Spread a 120 punti base, i rendimenti scendono al 4,63%: come muoversi sui mercati

Netta discesa dei rendimenti dei titoli di Stato e dello spread tra Btp e Bund, che però rimane alto a 120 punti base: quali sono le preoccupazioni dei mercati

Aggiornato: 3 min di lettura

Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha aperto la settimana in linea con la chiusura di venerdì 2 ottobre a 120 punti base, in calo rispetto ai picchi di quasi 130 della scorsa settimana. I titoli italiani hanno riportato i rendimenti lontani dai massimi del 2023, ma i livelli restano tra i più alti degli ultimi 13 anni.

Il rilascio delle riserve di diesel ha calmato solo in parte il mercato dei bond. I buoni del Tesoro statunitensi hanno infatti chiuso la scorsa settimana sopra la quota del 5,25% di rendimento, ritenuta quella limite prima che gli interessi dei titoli di Stato americani inizino a impattare sull’andamento della Borsa in maniera negativa.

Lo spread è ancora alto, nonostante la decisione sul diesel

L’attesa per una svolta nel mercato dei bond non si è rivelata fondata. Nonostante la decisione da aperte degli Stati europei del G7 di rilasciare le riserve di diesel e petrolio in modo da ridurre i prezzi del gasolio, i timori a lungo termine sull’inflazione e sulla stabilità in Medio Oriente continuano a far fuggire i capitali dalle obbligazioni di Stato.

Lo spread tra Btp e Bund si è ridotto per un calo, piuttosto sostanziale, dei rendimenti dei Btp, che però rimangono a 4,63%, uno dei livelli più alti degli ultimi 13 anni. Questo segnala una sfiducia da parte degli investitori, dettata anche dal fatto che i T-Bond hanno chiuso sopra la soglia psicologica del 5,25% la scorsa settimana.

Quanto sta costando questo spread all’Italia

I rendimenti dei titoli di Stato potrebbero presto diventare un problema per il Governo. Nel 2027, infatti, scadono alcuni dei titoli emessi poco prima del 2021, quando i tassi di interesse erano a zero e le cedole dei Btp sotto l’1%. Oggi un Btp a 10 anni è al 4,63%.

Secondo i dati dello stesso Ministero dell’Economia, recentemente diffusi nel documento programmatico di finanza pubblica, questo potrebbe portare a un aumento improvviso del costo degli interessi sul debito:

Quasi 25 miliardi di euro in più in quattro anni, una manovra finanziaria. Va sottolineato che questi non sono fondi dedicati a sanare il debito, ma soltanto a pagarne gli interessi. A queste spese vanno aggiunte quelle, molto più ingenti, per pagare Bot, Btp e Cct in scadenza.

Lo spread fa paura anche al resto d’Europa

Il problema del debito non è però solo italiano. Sono i mercati internazionali dei bond a essere in subbuglio, mandando in crisi quasi tutti i titoli europei. La Spagna, per mesi stabile attorno ai 40 punti di spread, ha visto i Bonos schizzare a 64 punti base dal Bund, complice anche l’annuncio di elezioni anticipate dato dal premier Sanchez.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 5 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,43% –
Btp italiani 4,63% 120
Oat francesi 4,90% 147
Bonos spagnoli 4,08% 65

La Francia continua a sostituire l’Italia come l’Stato con la situazione di debito più preoccupante. Il Governo ha appena proposto una manovra finanziaria da 40 miliardi di tagli all spesa solo per far rientrare il deficit sotto il 5%. Il risultato è uno spread che sfiora i 150 punti base.

Le prossime aste dei titoli di Stato

Alla fine di questa settimana riprenderanno le aste regolari dei titoli di Stato italiani. Le date da segnarsi sono:

Il Tesoro emetterà inoltre, tra il 19 e il 23 ottobre, una nuova tranche di Btp Valore.

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