Bonus assunzione donne al Sud, quanto si può risparmiare col cumulo degli incentivi

Esonero contributivo fino a 800 euro al mese e superdeduzione del costo del lavoro al 120 o 130%: come combinarli e i requisiti da rispettare

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Assumere una donna a tempo indeterminato nel Mezzogiorno può consentire alle imprese di ridurre il costo del personale grazie ai bonus previsti per le nuove assunzioni. Si tratta di diverse misure, cumulabili tra loro, nel rispetto dei requisiti previsti e delle condizioni imposte dalla normativa.

Non è possibile sommare automaticamente più esoneri contributivi sulla stessa assunzione, mentre un incentivo sui contributi a carico dell’azienda può affiancarsi a un’agevolazione fiscale. Il risparmio, però, dipende dalla combinazione scelta e dai requisiti della lavoratrice.

Quali bonus si possono richiedere per l’assunzione di donne al Sud

Le imprese che intendono assumere una lavoratrice nel Mezzogiorno possono ricorrere a:

Di conseguenza, le imprese possono valutare due combinazioni principali, ovvero:

Ovviamente, queste opzioni non sono alternative equivalenti per tutte le imprese. La scelta dipende dall’età della lavoratrice, dalla sua storia occupazionale, dalla sede di lavoro, dalle dimensioni dell’azienda e dalla normativa applicabile al momento dell’assunzione.

Bonus donne Mezzogiorno e superdeduzione al 130%: quanto si risparmia

Possono ricorrere al bonus donne e alla superdeduzione fiscale le imprese che intendono assumere a tempo indeterminato una lavoratrice in possesso dei seguenti requisiti:

In questi casi:

Tuttavia, l’impresa (o datore di lavoro autonomo) che intende beneficiare di entrambe le agevolazioni deve soddisfare le seguenti condizioni operative e normative:

Inoltre:

Sono esclusi:

Bonus giovani Zes e superdeduzione per assumere donne under 35

Un’altra possibilità riguarda le imprese che intendono assumere una donna under 35 che non sia mai stata occupata a tempo indeterminato. Se si verifica questa eventualità, è possibile verificare l’accesso al bonus giovani. L’incentivo consiste in un esonero contributivo totale (100% dei contributi a carico del datore di lavoro) fino a un massimo di 650 euro mensili per una durata massima di 24 mesi se l’assunzione avviene in sedi di lavoro ubicate nelle regioni del Mezzogiorno rientranti nella Zes Unica.

Se una giovane candidata ha lavorato di recente con un contratto a tempo determinato o una collaborazione conclusa, ad esempio, 2 o 3 mesi prima, non possiede il requisito per il bonus donne. Di conseguenza il datore di lavoro può ricorrere al bonus giovani, per il quale non è richiesta la disoccupazione da 6 mesi. L’unico requisito legato alla carriera è non essere mai stato occupato con un contratto a tempo indeterminato.

Inoltre, anche in questo caso può aggiungersi la superdeduzione fiscale del costo del lavoro. Se l’assunzione dà diritto all’agevolazione e sono rispettati i requisiti fiscali, l’impresa può beneficiare della deduzione maggiorata al 120% o al 130%, secondo la categoria di appartenenza della lavoratrice e le regole applicabili.

Quanto si può risparmiare assumendo una donna al Sud

Per comprendere il possibile vantaggio economico, si può considerare un’assunzione a tempo indeterminato per la quale l’impresa abbia diritto al bonus donne Mezzogiorno, ottenendo l’esonero contributivo totale massimo di 800 euro al mese. Ipotizzando che l’azienda possa utilizzare l’intero massimale per 24 mesi, il risparmio contributivo teorico sarebbe di 19.200 euro in due anni.

Inoltre, se a questa agevolazione si affianca l’impatto della superdeduzione fiscale al 130%, considerando ipoteticamente un costo annuo del lavoro riconosciuto pari a 30.000 euro, l’importo deducibile dal reddito d’impresa ai fini delle imposte sale a 39.000 euro all’anno, riducendo in modo significativo la base imponibile e, di conseguenza, l’Ires o l’Irpef dovuta.

Per chi invece ricorre al bonus giovani, per l’assunzione di una lavoratrice under 35 mai occupata, per il datore di lavoro al quale spetta l’esonero contributivo totale massimo (650 euro per 24 mesi), il risparmio genera un abbattimento sui contributi datoriali pari a 15.600 euro complessivi.

Considerando però che le assunzioni giovanili standard non rientrano automaticamente tra le categorie potenziate si applica, per la superdeduzione, la maggiorazione ordinaria del 120%. Quindi, sulla stessa base di costo annuo del lavoro pari a 30.000 euro, l’importo deducibile dal reddito d’impresa ai fini delle imposte sale a 36.000 euro all’anno. Solo se la lavoratrice è una madre di due o più figli minori o rientra nelle cosiddette categorie svantaggiate lo sconto Irpef/Ires sale al 130%, traducendosi in una deduzione pari a 39.000 euro all’anno come nell’esempio precedente.

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