Chi viaggia e utilizza i mezzi pubblici nelle città di destinazione sa che il prezzo di un biglietto per autobus, tram o metropolitana può variare, anche notevolmente. Ma la corsa singola è soltanto una delle possibilità a disposizione dei passeggeri: esistono biglietti giornalieri, carnet con pacchetti di corse e abbonamenti che possono andare dalla settimana all’intero anno.
A cambiare sono anche la durata del titolo, l’estensione geografica della rete e le formule tariffarie adottate dalle singole città. Un biglietto può consentire di viaggiare per appena 30 minuti oppure per due ore, mentre altrove la tariffa dipende dalla distanza percorsa o dal numero di zone attraversate.
Il confronto tra le principali città europee mostra comunque una geografia piuttosto netta. I prezzi più elevati si concentrano soprattutto nell’Europa centrale e settentrionale, mentre nell’Europa orientale e nei Balcani il costo nominale della singola corsa resta generalmente molto più basso.
In Italia, per esempio, il titolo ordinario costa 1,50 euro a Roma e Napoli, 1,70 euro a Firenze, 2 euro a Torino e 2,20 euro a Milano.
Dove costa di più e di meno la corsa singola
Tra le città analizzate, alcune delle tariffe più elevate si trovano in Svizzera e nell’Europa settentrionale. A Zurigo un biglietto per la zona urbana considerata costa circa 4,90 euro, mentre a Basilea si arriva a circa 4,15 euro e a Ginevra a circa 3,20 euro.
In Norvegia il prezzo della corsa singola è di circa 4 euro a Bergen, 3,90 euro a Trondheim e 3,75 euro a Oslo. Anche in Germania il costo è elevato: 4,10 euro a Monaco, 3,90 euro ad Amburgo e 3,80 euro a Berlino e Francoforte.
- Zurigo — 4,97 €
- Reykjavik — 4,67 €
- Bergen — 4,21 €
- Basilea — 4,21 €
- Trondheim — 4,12 €
- Monaco di Baviera — 4,10 €
- Oslo — 3,94 €
- Stoccolma — 3,90 €
- Amburgo — 3,90 €
- Vaduz — 3,89 €
La tendenza è quindi evidente: le reti urbane della Svizzera, della Germania e di diversi Paesi dell’Europa settentrionale si collocano generalmente nella fascia alta del continente.
Nell’Europa meridionale i costi sono più contenuti. Ad Atene il biglietto ordinario costa 1,20 euro, a Lubiana 1,30 euro, a Siviglia e Malaga 1,40 euro, a Napoli e Roma 1,50 euro.
Ancora più economiche sono diverse città dell’Europa orientale e balcanica. A Zagabria esiste un titolo da 30 minuti da 0,53 euro, mentre a Pristina la corsa costa 0,50 euro. A Chișinău il biglietto costa circa 0,30 euro, mentre a Baku si scende a circa 0,25 euro. Sono valori nominalmente molto bassi, che devono però essere letti anche alla luce del diverso livello dei prezzi e del potere d’acquisto locale.
- Kiev — 0,16 €
- Baku — 0,25 €
- Chișinău — 0,31 €
- Tbilisi — 0,32 €
- Erevan — 0,33 €
- Tirana — 0,41 €
- Belgrado — 0,43 €
- Pristina — 0,50 €
- Plovdiv — 0,51 €
- Leopoli — 0,51 €
Il caso più estremo è il Lussemburgo. Qui il confronto sul prezzo semplicemente scompare: dal 2020 il trasporto pubblico nazionale di seconda classe è gratuito. Autobus, tram e treni possono quindi essere utilizzati senza acquistare un biglietto, facendo del Granducato un’eccezione nel panorama europeo.
Il prezzo cambia se si considera la durata del biglietto
Confrontare soltanto il prezzo della corsa singola può però essere fuorviante. Un titolo da 2 euro valido per due ore può risultare più conveniente di un biglietto da 1,50 euro utilizzabile per appena mezz’ora. Per questo è utile rapportare il costo ai minuti di validità.
Le differenze sono considerevoli. A Zagabria, per esempio, il titolo più economico considerato costa 0,53 euro ma dura soltanto 30 minuti. A Bratislava il biglietto da 1,10 euro ha anch’esso una validità di 30 minuti. A Vilnius il titolo da 0,90 euro dura mezz’ora. Il prezzo nominale è basso, ma il vantaggio si riduce quando lo si rapporta al tempo disponibile.
All’estremo opposto si trovano città nelle quali il biglietto ordinario consente di viaggiare per due ore. A Berlino il titolo da 3,80 euro vale 120 minuti, così come quello da 4,10 euro di Monaco. Ad Amburgo la validità indicata arriva ugualmente a due ore. Anche Basilea offre una durata particolarmente lunga, pari a 120 minuti, a fronte di un prezzo convertito di circa 4,15 euro.
| Posizione | Paese | Città | Biglietto singolo (€ circa) | Validità | Costo/minuto (€) | Costo equivalente 60 min (€) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Ucraina | Kiev | 0,17 | 60 | 0,0028 | 0,17 |
| 2 | Azerbaigian | Baku | 0,27 | 60 | 0,0045 | 0,27 |
| 3 | Moldavia | Chișinău | 0,31 | 60 | 0,0052 | 0,31 |
| 4 | Kosovo | Pristina | 0,50 | 60 | 0,0083 | 0,50 |
| 5 | Georgia | Tbilisi | 0,32 | 90 | 0,0036 | 0,21 |
| 6 | Serbia | Belgrado | 0,43 | 90 | 0,0048 | 0,29 |
| 7 | Armenia | Erevan | 0,34 | 60 | 0,0057 | 0,34 |
| 8 | Macedonia del Nord | Skopje | 0,81 | 60 | 0,0135 | 0,81 |
| 9 | Albania | Tirana | 0,41 | 90 | 0,0046 | 0,27 |
| 10 | Croazia | Zagabria | 0,53 | 30 | 0,0177 | 1,06 |
In termini di costo per minuto diventano quindi interessanti alcune città che, a prima vista, sembrano costose. Un biglietto da 4 euro valido per 120 minuti equivale infatti a circa 3,3 centesimi per minuto, mentre un titolo da 1 euro valido per 30 minuti presenta praticamente lo stesso costo rapportato al tempo.
Tra le città italiane, Roma offre 100 minuti con 1,50 euro, Napoli 90 minuti allo stesso prezzo, Firenze 90 minuti per 1,70 euro, Milano 90 minuti per 2,20 euro e Torino 100 minuti per 2 euro. Il confronto mostra quindi che Roma, almeno considerando esclusivamente il rapporto tra prezzo e durata, è tra le soluzioni più convenienti del gruppo italiano analizzato.
La durata, tuttavia, non equivale necessariamente alla possibilità di viaggiare senza limiti. Le regole sui cambi, sui rientri in metropolitana e sulle zone attraversabili variano da rete a rete. Il rapporto tra prezzo e minuti è quindi un indicatore comparativo, non una misura completa della qualità o della convenienza del servizio.
Dai giornalieri agli abbonamenti, le altre differenze tra le città europee
Le distanze tra le città diventano ancora più interessanti osservando i titoli giornalieri e gli abbonamenti. A Vienna, per esempio, oltre al biglietto singolo esistono formule da 24, 48 e 72 ore, pensate anche per chi visita la città per pochi giorni. Amsterdam propone una progressione simile: 10 euro per 24 ore, 16 euro per 48 ore e 21,50 euro per 72 ore.
A Parigi il sistema è più articolato e la convenienza dipende dalle zone e dal tipo di titolo scelto. Anche Londra rappresenta un caso particolare: il sistema contactless e Oyster utilizza il cosiddetto daily cap, un tetto massimo giornaliero oltre il quale gli ulteriori spostamenti compresi nelle zone considerate non aumentano la spesa. Per le zone 1-2 il limite giornaliero considerato nel confronto equivale a circa 10,30 euro. È un modello diverso dal tradizionale abbonamento giornaliero acquistato in anticipo.
Tra le anomalie più interessanti emerge ancora il Lussemburgo, dove non esiste una vera distinzione economica tra corsa singola, giornaliero e abbonamento ordinario: il trasporto pubblico nazionale gratuito azzera il costo per l’utente.
Un’altra particolarità riguarda gli aeroporti. In alcune città il normale sistema urbano raggiunge direttamente lo scalo senza richiedere un titolo speciale, mentre in altre il collegamento aeroportuale è escluso dalla tariffa ordinaria. È il caso, per esempio, di Atene, dove per la metropolitana da e per l’aeroporto è previsto un biglietto dedicato.
Anche gli abbonamenti mensili mostrano modelli molto diversi. In Germania il Deutschlandticket ha modificato profondamente il confronto tra le città introducendo una soluzione valida sul trasporto locale e regionale in tutto il Paese. Altrove, invece, gli abbonamenti continuano a essere strettamente legati alla singola rete urbana o a determinate zone tariffarie.
Il risultato è un’Europa del trasporto pubblico tutt’altro che uniforme. Il prezzo della corsa singola è il dato più immediato per chi visita una città, ma durata del titolo, estensione della rete, pass giornalieri, tetti di spesa e abbonamenti possono cambiare sensibilmente la convenienza reale del servizio.