Il confronto tra Abi e organizzazioni sindacali per il rinnovo del Ccnl bancari è stato riaperto portando sul tavolo le richieste di aumento stipendi per i circa 280mila dipendenti del credito. Se le proposte avanzate venissero accolte integralmente, il comparto consoliderebbe la propria posizione come uno dei settori privati con le retribuzioni più elevate in Italia.
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Di quanto aumentano gli stipendi dei bancari con il nuovo Ccnl
Il nuovo negoziato parte da una piattaforma unitaria approvata dai lavoratori e propone un aumento medio di 518 euro mensili, insieme alla riduzione dell’orario settimanale da 37 a 35 ore a parità di stipendio.
Questo incremento si andrebbe ad aggiungere agli aumenti entrati pienamente a regime dal 1° marzo 2026, previsti dal rinnovo sottoscritto nel novembre 2023 e pari a 435 euro mensili (per la 3ª area professionale, 4° livello) distribuiti in quattro fasi tra il 2023 e il 2026.
Quanto guadagna un impiegato di banca
Oggi i minimi tabellari mensili lordi riconosciuti a chi lavora in banca sono, come già accennato, tra i più elevati del settore privato italiano.
Nel dettaglio:
- per le mansioni d’ingresso e le attività operative di base (cosiddetta area unificata), la retribuzione minima mensile lorda di partenza è pari a 2.479,45 euro;
- nella 3ª area professionale, che comprende la maggior parte degli impiegati e dei professionisti della banca, lo stipendio cresce su quattro livelli a seconda della specializzazione e delle mansioni svolte e corrisponde a 2.742,34 euro per il 1° livello, 2.890,41 euro per il 2° livello, 3.059,49 euro per il 3° livello e 3.341,90 euro per il 4° livello;
- per i quadri direttivi, i minimi contrattuali partono da oltre 3.700 euro per superare i 5.000 euro lordi mensili nei ruoli di maggiore rilievo.
A queste somme si aggiungono poi gli scatti di anzianità, l’importo derivante dalla ristrutturazione tabellare, la tredicesima e le eventuali componenti variabili previste dalla contrattazione aziendale, come i premi di risultato.
Con il rinnovo, però, l’eventuale riduzione dell’orario – insieme agli aumenti riconosciuti – avrebbe effetti anche sul valore della paga oraria. Per fare un esempio, per un lavoratore della 3ª area professionale (4° livello) l’attuale stipendio tabellare equivale a circa 20,84 euro lordi l’ora. Con il passaggio alle 35 ore, mantenendo invariata la retribuzione, il valore orario salirebbe a circa 22 euro. Se a questo si aggiungesse anche l’incremento medio richiesto di 518 euro, la retribuzione oraria arriverebbe a superare i 25 euro lordi, con un incremento complessivo superiore al 20%.
Quando scatterebbero gli aumenti
Sebbene il contratto precedente sia scaduto il 31 marzo 2026, il verbale sottoscritto tra Abi e sindacati ha sospeso i termini della procedura negoziale fino al 31 luglio 2026. Tuttavia, gli effetti del nuovo contratto decorreranno dal 1° aprile 2026. Di conseguenza, una volta raggiunto l’accordo definitivo, i dipendenti avranno diritto agli arretrati relativi ai mesi trascorsi durante la negoziazione.
Lo stesso meccanismo era stato applicato nel rinnovo del 2023, quando il ritardo nella firma del contratto aveva prodotto una consistente somma una tantum corrisposta insieme alle nuove retribuzioni.
Non solo stipendio: cosa cambia con il rinnovo
Oltre agli aumenti salariali, tra le richieste presentate dai sindacati ci sono numerosi interventi destinati a migliorare la qualità del lavoro e ad adeguare il contratto alle nuove esigenze del settore bancario. Un tema di cui si sta discutendo, per esempio, è la regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, sempre più presente nelle attività bancarie.
Le parti sociali hanno interesse nel definire regole e garantire trasparenza, formazione e tutela dei lavoratori rispetto ai nuovi strumenti digitali.
La piattaforma dedica inoltre ampio spazio al rafforzamento del welfare aziendale, alla formazione continua e all’aggiornamento professionale, considerati elementi fondamentali in un comparto in continua evoluzione tecnologica.