Pensione in Grecia, l’imposta sostitutiva al 7% per 15 anni su redditi esteri 2026

Con un'imposta sostitutiva al 7% per 15 anni su tutti i redditi esteri, la Grecia è una delle mete fiscali più convenienti per i pensionati

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

Il sogno di molti italiani, giunti all’età della quiescenza, è quello di trasferirsi in un Paese dove il costo della vita sia più contenuto, il clima mite tutto l’anno e la pressione fiscale decisamente più leggera rispetto a quella italiana. Se fino a qualche anno fa la meta regina indiscussa era il Portogallo, oggi gli occhi di migliaia di pensionati sono puntati sull’altra sponda dello Ionio. Godersi la pensione in Grecia è diventata una delle scelte più strategiche e profittevoli dal punto di vista finanziario, grazie a una legislazione fortemente attrattiva introdotta dal governo di Atene.

Ma come funziona esattamente questo meccanismo? Quali sono i requisiti legali e fiscali per evitare contenziosi con l’Agenzia delle Entrate italiana? E, soprattutto, conviene davvero a tutti?

Pensione in Grecia: perché tutti la scelgono

La Grecia non è più solo una splendida meta per le vacanze estive, ma una vera e propria terra di opportunità per i senior d’Europa. Il cambio di passo è avvenuto nel 2020, quando il Parlamento ellenico ha varato una riforma fiscale epocale, contenuta nell’articolo 5B del Codice Fiscale Greco (Income Tax Code).

L’obiettivo era chiaro: competere con i regimi di favore di Paesi come Cipro, Malta e il vecchio modello portoghese (ormai progressivamente ridimensionato), attirando capitali e residenti ad alta capacità di spesa per stimolare l’economia locale, i consumi e il mercato immobiliare. I risultati non si sono fatti attendere. Migliaia di pensionati europei, in larga parte italiani, hanno avviato le pratiche per il trasferimento, attratti da un pacchetto di benefici che unisce il risparmio fiscale a una qualità della vita elevata e a costi di gestione quotidiana decisamente inferiori rispetto alle grandi città italiane.

Come funziona la flat tax al 7%

Il pilastro fondamentale che spinge a trasferire la pensione in Grecia è l’introduzione di un’imposta sostitutiva forfettaria (la cosiddetta flat tax) estremamente vantaggiosa.

Chi sposta la propria residenza fiscale in territorio greco può beneficiare di un’aliquota fissa pari ad appena il 7%. Questo prelievo non si applica solo al cedolino pensionistico, ma si estende a qualsiasi reddito di fonte estera percepito dal contribuente. Significa che se oltre alla pensione un pensionato possiede dividendi azionari, interessi bancari, rendite da fondi d’investimento o canoni di locazione derivanti da immobili situati fuori dalla Grecia (ad esempio in Italia), anche questi flussi finanziari saranno tassati unicamente al 7%.

Un altro punto di grande forza della misura è la sua stabilità temporale: il regime di favore ha una durata garantita di 15 anni. Durante questo periodo abbondante, il pensionato è protetto da eventuali rincari delle aliquote ordinarie greche, potendo pianificare il proprio budget familiare a lungo termine con assoluta certezza matematica.

I requisiti obbligatori per accedere alle agevolazioni

L’accesso a un regime fiscale così generoso non avviene in modo automatico. Lo Stato greco ha fissato paletti ben precisi per evitare abusi e per garantire che il trasferimento sia effettivo e non solo di facciata. Per poter richiedere la flat tax sul trasferimento della pensione in Grecia, il richiedente deve soddisfare contemporaneamente i seguenti requisiti:

La domanda di ammissione al regime speciale va presentata entro il 31 marzo dell’anno fiscale successivo a quello del trasferimento della residenza in Grecia. Le autorità fiscali di Atene hanno poi tempo 60 giorni per deliberare e accettare o respingere l’istanza.

Essere pensionati privati o pubblici: cosa cambia

Questo è l’aspetto più critico e delicato di tutta la materia, un dettaglio che spesso viene trascurato ma che può fare la differenza tra un enorme risparmio e un enorme errore. Il regime di favore della pensione in Grecia non è accessibile a tutti gli italiani.
La distinzione fondamentale risiede nella natura dell’ente che eroga l’assegno.

I pensionati del settore privato sono i beneficiari perfetti di questa misura. In base all’articolo 18 della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Grecia, le pensioni pagate a un residente di uno Stato contraente sono tassabili esclusivamente nello Stato di residenza. Pertanto, il pensionato privato italiano può richiedere la defiscalizzazione in Italia e ricevere la pensione lorda in Grecia, pagandovi solo il 7% di tasse.

Per i pensionati del settore pubblico, lo scenario cambia radicalmente. L’articolo 19 della medesima Convenzione stabilisce che le remunerazioni e le pensioni pagate dallo Stato o da una sua suddivisione politica/amministrativa sono tassabili esclusivamente nello Stato alla fonte (l’Italia). Di conseguenza, un ex insegnante, un ex dipendente ministeriale o un ex appartenente alle forze dell’ordine che si trasferisce in Grecia continuerà a subire le trattenute Irpef italiane alla fonte, rendendo del tutto inutile il trasferimento sotto il profilo del risparmio fiscale. L’unica eccezione si verifica se il pensionato pubblico possiede anche la nazionalità greca, caso decisamente raro.

L’iter burocratico per il trasferimento senza errori

Per evitare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate italiana, che monitora con grande attenzione i trasferimenti di residenza all’estero per scongiurare fenomeni di fittizia emigrazione (esterovestizione), è fondamentale seguire una procedura lineare e rigorosa.

Ottenimento del codice fiscale greco (AFM)

Il primo passo sul suolo ellenico è la richiesta del Arithmos Forologikou Mitrou (AFM), il codice fiscale locale, indispensabile per qualsiasi operazione: dall’affitto di una casa all’apertura di un conto corrente bancario, fino all’attivazione delle utenze domestiche.

La ricerca dell’alloggio e il contratto di locazione

Per dimostrare il reale trasferimento, è necessario possedere un’abitazione in Grecia. Può trattarsi di una casa acquistata in loco o, più comunemente nelle prime fasi, di un immobile in affitto. Il contratto di locazione deve avere una durata commerciale standard (solitamente tre anni) e deve essere registrato telematicamente sul portale dell’autorità fiscale greca (AADE).

L’iscrizione all’Aire

Questo è l’atto formale che sancisce il distacco fiscale dall’Italia. Entro 90 giorni dal trasferimento, il cittadino italiano deve presentare richiesta di iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire). L’iscrizione comporta la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente in Italia e determina il passaggio della potestà impositiva al nuovo Paese ospitante, a patto di risiedere in Grecia per almeno 183 giorni all’anno (anche non consecutivi).

La domanda di defiscalizzazione all’Inps

Una volta ottenuta la residenza fiscale greca e l’ammissione al regime del 7%, occorre inviare all’Inps il modello EP-I/1 debitamente compilato e vidimato dalle autorità greche. Questo modulo richiede ufficialmente all’istituto previdenziale italiano l’applicazione della convenzione contro le doppie imposizioni, permettendo l’erogazione della pensione in Grecia al lordo delle tasse italiane.

Costo della vita e assistenza sanitaria

Al di là del mero calcolo matematico legato alle tasse, chi decide di trasferirsi deve valutare attentamente l’impatto sul proprio stile di vita. Sotto questo aspetto, la Grecia offre vantaggi strutturali evidenti.

Il potere d’acquisto

Il costo della vita medio in Grecia è inferiore rispetto a quello italiano di una percentuale stimata tra il 20% e il 35%, a seconda delle zone. Se Atene e Salonicco, o le isole ultra-turistiche come Mykonos e Santorini, presentano prezzi allineati alle medie europee, le regioni continentali (come il Peloponneso) e le isole minori (Creta, Rodi, Corfù, o l’arcipelago delle Cicladi meno battuto) offrono standard di vita straordinari a prezzi accessibili. Gli affitti immobiliari, le spese per la ristorazione, i prodotti alimentari locali e i trasporti permettono a una coppia con una pensione media italiana di vivere in modo estremamente agiato, concedendosi lussi spesso preclusi in patria.

Il sistema sanitario

Un dubbio ricorrente tra i senior riguarda la gestione della salute. Essendo la Grecia un Paese membro dell’Unione Europea, i cittadini italiani iscritti all’Aire mantengono il diritto all’assistenza sanitaria pubblica locale tramite la presentazione del modello S1 (da richiedere alla Asl italiana prima di partire). Il sistema sanitario pubblico greco (ESY) garantisce le prestazioni d’emergenza e la medicina generale.

Tuttavia, va segnalato che la sanità pubblica ellenica ha sofferto i tagli degli anni della crisi finanziaria. Per questa ragione, la maggior parte dei pensionati espatriati decide di destinare una piccola parte del risparmio fiscale ottenuto con la flat tax alla sottoscrizione di una polizza assicurativa sanitaria privata, che garantisce l’accesso a cliniche moderne, tempi d’attesa azzerati e standard medici di primissimo livello, particolarmente diffusi nelle aree metropolitane.

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