Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato a 72 punti all’apertura del 18 giugno dopo essere sceso a 70 nella giornata di ieri, facendo segnare un nuovo record dall’inizio della guerra. Si tratta di un dato parzialmente sorprendente, proprio perché nella notte Iran e Usa hanno firmato il memorandum di intesa che avvia le trattative sul nucleare e porre fine alla guerra in Medio Oriente.
Anche i rendimenti sono risaliti, con quelli dei Btp che sono tornati al 3,65%. Un segnale in controtendenza anche con i risultati positivi dell’asta dei Btp Italia Sì, i titoli di Stato riservati agli investitori privati e indicizzati all’inflazione, che nella giornata di ieri hanno sfiorato i 7 miliardi di raccolta totale.
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Lo spread non ha reagito bene all’accordo sul Medio Oriente
La mattinata del 18 giugno è stata segnata dalla notizia della firma, avvenuta a distanza e nella notte, del memorandum di intesa tra Usa e Iran che dovrebbe porre fine alla guerra in Medio Oriente. Una notizia che però non ha particolarmente rassicurato i mercati, nemmeno quelli dei titoli di Stato.
Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è aumentato a 72 punti base, dopo che ieri aveva raggiunto il minimo dall’inizio della guerra, 70 punti. I rendimenti dei Btp sono risaliti al 3,65% e quelli dei Bund sono leggermente aumentati al 2,93%. Manca quindi ancora la fiducia in una soluzione rapida del conflitto che porti a una sicurezza maggiore dei mercati energetici.
I punti in bilico sono ancora molti:
- non è certo che Israele si ritirerà dal Libano e smetterà di attaccare Hezbollah, come chiesto dall’Iran;
- l’Iran insiste che, dopo i 60 giorni di tregua, imporrà un pedaggio a Hormuz, a cui gli Usa sono contrari;
- non c’è ancora nessun accordo sull’uranio iraniano, in teoria la causa della guerra.
In aumento gli spread in tutta Europa
Questa insicurezza non è stata avvertita soltanto in Italia. Anche nel resto d’Europa i mercati dei titoli di Stato hanno reagito con cautela alla notizia della firma del memorandum, con un generico peggioramento rispetto all’ottimismo della giornata di ieri.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 2,93% | – |
| Btp italiani | 3,65% | 72 |
| Oat francesi | 3,57% | 64 |
| Bonos spagnoli | 3,36% | 43 |
I Bonos Spagnoli hanno visto aumentare lo spread con in Bund di un punto base, arrivando a 43, con in rendimenti che sono cresciuti al 3,36%. Gli Oat francesi hanno invece raggiunto un differenziale di 64 punti base, con rendimenti del 3,57%.
Btp Italia Sì, raccolta vicina a 7 miliardi, le prossime aste
Prosegue l’emissione dei Btp Italia Sì, che terminerà nella giornata di domani. Il 18 giugno le richieste sono state di 1,55 miliardi di euro, con quasi 50mila contratti. Il valore totale ha sfiorato i 7 miliardi di euro, a 6,91 miliardi, più di quanto avessero raccolto i Btp Italia con scadenza a giugno 2032, gli ultimi titoli riservati al mercato retail a essere emessi dallo Stato prima di questi.
Il 19 giugno saranno inoltre annunciati i dettagli della prima delle prossime aste regolari dei titoli di Stato, che si svolgeranno la prossima settimana. Le date saranno:
- mercoledì 24 giugno, l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
- giovedì 25 giugno, l’asta dei Bot;
- venerdì 26 giugno, l’asta medio-lungo termine.