Tumori, avanza l’oncologia di precisione: la sfida è renderla accessibile a tutti

La Commissione internazionale di The Lancet Oncology individua le principali disparità nell’accesso alla genomica oncologica e propone cinque elementi per rendere le cure personalizzate più eque, sostenibili ed efficaci

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Ogni giorno giunge una buona notizia in oncologia. Si scoprono nuove vie per colpire i tumori, si individuano segreti reconditi delle cellule neoplastiche, si identificano possibile target di cura. Tutto questo sta portando a progressi che solo qualche anno fa parevano impossibili, nella logica delle cure personalizzate che nascono proprio dalle più intime caratteristiche delle unità tumorali, che rendono ogni paziente diverso da un altro. Ed allora la sfida diventa un’altra. Occorre davvero che tutti i malati, nei diversi sistemi sanitari, riescano ad avere a disposizione questi sviluppi della scienza.

Purtroppo siamo ancora lontani da questo obiettivo, e proprio per affrontare la tematica sociale e sanitaria oltre che scientifica nasce la “Lancet Oncology Commission on Cancer Genomics and Precision Oncology” che definisce le principali criticità nell’accesso alla genomica oncologica e propone un percorso concreto per un’implementazione più equa, sostenibile e basata sull’evidenza. La Commissione riunisce competenze in oncologia, genomica, anatomia patologica, sanità pubblica, politiche sanitarie, economia, scienza dei dati, etica e patient advocacy e rappresenta una delle più ampie valutazioni dell’oncologia di precisione realizzate finora. L’iniziativa è stata presentata al World Cancer Congress di Hong Kong.

Differenze da sanare

Il lavoro degli esperti punta a definire una roadmap globale per rendere la genomica del cancro e l’oncologia di precisione più accessibili, sostenibili ed eque. Il tutto parte da un’approfondita analisi delle difficoltà che ancora oggi limitano la capacità dei sistemi sanitari di tradurre i progressi scientifici della genomica in benefici concreti per i pazienti e propone un nuovo modello per accompagnarne l’implementazione nei diversi contesti sanitari.

Negli ultimi decenni, genomica del cancro e oncologia di precisione hanno trasformato molti aspetti della diagnosi e del trattamento oncologico, permettendo di utilizzare informazioni molecolari sempre più dettagliate per classificare meglio i tumori e selezionare terapie più appropriate. Tuttavia, la capacità dei sistemi sanitari di rendere disponibili questi progressi nella pratica clinica rimane profondamente diseguale. Secondo la Commissione, la maggior parte dei sistemi sanitari non è ancora in grado di garantire in modo efficace l’accesso alle opportunità offerte dall’oncologia di precisione: test molecolari e trattamenti innovativi restano concentrati soprattutto nei Paesi più ricchi e, anche al loro interno, spesso nei centri maggiormente attrezzati.

Dati da condividere

Non solo l’accesso, ma anche l’ecosistema della ricerca e dei dati presenta forti criticità. La ricerca genomica, i trial clinici guidati da biomarcatori e i dati sanitari che alimentano l’oncologia di precisione sono concentrati prevalentemente nei Paesi ad alto reddito e nelle popolazioni occidentali, mentre gli ecosistemi dei dati rimangono frammentati e scarsamente integrati.

“L’espansione dell’oncologia di precisione riflette straordinari progressi scientifici che hanno contribuito a salvare e prolungare molte vite. Ma ha anche generato nuove complessità. Sistemi diagnostici sempre più sofisticati, evidenze in rapida evoluzione, costi e percorsi assistenziali complessi rendono sempre più difficile garantire cure oncologiche di alta qualità, soprattutto nei contesti a basso reddito o con risorse limitate. La nostra analisi mostra inoltre che i pazienti si trovano spesso di fronte ad informazioni complesse e aspettative talvolta poco realistiche rispetto ai test molecolari e ai trattamenti innovativi, che possono essere associati a benefici clinici modesti”

segnala Raffaella Casolino, oncologa e ricercatrice coordinatrice della Commissione.

Innovazione diffusa

“L’oncologia di precisione ha aperto un ‘nuovo mondo’ non solo in termini di efficacia e attività, ma anche di qualità di vita. Oggi, oltre il 30% dei pazienti con tumori solidi avanzati può ricevere una terapia basata sui biomarcatori e questa percentuale aumenterà grazie alle numerose terapie di precisione che sono attualmente in sviluppo clinico. L’innovazione, però, trova la sua piena realizzazione solo se vengono eliminate o ridotte le disparità ancora esistenti. L’innovazione, per essere tale, deve essere offerta in maniera equa e tempestiva a tutti i pazienti”

spiega Massimo Di Maio, Presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica.

Non solo: se nelle aree sviluppate di discute di accesso, nei Paesi a basso e medio reddito, le barriere sono ancora maggiori e comprendono limitazioni nella capacità diagnostica e di laboratorio, risorse finanziarie insufficienti, fragilità delle catene di approvvigionamento e carenza di competenze specialistiche. La Commissione sottolinea che una maggiore inclusione nella ricerca genomica e nei trial clinici deve essere considerata non soltanto un obbligo etico, ma una necessità scientifica, affinché l’evidenza prodotta sia realmente rilevante per popolazioni diverse.

Cinque mosaici da riempire

Per trasformare le evidenze in azione, la Commissione propone cinque elementi chiave:

  1. un framework di implementazione basato sul valore e stratificato per risorse;
  2. uno strumento per valutare la prontezza dei sistemi sanitari;
  3. un framework di competenze per la workforce dell’oncologia di precisione;
  4. un framework per il monitoraggio e la valutazione dell’implementazione;
  5. un ecosistema responsabile di condivisione dei dati e apprendimento dei sistemi sanitari.

Quest’ultimo elemento è particolarmente importante perché, secondo la Commissione, l’implementazione dell’oncologia di precisione deve procedere insieme alla generazione di nuova conoscenza: producendo evidenze più rappresentative, colmando le lacune esistenti e utilizzando responsabilmente i dati nella vita reale per comprendere continuamente dove e come l’oncologia di precisione generi reale valore.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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