Naspi anticipata per aprire un’attività, stop al pagamento unico: ora arriva in due rate

L'Inps introduce il nuovo meccanismo 70/30: la liquidità per avviare un'impresa verrà versata in due rate separate. Tutti i nuovi vincoli

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Dal 1° gennaio 2026, i lavoratori che hanno diritto alla Naspi e scelgono di avviare un’attività autonoma o d’impresa non riceveranno più l’intero importo spettante in un’unica soluzione. La legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto un sistema di pagamento frazionato con lo scopo di garantire un maggior controllo e un risparmio per le casse dello Stato.

Il beneficio viene quindi versato in due tranche temporali distinte e non più in un’unica soluzione. Secondo le indicazioni fornite dall’Inps con il messaggio n. 1215 del 7 aprile 2026, il nuovo sistema a rate impatta sulla liquidità immediata a disposizione dei neo-imprenditori, inclusi i liberi professionisti e i soci di cooperative di lavoro. Chi presenta la domanda a partire dal 1° gennaio 2026 deve ora confrontarsi con un meccanismo nuovo. Restano inclusi nell’agevolazione l’avvio di imprese individuali (come quelle agricole, artigiane o commerciali) e la costituzione di società di persone o capitali, purché il reddito sia d’impresa.

Come cambiano i pagamenti Inps: meccanismo 70/30

Il messaggio n. 1215 del 7 aprile chiarisce l’erogazione della Naspi anticipata per tutti i lavoratori che intendono o hanno avviato un’attività autonoma o d’impresa. L’accredito non avverrà più in un’unica soluzione, ma in due fasi.

La prima tranche è immediata, mentre la seconda è subordinata al requisito di permanenza nello stato di lavoro autonomo. Questo si traduce nel concreto in un frazionamento della somma in due rate:

Attenzione: in ogni caso il saldo del 30% deve essere versato non oltre sei mesi dalla data di presentazione della domanda.

Compatibilità con pensione e invalidità

La scelta di frazionare la somma serve soprattutto ad alleggerire il costo per le casse dello Stato. Ci sono diversi casi, infatti, nei quali il lavoratore può perdere la cifra restante dopo la prima tranche. Un’ipotesi è l’accesso alla pensione dopo il primo pagamento.

Un altro caso riguarda l’assegno ordinario di invalidità, per il quale il beneficiario dovrà scegliere tra l’opzione per l’assegno (che nega la seconda rata) o l’opzione per la Naspi anticipata, che comporta la sospensione dell’assegno fino alla fine del periodo teorico di disoccupazione.

Sanzioni e restituzioni

Le nuove regole prevedono delle conseguenze nel caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato entro il periodo teorico di disoccupazione. Se il beneficiario instaura un nuovo rapporto di lavoro, tranne nel caso della propria cooperativa, rischia:

Attenzione: l’ex articolo 8 già prevedeva la restituzione totale, ma è stato oggetto di una sentenza della Corte Costituzionale (n. 90 del 2024). Questa ha stabilito che non può esserci un automatismo nella restituzione se l’attività autonoma è cessata per cause sopravvenute non imputabili al lavoratore.

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