Lettera di Meloni a von der Leyen, chiesta flessibilità sui conti Ue per aiutare famiglie e imprese

Meloni scrive a Ursula von der Leyen per chiedere di considerare l’effetto del caro energia sull'inflazione: spinta sulla flessibilità

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

La parola d’ordine per Giorgia Meloni è “flessibilità“: è questo il cuore della lettera inviata alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Con la Legge di Bilancio che sta per entrare nel vivo, il Governo italiano punta a ottenere più margine nei conti pubblici europei per finanziare gli interventi destinati a famiglie e imprese colpite dal caro energia.

Flessibilità, lettera di Meloni a von der Leyen

Meloni ha così scritto a von der Leyen chiedendo che il tema venga affrontato alla imminente riunione dell’Ecofin in Lussemburgo e successivamente al Consiglio europeo che si terrà fra due settimane.

Va ribadito: Meloni non sta chiedendo a von der Leyen una sorta di assegno europeo per pagare gli aiuti italiani contro il caro energia, ma il riconoscimento di un margine di manovra maggiore sui conti pubblici, alla luce dell’aumento dell’inflazione provocato dal caro energia.

In videocollegamento con la seconda edizione di Oltre le Radici, l’evento annuale del quotidiano Il Gazzettino, la premier ha spiegato che la necessità di tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito è già stata posta anche da altri Stati membri.

Cosa chiede la premier all’Ue

Così ha specificato Meloni:

Crediamo che, a fronte di una crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale, sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese.

E ancora:

Sono molte le cose sulle quali l’Europa può dare molto di più una mano in un momento come quello che stiamo attraversando e sono molti i punti sui quali lavoriamo a livello europeo anche con un’interlocuzione con i colleghi che come si è visto con la maggiore flessibilità ci consente di portare a casa dei risultati.

La conclusione:

Non è facilissimo perché sono molte le persone che bisogna mettere d’accordo, ma sono contenta del fatto che questioni che l’Italia ha posto per prima oggi siano condivise e poste anche da altri colleghi che si sono resi conto che effettivamente ponevamo delle questioni che erano prioritarie.

L’Ansa svela che si tratta di una lettera congiunta di Italia e Repubblica Ceca (Meloni è recentemente stata in visita ufficiale a Praga).

La Legge di Bilancio 2027

La premier ha inoltre specificato che anche nella stesura della nuova Legge di Bilancio, il suo Governo si ispirerà alla difesa delle medesime direttrici degli anni precedenti, ovvero

salari e difesa del potere acquisto, sostegno alle imprese, protezione della famiglia e incentivi alla natalità e salute.

L’inflazione

L’inflazione è tornata a mordere il portafoglio: come rileva l’Istat nelle sue stime preliminari a settembre è salita al 4,2% su base annua, quasi un punto in più rispetto al 3,3% di agosto. Nel mese i prezzi sono saliti dello 0,7%.

A spingere l’inflazione, e quindi le maggiori spese per le famiglie, sono soprattutto l’energia e i prodotti alimentari freschi.

L’inflazione di fondo, cioè quella calcolata escludendo energetici e alimentari non lavorati, resta bassa: 1,7%.

Ma attenzione: il rincaro dell’energia si trasmette a cascata lungo tutta la filiera produttiva, facendo aumentare i costi di trasporto e mettendo sotto pressione soprattutto le imprese energivore.

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