Covid, è allarme impotenza tra gli uomini: rischio 6 volte superiore

Gli uomini contraggono il Covid in forma più grave, e tra i rischi c'è anche quello di vedere la propria vita sessuale rovinata dalla malattia

Pubblicato: 18 Febbraio 2022 20:05

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Redazione

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Oltre 150 milioni di contagi in tutto il mondo e almeno 3,5 milioni di morti per cause legate alla malattia. Sono questi i numeri allarmanti della pandemia di Sars-Cov-2, il coronavirus che a fine 2019 ha iniziato a infettare la popolazione globale. Dai dati raccolti nel corso di questi due lunghi anni dagli scienziati di tutto il mondo, è emerso che sono gli uomini a contrarre il Covid in forme più gravi, e al sesso maschile è associata anche una più alta mortalità.

Perché gli uomini si ammalano più spesso di Covid in forma grave

Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature ipotizza che siano gli androgeni, gli ormoni sessuali tipicamente maschili, a svolgere un ruolo chiave nell’infezione tra gli uomini. E in particolare sarebbero i recettori degli androgeni a mediare l’ingresso del virus nell’organismo.

I ricercatori hanno anche notato che anche gli organi sessuali maschili sarebbero colpiti dal Covid, con il risultato di una maggiore incidenza di disfunzione erettile tra chi ha avuto la malattia in forma grave.

In che modo il Covid causa l’impotenza tra gli uomini positivi

Persone sessualmente attive si sono trovate a fare i conti con problemi di natura sessuale e riproduttiva causati da diversi fattori. Non ultima la preoccupazione per la propria condizione economica a causa delle chiusure e della crisi scatenata dalla pandemia di coronavirus, considerando che lo stress e i traumi psicologici hanno un ruolo fondamentale nell’insorgenza dell’impotenza.

Dai dati raccolti è emerso però anche che il Covid danneggerebbe anche fisicamente gli organi sessuali, e non solo. Causando disfunzione endoteliale, cioè una serie di anomalie degli strati che rivestono la superficie interna dei vasi arteriosi e venosi, e danni testicolari.

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L’alta insorgenza di casi di impotenza tra chi ha avuto il Covid è dunque spia dei danni che il virus fa all’organismo e in particolare all’apparato circolatorio. Ma non solo. A causa della proteina Spike, che si lega ai recettori Ace2, questi ultimi potrebbero inviare falsi segnali all’organismo, diminuendo la produzione di testosterone.

Ad aumentare il rischio di disfunzione erettile tra i pazienti positivi o che sono guariti dall’infezione da Sars-Cov-2, ci sono inoltre anche i processi infiammatori regolati dalle citochine.

Perché non bisogna sottovalutare la disfunzione erettile

Insomma, le ipotesi sono tante e bisogna ancora approfondire in che modo il Covid può compromettere la salute sessuale maschile e l’effettivo peso di ogni fattore. Oggi si ipotizza che la disfunzione erettile legata al coronavirus potrebbe essere un segnale predittivo di malattie gravi in futuro e del decorso stesso della malattia.

Come teorizzano i ricercatori dell’Università di Roma Tor Vergata guidati da Emmanuele Angelo Jannini, ordinario di Endocrinologia e Sessuologia medica. Il professore, in un’intervista a Repubblica, ha spiegato che dai dati raccolti dalla sua équipe è emerso che su 7 mila uomini il rischio di avere disfunzione erettile era 6 volte superiore tra chi aveva contratto il Sars-Cov-2.

La disfunzione erettile, ha sottolineato il ricercatore, precede di ben dieci anni l’arrivo di malattie croniche non trasmissibili, come quelle cardiovascolari e i tumori. “È come un canarino nella miniera di carbone”: l’impotenza ci avvisa che qualcosa non va. E per i pazienti in cui si manifesta, con e senza Covid, sarebbe meglio prenotare subito visite specialistiche per cercare altri segnali di rischio.

In Italia è arrivato il primo farmaco che previene il Covid, come vi abbiamo spiegato qui. Se siete curiosi di sapere quali sono gli effetti e i sintomi del long Covid, qua il nostro approfondimento. E attenzione all’allarme che riguarda la pandemia: sta cambiando, ecco chi colpisce di più.

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