Regime forfettario oltre 100.000 euro, quali sono le conseguenze dell’uscita immediata

Superare la soglia dei 100mila euro di fatturato è una bella soddisfazione. Ma che deve essere gestito nel modo corretto se si è nel regime forfettario

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

Il regime forfettario rappresenta la scelta privilegiata per liberi professionisti e ditte individuali in Italia, grazie alla tassazione sostitutiva agevolata e alla drastica riduzione degli adempimenti contabili. Tuttavia, la gestione dell’incasso e il monitoraggio costante del fatturato sono elementi critici: il superamento dei limiti di ricavi stabiliti dalla legge può infatti stravolgere completamente l’assetto fiscale del contribuente.

La disciplina attuale prevede un sistema a doppio binario per la gestione delle soglie d’incasso. A fianco del limite ordinario di 85.000 euro, vige una fondamentale norma antielusiva che fissa il tetto massimo a 100.000 euro. Comprendere cosa accade al superamento di questa soglia, quali siano i riferimenti normativi e come gestire l’Iva e le ritenute d’acconto è essenziale per evitare sanzioni e regolarizzare tempestivamente la propria posizione con l’Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario, il quadro normativo

La normativa di riferimento che disciplina il regime forfettario risiede nell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014. Questo impianto normativo ha subito un’importante modifica strutturale a opera della Legge n. 197 del 29 dicembre 2022 (Legge di Bilancio 2023).

Nello specifico, l’articolo 1, comma 54 della citata legge ha innalzato la soglia ordinaria di ricavi e compensi da 65.000 a 85.000 euro. Allo stesso tempo, la medesima riforma ha novellato il comma 71 dell’articolo 1, introducendo la clausola di salvaguardia e di immediata decadenza al raggiungimento dei 100.000 euro incassati nel corso dell’anno solare.

La disposizione stabilisce espressamente che la fruizione del regime agevolato cessa dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti superano la soglia dei 100.000 euro. È importante evidenziare che la verifica del limite avviene rigorosamente secondo il principio di cassa, prendendo in considerazione gli incassi effettivi maturati nel corso del periodo d’imposta.

I due scenari di sforamento: differenza tra 85.000 e 100.000 euro

Per comprendere appieno le conseguenze operative, occorre distinguere chiaramente i due scenari previsti dal legislatore in base al volume di incassi generato:

Le conseguenze immediate dell’uscita istantanea

L’uscita immediata dal regime forfettario in corso d’anno genera un vero e proprio doppio regime all’interno del medesimo periodo d’imposta, con impatti distinti tra imposte dirette e imposte indirette.

Imposte sui redditi e retroattività

Ai fini dell’Irpef, l’efficacia dell’uscita dal regime forfettario è retroattiva per l’intero anno solare. L’intero reddito prodotto nel periodo d’imposta non potrà più beneficiare dell’imposta sostitutiva, ma verrà determinato secondo le regole ordinarie del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Ciò significa che tutti i ricavi e i compensi dell’anno saranno soggetti al calcolo dell’Irpef a scaglioni e alle relative addizionali regionali e comunali.

Imposta sul valore aggiunto (Iva) e prospettività

A differenza delle imposte sui redditi, ai fini Iva la norma non ha effetto retroattivo. Le operazioni incassate prima del superamento della soglia dei 100.000 euro restano pienamente legittime in regime di esenzione Iva. L’obbligo di applicare l’imposta si attiva esclusivamente a partire dalla fattura il cui incasso determina lo sforamento e si estende a tutte le operazioni successive.

Ritenuta d’acconto

Con il passaggio al regime ordinario, il professionista perde immediatamente l’esonero dalla ritenuta d’acconto previsto per il regime forfettario. Di conseguenza, tutte le fatture emesse verso clienti che rivestono la qualifica di sostituti d’imposta dovranno recare l’indicazione della ritenuta d’acconto (generalmente pari al 20%).

La gestione operativa della fattura di sforamento

La gestione pratica della transazione che fa superare la soglia richiede particolare attenzione. La regola generale impone che la fattura che comporta il superamento dei 100.000 euro debba essere emessa applicando l’Iva sull’intero importo del documento, e non soltanto sulla quota eccedente il limite.

Quando ci si trova a dover estrapolare l’Iva da un totale già incassato o concordato con il cliente, occorre effettuare il cosiddetto scorporo dell’Iva. Questo calcolo serve a dividere la somma complessiva in due parti: la quota spettante al professionista (l’imponibile) e la quota da versare allo Stato (l’Iva).

Per fare questo calcolo in modo semplice:

Immaginiamo di incassare un compenso complessivo di 10.000 euro che fa scattare il superamento del limite:

Recupero della detrazione Iva sugli acquisti

Il passaggio al regime ordinario non comporta soltanto nuovi adempimenti, ma riconosce anche un importante diritto: la detraibilità dell’Iva sugli acquisti. A partire dall’operazione che segna lo sforamento, il contribuente acquisisce il diritto di detrarre l’Iva assolta sulle fatture d’acquisto di beni e servizi inerenti all’attività, procedendo alle regolari liquidazioni periodiche.

Tabella sinottica: confronto tra le soglie di sforamento

Aspetto Fiscale Sforamento 85.001 – 100.000 € Superamento oltre 100.000 €
Uscita dal regime Dal 1° gennaio dell’anno dopo Immediata (stessa operazione)
Tassazione Irpef Flat tax (5%/15%) per l’anno in corso Irpef ordinaria a scaglioni sull’anno
Iva in fattura Esenzione fino a fine anno Obbligatoria dalla fattura di sforamento
Ritenuta d’acconto Non si applica fino a fine anno Obbligatoria sulle fatture successive
Detrazione Iva acquisti Non consentita nell’anno Consentita sugli acquisti successivi
Contabilità Semplificata fino a fine anno Obbligo immediato registri ordinari

Procedura di regolarizzazione in caso di errore

Può accadere che il contribuente non ravvisi tempestivamente il superamento della soglia e continui a emettere fatture senza Iva e senza ritenuta d’acconto. In questi casi è fondamentale intervenire celermente per regolarizzare la propria posizione tributaria ed evitare sanzioni pecuniarie elevate:

In conclusione, la gestione del tetto dei 100.000 euro richiede un monitoraggio costante dei flussi finanziari di cassa. Intervenire prontamente al verificarsi della soglia consente di pianificare la transizione verso il regime ordinario in modo ordinato e conforme alla normativa vigente.

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