Calo improvviso dello spread tra Btp e Bund in apertura il 6 maggio. Il differenziale è diminuito a 78 punti base soprattutto nella speranza di una riapertura di lungo termine dello Stretto di Hormuz e una conseguente fine dell’attuale crisi energetica. I rendimenti sono tornati attorno al 3,80%, allontanandosi dalla soglia del 4% sfiorata nei giorni scorsi.
I cambiamenti hanno coinvolto soprattutto i Btp italiani, con riduzioni dei rendimenti minori nel resto d’Europa, a partire dai Bund tedeschi stessi, che hanno visto ridursi i rendimenti solo di qualche centesimo di punto percentuale. Un segnale della grande esposizione del nostro Paese alle conseguenze della guerra in Iran.
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Spread in calo a 78 punti in apertura
Rispetto agli 85 punti dell’apertura di ieri, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi si è ridotto nettamente. Sulla scia dell’ottimo risultato di Piazza Affari, che ha chiuso come la migliore d’Europa, il differenziale si è ridotto a 78 punti base grazie a un crollo dei rendimenti. I rendimenti medi dei Btp Benchmark a 10 anni hanno perso un decimo di punto in una giornata, riavvicinandosi quindi ai Bund.
Proprio i titoli tedeschi hanno mostrato un dinamismo nettamente minore rispetto a quelli italiani, meccanica che ha permesso il calo del differenziale. I rendimenti dei benchmark tedeschi a 10 anni sono arrivati al 3,04% in apertura, con un calo di pochi centesimi rispetto alla giornata di ieri.
L’andamento di entrambi è stato determinato dalla possibilità di un accordo tra Stati Uniti e Iran, con Trump sempre più ottimista riguardo alla possibilità di una pace “definitiva”.
Rendimenti in calo in tutta Europa
Anche i titoli di Stato di Spagna e Francia hanno beneficiato di una riduzione dei rendimenti, anche se minore di quella dei Btp. I Bonos di Madrid sono passati dal 3,54% al 3,48%, mentre gli Oat francesi dal 3,73% al 3,68%. Gli spread di entrambi i Paesi sono calati, passando rispettivamente a 44 e 64 punti base.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,04% | – |
| Btp italiani | 3,82% | 78 |
| Oat francesi | 3,68% | 64 |
| Bonos spagnoli | 3,48% | 44 |
La differenza tra le dinamiche dei Btp e quelle degli altri titoli di Stato dipende fondamentalmente da due fattori: uno strutturale, il debito pubblico italiano, tra i più alti in Europa, e uno contingente, la crisi energetica, a cui il nostro Paese è più esposto non avendo l’infrastruttura nucleare francese o la forte componente rinnovabile che ha la Spagna nel mix energetico.
Le aste di maggio dei Btp e dei Bot
A partire dalla prossima settimana inizieranno le tradizionali aste dei titoli di Stato, che includeranno varie tipologie di Btp, con durate diverse, e i Bot, i titoli di Stato a minore durata. Le date stabilite dal ministero dell’Economia sono:
- 12 maggio, asta dei Bot;
- 13 maggio, asta dei Btp a medio-lungo termine;
- 26 maggio, asta dei Btp Short Term;
- 27 maggio, asta dei Bot;
- 28 maggio, asta dei Btp a medio-lungo termine.