Contributi non versati, niente sanzioni se l’Inps notifica oltre i 90 giorni: cosa dice la sentenza

Un'azienda evita una sanzione Inps da 10mila euro, il giudice annulla la multa per la notifica arrivata oltre i termini previsti

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Se hai un’azienda e ti arriva una multa dell’Inps per contributi non versati anni prima, sappi che esiste un modo per difenderti: controllare quanto tempo è passato tra l’accertamento e la notifica. Lo ha stabilito il Tribunale di Castrovillari, che ha annullato due ordinanze ingiunzione dell’Inps per omesso versamento di ritenute previdenziali. Se l’Istituto attende troppo tempo prima di notificare la contestazione, perde il diritto di far pagare la sanzione, anche se l’irregolarità c’è stata davvero.

Nel caso specifico, un’azienda calabrese si era vista arrivare due multe per un totale di 10.000 euro, riferite a contributi non versati nel lontano 2016. Ma le notifiche erano arrivate solo nel 2018, con un ritardo che il giudice ha ritenuto ingiustificato.

Il caso

L’azienda non aveva versato una parte delle ritenute che aveva trattenuto ai dipendenti, per un importo di circa 960 euro. Fino a qualche anno fa, un comportamento simile poteva costare anche una denuncia penale. Ma dal 2016 le cose sono cambiate: se l’importo non versato in un anno resta sotto i 10.000 euro, non si configura più un reato penale ma una sanzione amministrativa tra i 10.000 e 50.000 euro.

L’azienda si è opposta in tribunale sollevando diverse obiezioni, tra cui:

Il nodo dei tempi

Il punto centrale della vicenda riguarda proprio i tempi. La legge dice che l’ente ha 90 giorni per notificare la violazione da quando riceve gli atti relativi al caso. Il problema è che, nel caso specifico, non risultava alcuna trasmissione formale degli atti tra l’autorità giudiziaria e l’Inps.

L’Istituto ha provato anche a far valere che la competenza territoriale del giudizio spettasse a un tribunale diverso, ma il giudice ha chiarito che la causa va sempre discussa dove ha sede l’azienda.

Il precedente della Cassazione

Il giudice ha applicato un criterio già utilizzato dalla Cassazione in casi simili. Quando non è possibile individuare un punto di riferimento preciso, il termine decorre dall’entrata in vigore della nuova legge sulla depenalizzazione, il 6 febbraio 2016. Da quella data, quindi, l’Inps aveva tempo fino a inizio maggio 2016 per notificare la violazione.

Le notifiche, invece, sono arrivate il 13 aprile 2018, più di due anni dopo e ampiamente fuori tempo. Per questo il Tribunale ha ritenuto il ritardo ingiustificabile e ha annullato entrambe le multe.

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