Grazia Nicole Minetti, la Procura generale di Milano conferma il parere positivo

La Procura di Milano ha confermato la regolarità delle procedure che hanno portato alla richiesta di grazia per Nicole Minetti, smentendo le ricostruzioni di stampa

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Matteo Runchi

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La Procura generale di Milano ha confermato che le procedure seguite per richiedere la grazia per Nicole Minetti erano corrette. Un’inchiesta del Fatto Quotidiano aveva messo in dubbio la regolarità della domanda, portando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a chiedere un’ulteriore indagine a riguardo.

Secondo la procura, però, i dubbi che il quotidiano avrebbe indicato sarebbero basati su “fatti che non corrispondono al vero” o che non trovano conferme. Minetti ha chiesto la grazia per potersi prendere cura del figlio adottivo, ancora minorenne.

La Procura ha confermato che la grazia a Nicole Minetti è regolare

La revisione della grazia a Nicole Minetti non aveva precedenti nella giurisdizione italiana. Il Presidente Mattarella l’aveva richiesta dopo che un’inchiesta del Fatto Quotidiano aveva messo in dubbio alcuni aspetti del profilo del caso della donna, che era stato presentato al Quirinale per la grazia. Minetti non è in carcere, ma sta scontando una pena di tre anni e 11 mesi ai servizi sociali per il cosiddetto “caso Ruby”, che vedeva al centro l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La procuratrice generale Francesca Nanni ha giustificato la decisione presa sulla grazia di Minetti, scrivendo:

I fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito ed in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti nell’iter procedimentale per la concessione della grazia.

A seguito di questo parere servirà quello del Ministero della Giustizia. La decisione definitiva passerà poi al Presidente della Repubblica, che con ogni probabilità confermerà la grazia già concessa.

Perché Minetti aveva chiesto la grazia

Nicole Minetti aveva ricevuto la grazia a febbraio scorso dal Presidente della Repubblica. Inizialmente, la motivazione data riguardava un “parente minorenne” della donna, di cui lei avrebbe dovuto prendersi cura per le sue precarie condizioni di salute. In seguito alle inchieste del Fatto Quotidiano, si è appreso che il parente in questione era il figlio adottivo di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani.

Il figlio era stato adottato in Uruguay. Il quotidiano aveva anche avanzato ipotesi di irregolarità sull’adozione stessa, ma anche in questo caso la Procura non avrebbe rilevato nulla di anormale nelle pratiche.

Le accuse contro Minetti

L’inchiesta giornalistica che aveva portato Mattarella a chiedere approfondimenti sulle procedure che avevano portato alla grazia per Nicole Minetti si basava su varie ipotesi:

In nessuno di questi casi, però, la Procura è riuscita a trovare conferme di quanto sostenuto dal Fatto Quotidiano che fossero tali da chiedere al Presidente Mattarella una revisione della grazia.

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