudizio.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963