Imu e Tari, sanzioni soft dal 2027: multe più basse e avvisi bonari prima del ravvedimento

Dal 2027 cambiano le sanzioni per le dichiarazioni Imu e Tari omesse o infedeli. E il ravvedimento operoso viene esteso ai tributi locali

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Dal 1° gennaio 2027 cambiano le regole sulle sanzioni relative a Imu e Tari. Cambiano, in sostanza, sia gli importi applicabili in caso di dichiarazione omessa o infedele che le possibilità di regolarizzazione attraverso il ravvedimento operoso.

La novità è contenuta nel decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto, provvedimento che interviene sulla disciplina dei tributi regionali e locali. Le attuali fasce percentuali vengono sostituite da misure fisse.

Imu, nuove sanzioni dal 2027

La riforma interviene innanzitutto sulla disciplina dell’Imposta Municipale Propria, più nota come Imu.

In caso di dichiarazione Imu omessa, la sanzione amministrativa sarà pari al 100% del tributo dovuto. Attualmente, invece, la sanzione può variare dal 100% al 200%.

In caso di dichiarazione infedele, la sanzione sarà pari al 40% del tributo. Oggi la misura è compresa tra il 50% e il 100%.

Le nuove sanzioni non sono retroattive: il decreto stabilisce infatti che la riduzione delle sanzioni riguarda le violazioni commesse dal 1° gennaio 2027.

Tari, le nuove sanzioni

Un discorso fotocopia può essere fatto anche per la Tassa sui rifiuti, più nota come Tari: le nuove sanzioni applicate dal 2027 replicano quelle pensate per l’Imu.

E quindi:

Tari, cambia anche il termine per la dichiarazione

Ma c’è anche dell’altro che cambia: sempre dal 1° gennaio 2027 cambieranno anche le regole per la dichiarazione relativa alla Tari.

Attualmente il termine per presentare la dichiarazione di inizio occupazione o detenzione, oppure quella relativa a una variazione, è fissato al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziata la detenzione o si è verificata la variazione.

Con le nuove regole la dichiarazione dovrà essere presentata entro 90 giorni dalla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree fabbricabili, oppure dal momento in cui si verifica la variazione.

Imu, arriva la dichiarazione telematica

E non è tutto: c’è una novità anche per quanto riguarda la dichiarazione dell’Imu. Con la nuova disciplina la trasmissione telematica dell’Imu diventa espressamente “l’unica modalità per l’assolvimento dell’adempimento dichiarativo”. Le modalità, cioè le istruzioni in concreto per cittadini e professionisti abilitati, operative dovranno essere definite con un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Resta invece confermata la scadenza del 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile o sono intervenute variazioni. Come già previsto, la dichiarazione continua ad avere effetto anche per gli anni successivi quando non cambiano i dati.

La riforma interviene inoltre sulle situazioni nelle quali è necessario presentare la dichiarazione, comprese quelle relative alla riduzione dell’Imu sugli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta, agli immobili posseduti da cooperative edilizie a proprietà indivisa e ai fabbricati costruiti e destinati alla vendita dalle imprese costruttrici, i cosiddetti fabbricati merce.

Ravvedimento operoso

Dal 2027 le regole applicate ai tributi locali vengono allineate a quelle già previste per i tributi erariali, con l’applicazione delle disposizioni sul ravvedimento frazionato ed esteso. Questo significa che il contribuente avrà maggiori possibilità di regolarizzare spontaneamente una violazione senza dover necessariamente intervenire entro l’anno successivo. La regolarizzazione potrà avvenire anche a distanza di più anni, fino alla notifica dell’atto di accertamento formale o dell’ingiunzione o atto esecutivo.

Una delle novità riguarda inoltre il ravvedimento frazionato: l’omesso versamento potrà essere regolarizzato in più momenti, con l’applicazione della riduzione della sanzione sulla quota di debito effettivamente versata.

Resta sempre possibile aderire a qualche rottamazione per Imu o Tari, se sarà attiva anche in futuro.

Avvisi bonari dei Comuni

Comuni e Regioni potranno comunicare ai contribuenti le informazioni in loro possesso prima di procedere con un accertamento. Il contribuente avrà quindi 60 giorni per fornire chiarimenti o documentazione. Se viene effettivamente riscontrato un errore, sarà possibile regolarizzare la propria posizione attraverso il ravvedimento operoso ordinario prima dell’emissione dell’avviso di accertamento esecutivo.

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