Un nuovo olio italiano ha ottenuto la certificazione Igp dall’Ue

L'Olio dei Colli di Bologna entra nel sistema Igp europeo: il riconoscimento arriva dopo un percorso avviato nel 2021 da produttori e ricerca

3 min di lettura

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Un nuovo prodotto italiano, un olio bolognese, entra ufficialmente nel sistema europeo delle Indicazioni geografiche protette (Igp). Si tratta di un extravergine prodotto nell’area collinare della città di Bologna, che a settembre 2026 ha ottenuto la registrazione da parte dell’Unione europea.

Cosa sappiamo dell’olio italiano che ha ottenuto il marchio Igp

Con il regolamento di esecuzione (Ue) 2026/2078 della Commissione europea, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 16 settembre 2026, è stato formalizzato il riconoscimento del marchio Igp all’Olio dei Colli di Bologna. L’Igp è una certificazione europea che lega un prodotto a una determinata area geografica ma, a differenza della Dop, per ottenerla non è necessario che tutte le fasi della produzione avvengano necessariamente in un territorio indicato.

Per l’indicazione di origine protetta è infatti sufficiente che almeno una fase della produzione, trasformazione o elaborazione sia legata all’area geografica di riferimento secondo quanto previsto dal disciplinare (che nel caso dell’olio definisce in modo preciso il territorio interessato e le modalità con cui devono essere coltivate, raccolte e trasformate le olive).

Per quanto riguarda invece la varietà di pianta coltivata (cultivar):

Le varietà ammesse devono essere presenti secondo le percentuali stabilite dal disciplinare, ovvero:

Infine, al momento della commercializzazione è richiesto che l’olio abbia un’acidità libera non superiore allo 0,3%, mentre:

Il disciplinare stabilisce anche un valore minimo di 150 mg di biofenoli o polifenoli per chilogrammo di olio, oltre a specifici limiti per i parametri K232 e K270.

Dove viene prodotto

La zona di produzione dell’Olio dei Colli di Bologna interessa la fascia dei colli bolognesi, un’area che, secondo i dati della Fondazione Qualivita, comprende l’intero territorio di 25 comuni e una parte del territorio di altri 7 comuni della provincia di Bologna. È proprio in quest’area che devono avvenire la coltivazione e la raccolta delle olive e il processo di oleificazione previsto dal disciplinare Igp.

Poiché si trova più a nord rispetto alle aree tradizionalmente vocate alla coltivazione dell’olivo, questa zona garantisce la produzione di un olio dal carattere unico e fortemente legato al territorio, elementi questi che hanno permesso di ottenere la certificazione.

Storia e gusto

Il percorso per ottenere l’Igp è iniziato nel 2021, su iniziativa della Rete olio extra vergine di oliva Colli di Bologna. Il disciplinare – alla quale definizione hanno contribuito il dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e l’Istituto per la Bioeconomia del Cnr di Bologna – descrive un olio con fruttato di oliva da medio a intenso, accompagnato da percezioni di amaro e piccante anch’esse medio-intense. Possono inoltre emergere note secondarie riconducibili a carciofo, erba, mandorla e pomodoro. Il colore può variare dal verde al giallo dorato in funzione dell’età dell’olio.

Nel complesso, le caratteristiche indicate dalle autorità europee descrivono un prodotto equilibrato, nel quale fruttato, amaro e piccante concorrono alla definizione del profilo organolettico.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963