Il Governo si prepara a varare una nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti. La misura dovrebbe essere approvata dal Consiglio dei ministri convocato a Palazzo Chigi e sarebbe inserita in un decreto legge dedicato ai prezzi petroliferi, alla crisi dei mercati internazionali e alle infrastrutture energetiche strategiche. Secondo quanto emerso, si tratterebbe della quindicesima proroga dello sconto sulle accise. La durata dovrebbe essere limitata a sei o sette giorni, in attesa di misure più strutturate da definire entro la fine di settembre. Il costo del provvedimento è stimato in circa 100 milioni di euro. La cifra comprende anche l’estensione al mese di settembre del credito d’imposta per le imprese dell’autotrasporto, uno dei settori più colpiti dal rincaro del gasolio.
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Quanto durerà lo sconto sulle accise
La nuova proroga dovrebbe coprire il periodo immediatamente successivo alla scadenza dello sconto attualmente in vigore. Nelle ultime ore il Governo ha lavorato per definire sia la durata dell’intervento sia le coperture necessarie. L’ipotesi è mantenere il taglio fino a fine mese attraverso il meccanismo delle accise mobili. Per interventi più selettivi, destinati alle categorie maggiormente esposte e alle fasce più deboli, servirà invece più tempo. Resta aperto anche il nodo delle risorse disponibili.
La nuova proroga arriva mentre i prezzi dei carburanti continuano a salire. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il prezzo medio nazionale in modalità self service sulla rete stradale è pari a 2,077 euro al litro per la benzina, in aumento rispetto ai 2,067 euro del giorno precedente. Il gasolio self sulla rete stradale arriva invece a 2,184 euro al litro, contro i 2,177 euro rilevati il giorno prima. Sulla rete autostradale, i prezzi sono ancora più alti. La benzina self è indicata a 2,163 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge 2,258 euro al litro.
Il costo per lo Stato
Gli sconti sulle accise applicati dal 19 marzo al 10 settembre hanno avuto un costo complessivo per lo Stato pari a 2 miliardi e 74,5 milioni di euro, secondo le rilevazioni dei Servizi studi di Camera e Senato. Di questa cifra, 689 milioni di euro sono stati coperti attraverso il meccanismo dell’accisa mobile.
La parte restante è arrivata da tagli ai ministeri e da anticipi sulle tasse dovute dalle società energetiche. Il nuovo intervento da circa 100 milioni si aggiunge quindi a una spesa pubblica già significativa, sostenuta per contenere l’impatto dei rincari sui consumatori e sulle imprese.
Il credito d’imposta per l’autotrasporto
Nel provvedimento dovrebbe rientrare anche l’estensione del credito d’imposta per le imprese dell’autotrasporto. La misura serve a compensare parte dell’aumento dei costi del gasolio per un settore che dipende in modo diretto dal carburante e che può trasferire i rincari lungo la filiera dei beni trasportati. Il sostegno all’autotrasporto ha quindi un impatto non solo sulle aziende del comparto, ma anche sui costi logistici e, indirettamente, sui prezzi finali di diversi prodotti.
Cosa può succedere dopo settembre
La proroga in arrivo appare come una soluzione temporanea. Il Governo dovrà decidere se proseguire con altri rinnovi, introdurre misure selettive o modificare il meccanismo degli aiuti. Le ipotesi allo studio riguardano interventi più mirati rispetto allo sconto generalizzato sulle accise. L’obiettivo sarebbe sostenere chi risente maggiormente dei rincari, riducendo allo stesso tempo l’impatto sui conti pubblici. La decisione dipenderà dall’andamento dei prezzi internazionali dell’energia, dalle risorse disponibili e dalla capacità di individuare coperture compatibili con i vincoli di bilancio.