Ue-Mercosur, c’è l’accordo che sfida i dazi Usa: quando entrerà in vigore

Dopo 26 anni di negoziazione l'intesa crea una maxi area di libero scambio. L'Italia ha spinto per la tutela dell'agricoltura. Così l'Ue sfida i nuovi dazi di Trump

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Dopo ben 26 anni di trattative, tra rinvii e rallentamenti di natura politica, l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur hanno raggiunto l’accordo. Si tratta di uno dei più grandi accordi commerciali mai siglati e per questo la firma è avvenuta in un luogo simbolico, ovvero l’anfiteatro del Banco Central del Paraguay, dove nacque nel 1991 il Mercosur.

L’intesa è stata approvata con il voto della maggioranza qualificata dei Paesi membri, ma anche con la presenza di alcuni voti contrari come Francia e Polonia, Austria e Ungheria, e il Belgio che si è astenuto. I 27 Paesi europei hanno confermato l’intesa, ma con clausola di salvaguardia, introducendo una sorta di soglia oltre la quale scattano le indagini sui prodotti agricoli sensibili per evitare possibili turbamenti al mercato.

Ue-Mercosur: cosa prevede l’accordo

Alla cerimonia della firma per l’accordo Ue-Mercosur era presente la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha dichiarato come questo accordo sia il risultato di una generazione. “La perseveranza e l’impegno dell’Europa nel realizzare le nostre priorità e mantenere i nostri impegni sono evidenti”, ha dichiarato.

Nel suo discorso ha spiegato cosa prevede l’accordo e quali saranno i benefici per tutti, a partire dalle aziende europee:

Oggi 60mila aziende europee esportano verso il Mercosur, metà delle quali sono piccole e medie imprese che beneficeranno di tariffe più basse, risparmieranno circa 4 miliardi di euro all’anno in dazi all’esportazione e beneficeranno di procedure doganali più semplici. Fondamentalmente, l’accordo garantirà alle nostre aziende un migliore accesso alle materie prime essenziali. Abbiamo ascoltato le preoccupazioni dei nostri agricoltori e del nostro settore agricolo e abbiamo agito di conseguenza. Questo accordo contiene solide garanzie per proteggere i loro mezzi di sussistenza. Stiamo inoltre intensificando le nostre azioni in materia di controllo sulle importazioni, perché le regole devono essere rispettate, anche dagli importatori.

Sono proprio questi i vantaggi dell’accordo secondo la Commissione, ovvero la creazione di una maxi area di libero scambio che coinvolgerà circa 700 milioni di consumatori tra Europa e America Latina. Aumenteranno le esportazioni di beni europeei verso il Mercosur per una stima del +39%, ovvero un valore vicino ai 49 miliardi di euro l’anno.

Ci potrebbero essere ricadute positive su crescita e occupazione, oltre a un ulteriore risparmio di circa 4 miliardi di euro per l’eliminazione progressiva dei dazi sull’esportazione europea.

Quando entra in vigore ei prossimi passi

Ora la firma è stata messa, ma l’accordo per il Mercosur non entra immediatamente in vigore. Ci sono tutta una serie di procedure che seguono alla giornata definita storica per procedere alla ratifica dell’accordo. Dal lato europeo l’accordo deve essere sottoposto alla ratifica da parte di tutti gli Stati membri, secondo le loro procedure nazionali.

Seguirà anche un processo di ratifica europea, con il consenso del Parlamento europeo e da parte del Consiglio. Solo dopo tutti questi passaggi entrerà finalmente in vigore.

Le dichiarazioni di Lollobrigida

L’Italia ha giocato un ruolo fondamentale nell’accordo commerciale e per questo risultato è stato molto sentito. Il governo Meloni inizialmente era schierato per il “no”, insieme a Francia, Polonia, Austria e altri Paesi, ma alla fine ha ceduto. Sarebbe stata la clausola di protezione al 5% (precedentemente all’8%) e aver spinto l’Italia tra i Paesi favorevoli, più che le stime dei benefici per le aziende.

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, lo definisce un risultato storico. “L’Italia in questi lunghi mesi di trattative ha fatto in modo che l’agricoltura e gli agricoltori tornavano al centro del dibattito. Oggi sono tornati ad essere riconosciuti come custodi del territorio e dell’ambiente”, ha dichiarato.

Ma è proprio sulla clausola di salvaguardia che l’Italia festeggia e spiega Lollobrigida: “Abbiamo ottenuto come ultimo risultato di aprire la soglia del meccanismo di salvaguardia dall’8 al 5% e il rafforzamento del sistema di controlli per le merci all’ingresso nell’Unione Europea”.

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