Il calendario degli adempimenti fiscali prosegue fino al 31 maggio. L’ultima scadenza del mese è relativa alla tracciabilità dei corrispettivi. Infatti, dopo la prima maxi scadenza dello scorso 20 aprile, che ha imposto l’abbinamento dei dispositivi in uso al 31 gennaio 2026, entra ufficialmente a regime il meccanismo di monitoraggio integrato tra terminali Pos e registratori telematici.
Gli esercenti che hanno registrato nuove attivazioni, sostituzioni o variazioni degli strumenti di pagamento nel corso del mese di marzo dovranno mettersi in regola. La prima scadenza utile è fissata al 29 maggio, ultimo giorno lavorativo del mese, ma c’è una tolleranza tecnica che consente l’invio entro il 31 maggio senza incorrere nelle sanzioni previste, che possono arrivare anche fino a 4.000 euro.
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Pos e cassa: scadenza per il collegamento
Entro il 31 maggio bisognerà mettere in regola il collegamento tra registratore di cassa e Pos. Tutte le eventuali attivazioni o variazioni che si sono verificate a marzo dovranno essere comunicate al Fisco tramite l’apposito servizio online entro la scadenza del 29 maggio.
Questo, infatti, è l’ultimo giorno lavorativo del mese, ma c’è una finestra di tolleranza fino al 31 maggio 2026.
Entro il 20 aprile scorso gli esercenti hanno già dovuto stabilire il collegamento tra Pos e casse in uso fino al 31 gennaio, mentre la data del 31 maggio è relativa solo ai nuovi strumenti o alle variazioni.
Il calendario delle scadenze
Si può procedere all’associazione dei dati utili a identificare i sistemi in uso dal sesto all’ultimo giorno lavorativo del secondo mese successivo a eventuali variazioni o attivazioni.
Significa che per le attivazioni dei Pos di marzo è possibile gestire il collegamento dal 6 maggio e fino al 29 maggio come scadenza.
Le scadenze dei prossimi mesi sono:
- per le attivazioni di marzo: dal 6 maggio al 31 maggio;
- per le attivazioni di aprile: dal 6 al 30 giugno;
- per le attivazioni di maggio: dal 6 al 31 luglio.
L’adempimento deve essere effettuato direttamente dal titolare dell’attività o tramite un intermediario abilitato, utilizzando il servizio web dedicato denominato “gestione collegamenti”, accessibile all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.
Mancato collegamento: sanzioni fino a 4mila euro
Sul fronte degli errori formali o dei disallineamenti marginali dei dati c’è una parziale flessibilità, mentre le sanzioni per chi omette del tutto l’integrazione tra i sistemi sono salate.
Infatti, per l’errore di disallineamento si valuta una soglia di tolleranza del 5% per evitare di penalizzare le incongruenze tecniche tra transazioni Pos e scontrini elettronici. Una proposta invece mira a dimezzare le sanzioni portandole a una forbice tra 500 e 2.000 euro per le violazioni minori.
Il quadro sanzionatorio per il mancato collegamento prevede:
- sanzione pecuniaria da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 4.000 euro;
sanzioni accessorie, come la sospensione della licenza o dell’attività da 15 giorni a due mesi, che possono salire fino a sei mesi in caso di recidiva.
La sanzione più grave è ovviamente quella in caso di assenza di collegamento, sulla quale non si fanno sconti e non ci sono scappatoie. Chi non stabilisce la connessione informatica tra il terminale di pagamento e la cassa entro i termini rischia l’applicazione delle sanzioni piene.