Bonus gite scolastiche 2026 in scadenza, i requisiti Isee per richiederlo

Prorogati i fondi per i viaggi d'istruzione: le scuole hanno ora maggiore autonomia per assegnare i 150 euro anche con Isee più elevati

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Le scuole hanno ancora a disposizione un bonus gite scolastiche per permettere agli studenti di viaggiare. Il ministero dell’Istruzione e del Merito, con la nota dello scorso 5 dicembre 2025, ha riconfermato il bonus. Non si tratta di un nuovo fondo, ma della proroga dell’utilizzo dei fondi destinati al welfare gite non ancora utilizzati. La misura originaria è del 2023 ed è pensata per fornire risorse agli istituti scolastici per sostenere gli studenti provenienti da famiglie in difficoltà economica.

Si tratta di un sostegno poco utilizzato e per questo sono ancora disponibili delle risorse che, con la nota n. 41136, ora tornano a disposizione. È stata infatti prorogata la possibilità di utilizzare i fondi per sostenere gli studenti in vista di gite scolastiche. Un bonus che, alla luce dei crescenti rincari sui trasporti, risulta oggi molto utile.

Chi può fare la richiesta: i nuovi requisiti

A differenza dei finanziamenti (complessivamente 50 milioni di euro) per il 2023, la proroga del bonus gite scolastiche amplia la platea dei beneficiari. Cadono infatti i criteri Isee disposti inizialmente in maniera molto rigida dal ministero dell’Istruzione e del Merito. La nuova nota n. 41136 introduce invece una maggiore flessibilità basata sull’autonomia scolastica.

La scelta sul come utilizzare i fondi, sempre in ambito di gite scolastiche e sostegno alle famiglie, spetta ora alla singola scuola. Il Consiglio d’istituto può infatti deliberare i criteri e le procedure per l’assegnazione dei contributi agli studenti.

Questo significa che ogni scuola si può adattare alle necessità dei propri studenti.

I precedenti requisiti:

Ora le modalità di assegnazione del bonus potranno variare da scuola a scuola. Tenendo conto della scarsa richiesta degli scorsi anni, dovuta anche ai requisiti stringenti, è possibile che il tetto massimo Isee si alzi fino a 20.000 euro e che il bonus di 150 euro possa valere anche per gite che hanno un costo totale inferiore ai 300 euro minimi richiesti in precedenza, con un rimborso che potrebbe arrivare a essere totale.

Quanto vale il bonus e come viene erogato

Il valore del contributo per ogni studente sembra essere confermato nella misura massima di 150 euro. Questa somma deve essere utilizzata per coprire parte delle spese di viaggio o delle uscite didattiche.

Come in passato, il beneficio non sarà erogato in contanti alle famiglie, ma gestito dalla scuola. Questa può scegliere due modalità: lo sconto diretto sul pagamento richiesto per il viaggio o il rimborso di spese già sostenute.

Considerando che i costi medi dei viaggi scolastici sono aumentati, arrivando anche fino a 500 euro a studente, il sostegno vuole aiutare le famiglie in difficoltà per non far escludere i propri figli da attività didattiche, come i viaggi, considerate utili per la crescita personale e relazionale dei giovani.

Cosa succede ai fondi non utilizzati

Nella nota di dicembre 2025, il ministero ha ribadito il vincolo di destinazione che rimane esclusivamente al sostegno della partecipazione studentesca alle attività di viaggio previste dal piano formativo.

Si legge:

le somme trasferite alle scuole statali per la realizzazione di progetti a carattere nazionale e regionale in materia di formazione e sviluppo dell’autonomia scolastica, rimaste inutilizzate per tre esercizi finanziari consecutivi, vengono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ad apposito capitolo del bilancio del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Pertanto, si comunica alle istituzioni scolastiche in indirizzo la possibilità di utilizzare per un ulteriore esercizio finanziario le somme rimaste non impiegate, rispettando l’originario vincolo di destinazione.

Questo significa che se le scuole non riusciranno a impiegare le somme, in parte o interamente, entro la fine dell’anno scolastico corrente, queste dovranno essere restituite.

Per evitare sprechi o giacenze, è stato attivato un sistema per la restituzione. Infatti, qualora i fondi rimangano inutilizzati per tre esercizi finanziari consecutivi, le scuole hanno l’obbligo di restituirli allo Stato.

Il processo di restituzione passa attraverso un rimborso con coordinate bancarie già fornite all’interno della nota (Iban IT 96Y 01000 03245 BE000000017X) con causale relativa al “welfare gite”.

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