L’onda lunga della guerra in Iran, con l’annessa crisi dello Stretto di Hormuz, si ripercuote anche sulle tasche degli italiani. In appena due mesi, tra febbraio e aprile, i rincari su energia, trasporti e beni di consumo hanno generato un impatto che sfiora i 1.000 euro annui per famiglia.
A stimarlo è il Codacons, sulla base dei dati Istat, che evidenziano l’impennata generalizzata dei prezzi al dettaglio.
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Carburanti in forte aumento: +38% in due mesi
A guidare la crescita dei prezzi sono i combustibili liquidi: benzina, diesel, gasolio e cherosene registrano un aumento medio del +38,4% in appena due mesi.
Il gasolio segna un +23%, mentre la benzina cresce del +6,2%. Anche Gpl e metano risultano più costosi, con un incremento del +9,4%.
Un aumento che pesa non solo sugli automobilisti, ma su tutta la filiera economica: trasportare merci costa di più e i rincari si riflettono direttamente sui prezzi nei negozi.
Il Governo Meloni ha risposto con un nuovo taglio delle accise per calmierare, almeno temporaneamente, il costo dei carburanti, ma si tratta di una misura pensata soprattutto per contenere il prezzo del gasolio.
L’aumento del cherosene, invece, sta causando una serie di cancellazione nei voli aerei. Anche mettendo a rischio le vacanze di italiani e stranieri in Italia.
Trasporti più cari: voli internazionali +18%
Tra i settori più colpiti c’è quello dei trasporti. I voli internazionali aumentano del +18,2% rispetto a febbraio, mentre i traghetti segnano un +6%.
Anche il noleggio di mezzi di trasporto personali diventa più oneroso, con un incremento dell’8,8%. Il risultato è un aumento generalizzato dei costi di mobilità, sia per lavoro che per turismo.
Bollette in crescita: gas +13%, luce +5,2%
L’effetto della crisi si sente anche sulle forniture energetiche. Ad aprile il gas costa il 13% in più rispetto a febbraio, mentre l’energia elettrica registra un aumento del +5,2%. Si tratta di rincari che incidono direttamente sui bilanci familiari, soprattutto in un contesto già segnato dall’inflazione.
Ma almeno riguardo le scorte di gas l’Italia si conferma capace: a un mese dall’avvio della stagione degli stoccaggi, il livello di riempimento dei depositi sfiora il 50%, superando nettamente la media europea e collocando il Paese tra i più virtuosi del continente. Nel dettaglio, l’Italia si trova in testa con 101,65 TWh di gas stoccato, pari al 49,87% della capacità complessiva.
Spesa alimentare più pesante: aumenti su frutta e ortaggi
Non si salvano nemmeno i prodotti alimentari. I rincari più evidenti riguardano:
- frutti come mirtilli, lamponi e ribes +16,1%;
- legumi +9,9%;
- ortaggi (pomodori, zucchine, melanzane) +8,6%;
- frutta fresca +7,8%;
- agrumi +7,5%.
Un incremento che colpisce beni di largo consumo, incidendo sulla spesa quotidiana delle famiglie.
Tecnologia e intrattenimento
Anche il comparto tecnologico registra rincari significativi. I supporti per la registrazione salgono del +21,6%, mentre videogiochi, console e software aumentano del +16,4%.
Il conto finale: quasi 1.000 euro in più all’anno
Secondo il Codacons, a parità di consumi una famiglia media italiana deve affrontare una maggiore spesa annua pari a circa 926 euro. E la crescita dei prezzi rischia di avere effetti a catena su tutta l’economia italiana.