Prezzi benzina record a 2,23 euro in Ue: da domani in Italia pieno più caro di 3 euro

Diesel ai massimi in Europa e accise ridotte solo a metà: da domani lo sconto sul gasolio scende a 6,1 centesimi, con un pieno più caro di 3 euro

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Il prezzo del diesel nelle stazioni di servizio dell’Unione europea ha raggiunto un nuovo massimo, salendo a 2,23 euro al litro rispetto ai 2,16 euro della settimana precedente. Il dato emerge da un’analisi dell’agenzia France Presse basata sulle tabelle nazionali pubblicate dalla Commissione europea. Secondo la rilevazione, i record riguardano 19 Paesi dell’Unione europea, tra cui Italia, Germania e Francia. A incidere sui prezzi sono gli shock energetici legati ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, oltre al nuovo rialzo del petrolio. Il Brent è tornato sopra i 103 dollari al barile, sui massimi delle ultime sedute. Il rincaro del greggio continua a pesare sui listini dei carburanti e sui costi per famiglie e imprese.

Prezzi benzina e gasolio in Italia, quanto costa al litro

In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il prezzo medio in modalità self service sulla rete stradale nazionale è pari a 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro al litro per il gasolio. In autostrada i prezzi sono più alti. La benzina self è indicata a 2,247 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,421 euro al litro.

Il tema è legato anche alla riduzione dello sconto sulle accise del diesel. Lo sconto attualmente in vigore, pari a 12,2 centesimi al litro Iva compresa, sarà dimezzato da domani e fino al 5 ottobre, scendendo a 6,1 centesimi.

Prezzi benzina, pieno di gasolio più caro di 3 euro

Secondo il Codacons, il dimezzamento del taglio delle accise porterà un pieno di gasolio a costare 3 euro in più su strade e autostrade, indipendentemente dall’andamento dei listini alla pompa L’associazione ricorda che l’aliquota di accisa sul gasolio impiegato come carburante è salita a 572,90 euro per 1.000 litri nel periodo dal 18 al 25 settembre 2026.

Da domani, 26 settembre, e fino al 5 ottobre 2026, l’aliquota salirà ancora a 622,90 euro per 1.000 litri. Considerando l’intero decreto entrato in vigore il 18 settembre, l’impatto stimato dal Codacons è di 5,45 euro in più a pieno.

Dal 6 ottobre dovrebbe terminare lo sconto predeterminato sulle accise. Da quella data, secondo quanto riportato dal Codacons, scatterà il meccanismo delle accise mobili. Il sistema prevede che l’extra gettito Iva incassato dallo Stato per effetto dei rincari del greggio venga utilizzato per ridurre le accise fisse. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time alla Camera, ha spiegato che nei prossimi giorni si dovrà discutere dell’utilizzo della clausola di salvaguardia. Il governo, ha ricordato, è già intervenuto nel 2026 con 2 miliardi di misure contro il caro carburante.

Effetti sul mercato auto

Il caro carburanti sta incidendo anche sulle scelte di acquisto degli automobilisti europei. Secondo il Codacons, i dati Acea sulle immatricolazioni dei primi otto mesi del 2026 mostrano uno spostamento verso auto elettriche e ibride. A fronte di una crescita complessiva delle immatricolazioni del 5,8% nell’area Eu27, Efta e Regno Unito, le auto a benzina sono diminuite del 17,5% e quelle diesel del 19%.

Nello stesso periodo, le auto elettriche sono cresciute del 38,8%, le ibride plug-in del 22,2% e le ibride del 10,5%. Il Codacons chiede nuovi incentivi per l’acquisto di auto elettriche e ibride, sostenendo che i prezzi di benzina e gasolio difficilmente torneranno ai livelli precedenti alla crisi energetica.

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