Il calendario fiscale 2026 cambia volto per le partite Iva. Arriva una proroga attesa, ma aumentano i costi per chi decide di rinviare ulteriormente i versamenti. La novità è contenuta nel decreto accise approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 maggio 2026, che interviene sulle scadenze legate alla dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2025.
Proroga al 20 luglio, chi riguarda
Il primo cambiamento riguarda lo slittamento del termine per il pagamento del saldo e del primo acconto delle imposte, con la scadenza che passa dal 30 giugno al 20 luglio 2026. Una misura che interessa principalmente:
- i titolari di partita Iva soggetti agli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale);
- i contribuenti in regime forfettario;
- i soggetti in regime di vantaggio.
Rientrano quindi professionisti, ditte individuali e piccole imprese con ricavi fino a 5,16 milioni di euro. Restano invece esclusi lavoratori dipendenti, pensionati e grandi società.
La proroga coinvolge tutte le principali imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi: Irpef, Ires, Irap, imposta sostitutiva per i forfettari (5% o 15%) e contributi previdenziali risultanti dal quadro RR.
Il rinvio è dovuto al ritardo nella messa a disposizione dei software necessari per il calcolo degli Isa e per il concordato preventivo biennale, che ha reso difficile rispettare le scadenze ordinarie. L’applicativo “Il tuo Isa 2026 Cpb” è stato infatti rilasciato solo a metà maggio, con successivi aggiornamenti. Inoltre, il Governo ha accolto le richieste delle associazioni di categoria e degli autotrasportatori, che avevano segnalato l’impossibilità di chiudere correttamente i conteggi fiscali nei tempi previsti.
Raddoppia la maggiorazione
Se la proroga al 20 luglio non comporta costi aggiuntivi, cambia radicalmente lo scenario per chi sceglie di pagare entro i 30 giorni successivi. In questo caso, la maggiorazione applicata sale dallo 0,40% allo 0,80%.
Il pagamento potrà essere effettuato entro il 20 agosto (considerando la sospensione estiva), ma con un costo più alto rispetto agli anni precedenti. È una scelta precisa del Ministero dell’Economia, che punta a disincentivare il rinvio dei versamenti e a garantire entrate più rapide per le casse pubbliche.
Come cambia il calendario delle scadenze
La proroga introduce anche un sistema a doppio binario per i pagamenti:
- chi segue il calendario ordinario mantiene la scadenza del 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%);
- chi beneficia della proroga paga entro il 20 luglio, oppure entro il 20 agosto con maggiorazione dello 0,80%.
Questa distinzione si riflette anche sui piani di rateizzazione. Per i soggetti che aderiscono alla proroga, il calendario viene rimodulato con una rata in meno a luglio e uno slittamento complessivo delle scadenze successive.
Di conseguenza, professionisti e consulenti dovranno gestire:
- due diversi calendari di pagamento;
- differenti aliquote di maggiorazione;
- nuovi calcoli per interessi e rate.
La misura è un salvagente per molte partite Iva, ma il raddoppio della maggiorazione ad agosto rischia infatti di tradursi in un costo aggiuntivo non trascurabile, soprattutto per chi ha problemi di liquidità. Allo stesso tempo, la gestione di un doppio calendario potrebbe aumentare il rischio di errori e ritardi, in un periodo già complicato dalle continue modifiche normative.