C’è un legame tra un pasto e il diritto all’istruzione che spesso passa inosservato. In molte comunità dell’Africa subsahariana, garantire ai bambini un pasto durante la giornata scolastica significa anche rendere più semplice per le famiglie mandarli a scuola. Se il cibo è assicurato, diminuisce il peso economico da sostenere a casa e aumenta la possibilità che i figli possano frequentare regolarmente le lezioni.
È su questo legame tra alimentazione e istruzione che si sviluppa uno dei progetti di Elanco Italia insieme a Rise Against Hunger Italia, organizzazione impegnata nella lotta alla fame e nella promozione della sicurezza alimentare. Una collaborazione che, nel tempo, è diventata uno degli esempi più significativi dell’impegno sociale dell’azienda farmaceutica, attiva nel settore della salute animale.
Proprio in occasione dell’ultimo Impact Day 2026, la giornata annuale dedicata al volontariato d’impresa, i dipendenti di Elanco hanno contribuito alla preparazione di 4.320 pasti destinati ai programmi di scolarizzazione nell’Africa subsahariana, con l’obiettivo di sostenere oltre 20 bambini per un intero anno scolastico. Un’attività che si affianca alla preparazione di kit alimentari destinati alle famiglie in difficoltà in Italia. Non si tratta soltanto di distribuire cibo, ma di intervenire su uno dei fattori che possono ostacolare l’accesso all’istruzione: i programmi di alimentazione scolastica, come spiega anche Rise Against Hunger, contribuiscono infatti a favorire la frequenza, l’apprendimento e la partecipazione dei bambini alla vita scolastica.
È questa la dimensione sociale del volontariato aziendale: mettere a disposizione tempo, competenze e risorse per rispondere a bisogni concreti delle comunità. Ma perché queste iniziative possano lasciare un segno, è importante che non restino esperienze isolate. “Anche piccoli passi, se messi tutti insieme, fanno la differenza”, sottolinea Valentina Surace, Sustainability Team Coordinator di Elanco Italia e responsabile dell’assicurazione qualità, che a QuiFinanza Green racconta come l’azienda stia cercando di trasformare il volontariato in un impegno condiviso, capace di coinvolgere i dipendenti durante tutto l’anno.
Dal Sustainability Team alla misurazione dell’impatto sociale
A dare forma e sostanza al progetto è il Sustainability Team di Elanco Italia, nato circa un anno e mezzo fa con l’obiettivo di strutturare maggiormente le attività legate alle tematiche ESG e diffondere una maggiore consapevolezza all’interno dell’azienda.
“Il nostro obiettivo è sviluppare un mindset che porti ciascuno di noi a essere più consapevole del proprio impatto, sia positivo sia negativo, e a capire dove possiamo fare qualcosa in più. Anche piccoli passi, se messi tutti insieme, fanno la differenza”, spiega Valentina.
Il gruppo è composto da cinque persone con competenze diverse: qualità, finanza, risorse umane, marketing e comunicazione. Una scelta multidisciplinare che permette di affrontare la sostenibilità da prospettive differenti e di coinvolgere funzioni aziendali che, nella quotidianità, si occupano di attività molto diverse. La nascita del team non rappresenta una partenza da zero. Come racconta Surace, Elanco aveva già sviluppato nel tempo iniziative sociali e ambientali, sia a livello internazionale sia in Italia.
“Prima c’era un team che si occupava soprattutto dei progetti legati alla giornata del volontariato. Noi abbiamo iniziato a estendere questa tipologia di attività e anche la consapevolezza, facendo in modo che le discussioni e le iniziative proseguano durante tutto l’anno”.
La scelta dei progetti nasce dal confronto all’interno del Sustainability Team, tenendo conto dei valori aziendali, delle sensibilità personali dei componenti e delle esigenze delle organizzazioni coinvolte. Le proposte vengono poi sottoposte al leadership team, che ne valuta l’approvazione. Tra i principi che guidano questo lavoro ci sono inclusione, pari opportunità e attenzione alle persone più fragili. Un impegno che, sul fronte interno, si accompagna anche alla certificazione per la parità di genere ottenuta da Elanco Italia e rinnovata nel 2026.
Ma come si misura il valore di queste attività? Per l’azienda, accanto al numero di dipendenti coinvolti e alle ore di volontariato, è importante monitorare anche i risultati concreti delle iniziative.
“Misuriamo il numero dei partecipanti e i risultati che produciamo. Durante l’Impact Day, per esempio, abbiamo quantificato i kit alimentari preparati insieme a Rise Against Hunger, i pasti destinati all’Africa e le ore di attività svolte presso Dynamo Camp”, racconta Valentina.
Tra gli altri indicatori c’è il quantitativo di abiti raccolti attraverso la collaborazione con Vesti Solidale, realtà che favorisce anche l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà. Prima dell’estate la raccolta aveva già raggiunto i 100 chilogrammi.
A questi progetti si aggiunge la collaborazione con Banco Alimentare, che negli anni ha permesso di donare complessivamente 91mila uova, di cui 31mila nel 2026.
Sono risultati diversi, ma accomunati dalla volontà di tradurre l’impegno aziendale in contributi tangibili: alimenti per chi è in difficoltà, sostegno alle famiglie, opportunità di inclusione e attenzione alle comunità locali.
Elanco Impact Day, in Italia partecipa il 63% dei dipendenti
L‘Impact Day è l’appuntamento annuale attraverso cui i collaboratori di Elanco partecipano ad attività di volontariato in collaborazione con organizzazioni non profit ed enti del Terzo settore. L’edizione italiana del 2026 ha coinvolto circa il 63% del personale, con un aumento delle ore di volontariato e delle collaborazioni avviate con le organizzazioni partner. Un risultato che racconta anche l’evoluzione di un progetto che non vuole limitarsi a una giornata di mobilitazione.
Nel 2025, a livello mondiale, i dipendenti Elanco avevano dedicato oltre 28mila ore al volontariato, coinvolgendo 938 organizzazioni e realtà senza scopo di lucro, con una partecipazione pari al 22,6% della forza lavoro. In Italia, inoltre, la partecipazione è cresciuta rispetto alle edizioni precedenti, mentre sono aumentate le ore dedicate alle attività e le collaborazioni con le organizzazioni partner. Tra queste ci sono Rise Against Hunger Italia, Banco Alimentare, Caritas Ambrosiana e Dynamo Camp ETS, attraverso Dynamo Academy. Il valore del progetto sta anche nella continuità delle relazioni. Alcune collaborazioni, come quelle con Rise Against Hunger e Banco Alimentare, proseguono da anni; altre, come quella con Dynamo Academy, sono state avviate nel 2026. È proprio questa combinazione tra progetti consolidati e nuove iniziative a rappresentare una delle direzioni di sviluppo del volontariato aziendale.
Rise Against Hunger, quando il sostegno alimentare incontra l’istruzione
Tra i progetti di cui l’azienda è più orgogliosa c’è la collaborazione con Rise Against Hunger che, come spiega Valentina, negli anni ha sviluppato due filoni di intervento. Il primo riguarda le comunità locali italiane: attraverso la giornata di volontariato e il contributo economico dell’azienda, i dipendenti partecipano alla preparazione di kit alimentari destinati alle famiglie in difficoltà. Per due anni consecutivi, i pacchi sono stati donati a Caritas Ambrosiana, con un’attenzione particolare al territorio milanese.
Il secondo progetto guarda invece all’Africa subsahariana e al rapporto tra nutrizione e accesso all’istruzione.
“Dando ai bambini la possibilità di mangiare fuori casa, anche i genitori sono più propensi a mandarli a scuola, perché diventa un peso in meno da sostenere per le famiglie”, spiega Surace. L’idea è semplice: garantire un sostegno alimentare durante l’anno scolastico può contribuire a ridurre uno degli ostacoli economici che le famiglie affrontano quando devono decidere se mandare i figli a scuola.
Nell’edizione 2026 dell’Impact Day, i volontari Elanco hanno contribuito a preparare 4.320 pasti destinati ai programmi di scolarizzazione, con l’obiettivo di sostenere oltre 20 bambini per un anno.
Dynamo Camp, il volontariato che diventa inclusione
Tra le nuove collaborazioni avviate nel 2026 c’è quella con Dynamo Academy, l’impresa sociale nata dall’esperienza e dai valori di Dynamo Camp. La struttura, immersa nell’Appennino toscano, offre programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o disabilità, coinvolgendo anche le loro famiglie. Qui il volontariato dei dipendenti Elanco si è tradotto in un’attività molto concreta: una giornata di lavoro manuale per sistemare gli spazi destinati agli animali della fattoria e l’area in cui riposano i Dynamo Dogs, i cani coinvolti nelle attività del Camp.
Un intervento apparentemente piccolo, ma che ha permesso ai dipendenti di entrare direttamente in contatto con una realtà in cui il diritto alla felicità e alla condivisione di esperienze viene considerato parte integrante del percorso di inclusione.
“Abbiamo sudato e ci siamo stancati, ma allo stesso tempo ci siamo divertiti e riempiti di gioia. Abbiamo toccato con mano l’impegno di queste persone nel voler offrire a tutti la possibilità di vivere vacanze e momenti ludici in un contesto bellissimo”, racconta Valentina, sottolineando anche l’entusiasmo dei colleghi al termine dell’esperienza: “Siamo usciti da lì pieni di gioia e di emozione, anche sapendo di aver fatto una piccola parte. Una micro goccia in un oceano che ci piacerebbe poter far diventare sempre più grande”.
Con FantaElanco i dipendenti fanno squadra per il sociale
Una delle sfide più importanti per un’azienda con dipendenti distribuiti su tutto il territorio nazionale è riuscire a garantire a tutti le stesse opportunità di partecipazione. Per questo Elanco ha sviluppato il progetto FantaElanco, una sorta di gioco a punti che consente ai collaboratori di contribuire anche al di fuori delle sedi di Milano e Sesto Fiorentino.
Le attività comprendono passeggiate nella natura con raccolta dei rifiuti abbandonati, volontariato presso canili e gattili e iniziative a sostegno degli enti del Terzo settore presenti nei territori di appartenenza. Ogni attività viene registrata e trasformata in un punteggio. La somma dei punti raggiunti dai dipendenti viene poi convertita dall’azienda in un budget destinato a ulteriori donazioni, che ciascun collaboratore può indirizzare a un’organizzazione benefica. Un modo per estendere la partecipazione e fare in modo che il volontariato non sia un’esperienza riservata soltanto a chi può raggiungere fisicamente le sedi aziendali.
La sfida per il futuro: superare il 63% di partecipazione
Il prossimo obiettivo del Sustainability Team è consolidare le collaborazioni già avviate e coinvolgere un numero ancora maggiore di dipendenti. “Il vero sogno sarebbe riuscire a coinvolgere anche altre affiliate internazionali nelle nostre stesse attività. Un obiettivo più vicino è invece superare il 63% di partecipazione e mantenere uno sviluppo continuo della cultura aziendale, senza avere soltanto un picco di interesse durante la settimana dell’Impact Day”, spiega Surace.
La sfida, quindi, non è soltanto aumentare il numero delle persone coinvolte, ma fare in modo che il volontariato diventi una componente stabile della vita aziendale. Perché la responsabilità sociale d’impresa non si misura esclusivamente nelle risorse economiche investite o nelle iniziative organizzate. Si misura anche nella capacità di costruire relazioni con il territorio, ascoltare i bisogni delle comunità e trasformare la disponibilità delle persone in un aiuto concreto. E, a volte, tutto può cominciare da un pasto preparato per un bambino che, grazie a quel pasto, può continuare ad andare a scuola.