Partiti pro e contro il nucleare in Italia e le posizioni dei politici

Il nucleare divide la politica italiana: i partiti favorevoli e quelli contrari e perché il dibattito sull'atomo è spesso ambiguo

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Qual è la posizione dei partiti politici italiani sul nucleare? E perché è così difficile capire di cosa parlino quando i vari leader si riferiscono all’energia nucleare?

Prima di tutto occorre mettersi d’accordo sul concetto di “nucleare pulito”. E poi bisogna chiarire che un’apertura al nucleare non si traduce automaticamente nella volontà di realizzare immediatamente nuove centrali. I vari partiti si muovono infatti sul filo delle effettive possibilità tecniche e delle dichiarazioni strategiche.

Il nodo del “nucleare pulito”

Chiariamo subito un concetto: non esiste “il nucleare” e basta. Quando si parla di energia nucleare per scopi civili ci si riferisce principalmente a due processi: la fusione nucleare e la fissione nucleare.

Nel primo caso (fusione) si cerca di replicare, su scala controllata, ciò che avviene nelle stelle: nuclei di isotopi dell’idrogeno vengono fatti fondere tra loro liberando grandi quantità di energia, con una produzione di scorie molto inferiore rispetto alla fissione.

Nel secondo caso (fissione) si sfrutta la scissione di nuclei pesanti che, oltre a produrre energia, genera scorie radioattive.

Attenzione: nelle centrali nucleari oggi si utilizza solo la fissione nucleare. La fusione nucleare non è ancora utilizzata per produrre elettricità ed è unicamente oggetto di ricerca avanzata.

Fatto questo doveroso preambolo, è evidente che quando i partiti si riferiscono al “nucleare pulito” parlano della fusione nucleare: una tecnologia non esistente e che se messa in cantiere sarà a regime, forse, fra decenni.

Fratelli d’Italia (Sì)

Sul nucleare, Fratelli d’Italia ha una posizione di apertura. Nel programma elettorale del 2022 veniva scritto genericamente che l’Italia deve “investire nella ricerca sul nucleare di ultima generazione”.

Poi Meloni, al Cop28, ha precisato:

Non sono certa che oggi, ricominciando da capo sul tema del nucleare, l’Italia non si troverebbe indietro ma, se ci sono evidenze del fatto che noi si possa invece avere un risultato positivo, sono sempre disposta a parlarne.

E ancora:

La fusione nucleare potrebbe essere la soluzione domani di tutti i problemi energetici, delle crisi che nascono dalle questioni energetiche.

A giugno 2025 l’Italia a trazione Meloni ha aderito all’Alleanza Ue per il nucleare.

Partito Democratico (No)

Così veniva scritto nel programma del PD per le elezioni politiche 2022:

Per un domani senza fonti fossili già oggi gli investimenti devono, il più possibile, concentrarsi sull’energia pulita e non inseguire la discussione sulla costruzione di centrali nucleari: perché i tempi di realizzazione e le tecnologie esistenti non sono compatibili con una riduzione significativa delle emissioni entro il 2030 e non risolvono i problemi ambientali ad esse associati.

In una nota del luglio 2024, il PD accusava il Governo: “Pensa solo al nucleare”, anziché guardare alla transizione verde.

La migliore sintesi della posizione del PD sul nucleare la diede nel 2024 l’eurodeputata Annalisa Corrado, responsabile di Clima e Green economy, che parlando con La Stampa si espresse così:

Parlare di nucleare in Italia oggi è una grande arma di distrazione di massa. Quello tradizionale non ha risolto i nodi di tempi lunghi, costi eccessivi di realizzazione né tanto meno l’impatto ambientale e la gestione delle scorie. Quanto ai piccoli reattori modulari, si tratta di tecnologie che non esistono sul mercato. Dal punto di vista economico, poi, non so dove troverebbero le risorse. Per l’urgenza di contrastare il caro bollette e rispettare i target ambientali che ci siamo dati, invece, la strada maestra sono le rinnovabili.

Movimento 5 Stelle (No)

Nel programma elettorale del 2022 veniva fatta una affermazione lapidaria:

Riguardo all’energia nucleare, il M5S la giudica NON adatta per effettuare la transizione energetica.

Queste le argomentazioni, in sintesi:

Entrambe le tecnologie, viene argomentato, manterrebbero un modello energetico centralizzato e oligopolistico, simile a quello delle fonti fossili, con vulnerabilità a eventi naturali, guasti e sabotaggi. Il M5S propone invece un sistema decentralizzato e diffuso, basato su rinnovabili e accumulo, in cui anche gli edifici producono energia, per realizzare una “democrazia energetica” fondata su efficienza e riduzione dei consumi.

Forza Italia (Sì)

Nel suo programma per le ultime elezioni, Forza Italia scriveva così:

Ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito e sicuro.

Così ha successivamente chiarito il segretario del partito Antonio Tajani, in un’intervista al Sole 24 Ore:

Non possiamo rinunciare, anzi dobbiamo continuare a esplorare il campo dell’energia nucleare. L’obiettivo è di tenere l’Italia nel campo della ricerca e della sperimentazione. Non parliamo di nuove centrali nucleari ma di piccoli reattori modulari.

Lega (Sì)

Così viene scritto nell’ultimo programma della Lega per le elezioni politiche 2022:

In abbinamento con le rinnovabili pianificare lo sviluppo, nel medio-lungo termine, del nucleare di ultima generazione, pulito e sicuro, riconosciuto nella tassonomia europea, per perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050 e allo stesso tempo rispondere alla domanda sempre crescente di energia elettrica, garantire un sistema energetico sicuro e stabile e ridurre la dipen denza energetica dall’estero.

Matteo Salvini stima un possibile ritorno del nucleare in Italia nel 2032. “Da milanese, vorrei un reattore di ultima generazione a Milano”, ha dichiarato.

Alleanza Verdi e Sinistra (No)

“Sì a rinnovabili, no a nucleare e trivelle”. Così viene scritto nero su bianco nel programma elettorale del 2022.

Per AVS l’obiettivo è quello di puntare sulle rinnovabili per coprire l’80% del fabbisogno elettrico entro il 2030 e arrivare quasi al 100% nel 2035. Il nucleare è ritenuto non praticabile nel breve periodo. Le promesse su tecnologie come la fusione e il nucleare di quarta generazione sono giudicate immature.

Futuro Nazionale (Sì)

Futuro Nazionale, il nuovo partito di Roberto Vannacci, è a favore del nucleare. Così si è espresso Vannacci parlando ai giornalisti di Eu Total:

Purtroppo siamo vittima di una scelta del 1987, di un referendum molto politicizzato e fatto sull’onda di un disastro, quello di Chernobyl, che era appena successo. Andando a vedere i dati, le centrali nucleari sono quelle più sicure. Abbiamo dei dati chiari ormai dopo 50 anni di sfruttamento dell’energia nucleare, che ci dicono che i morti per terawattora prodotti sono infinitamente inferiori rispetto a qualsiasi altra fonte di energia. […] L’energia nucleare non può essere assente. […] Per di più la tecnologia è avanzata e adesso si possono costruire centrali nucleari che sono estremamente più piccole, meno invasive, più sicure e che producono meno scorie nucleari.

Azione (Sì)

Il partito di Carlo Calenda è pro nucleare, come evidenzia il programma politico:

Per ciò che riguarda la produzione elettrica, va garantito pari sostegno normativo e finanziario a tutte le tecnologie a bassa emissione, incluso il nucleare della migliore tecnologia oggi disponibile.

Italia Viva (Sì)

Italia Viva è per il nucleare, ma non subito. Così ebbe a dire il segretario Matteo Renzi:

Il nucleare di nuova generazione è la fonte più pulita ma non facciamo i populisti: sarà il futuro, ma sarà pronto nel 2040. Fino ad allora che cosa faremo? La cosa da fare è sbloccare le rinnovabili , investire sul gas e avere la capacità di investire sulle nuove tecnologie.

+Europa (Sì)

L’ultimo programma di +Europa evidenzia la necessità di

rafforzare la ricerca e la cooperazione scientifica italiana per lo sviluppo di reattori a fusione nucleare, Smr e mini reattori modulari di ultima generazione, oltre che di aumentare gli import di energia elettrica da fonti zero e low carbon, mediante meccanismi di asta competitiva, in sostituzione di energia generata da fonti fossili in relazione all’intermittenza delle fonti rinnovabili e alla dinamica della diffusione di soluzioni di accumulo tecnicamente ed economicamente valide.

E ancora:

Realizzare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi di varia provenienza, a seguito di un processo decisionale trasparente.

Noi Moderati (Sì)

L’ultimo programma per le politiche mostra come Noi Moderati dica sì al nucleare:

A tal proposito sosteniamo senza pregiudizi né allarmismi il nucleare di nuova generazione e le sperimentazioni sulla fusione nucleare. Siamo contrari alla politica del “no a tutto” che ha fatto perdere tempo prezioso all’Italia, un Paese che invece – oggi come non mai – deve garantire la piena e rapida attuazione dei progetti del Pnrr realizzando grandi investimenti in infrastrutture, materiali e immateriali.

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