Rinnovo contratto medici e sanitari 2025-2027: aumenti, ferie e tutele. Cosa prevede la bozza

La bozza del Ccnl Area Sanità prevede aumenti medi fino a circa 380 euro lordi al mese, ferie solidali e nuove tutele contro le aggressioni

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Redazione

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Il rinnovo del contratto dei medici e dei dirigenti sanitari entra in una fase decisiva. Sul tavolo c’è la bozza del nuovo CCNL dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027. La proposta messa a punto dall’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, prevede aumenti medi che, considerando le diverse componenti della retribuzione, possono arrivare a circa 380 euro lordi al mese.

Ma il testo introduce anche nuove tutele per i professionisti vittime di aggressioni, tra cui patrocinio legale, supporto psicologico e la possibilità di utilizzare fino a 30 giorni di ferie solidali cedute volontariamente dai colleghi.

Queste sono però, al momento, previsioni contenute nella bozza e non ancora disposizioni definitive. La trattativa tra Aran e sindacati è ancora aperta e proprio il confronto del 22 settembre dovrebbe servire a verificare quali modifiche potranno essere recepite prima della conclusione dell’accordo.

Aumenti in busta paga: fino a 380 euro lordi medi

La parte economica è uno dei punti centrali del rinnovo. Per il nuovo contratto sono stati stanziati 968 milioni di euro a regime, una dotazione che dovrebbe consentire un incremento medio della retribuzione fissa della dirigenza medica di circa 240 euro lordi al mese. A questa componente si aggiungono altre risorse destinate a specifiche indennità. In particolare, sono previsti 362 milioni di euro per l’indennità di specificità medico-veterinaria, 8 milioni per quella di specificità sanitaria e 15 milioni destinati all’indennità di pronto soccorso della dirigenza medica.

Considerando nel complesso l’aumento della parte fissa e queste ulteriori componenti, l’incremento medio viene stimato in circa 380 euro lordi mensili. Si tratta, tuttavia, di una media. L’aumento effettivamente percepito da ciascun professionista può essere diverso, perché alcune indennità sono riconosciute soltanto a determinate categorie o a chi svolge specifiche attività.

Ed è proprio su questo punto che i sindacati chiedono modifiche. Una delle richieste riguarda infatti un maggiore peso delle voci fisse e ricorrenti della retribuzione, rispetto alle componenti legate a particolari incarichi o condizioni di lavoro.

Cosa cambia per chi viene aggredito

Un altro capitolo importante riguarda la sicurezza dei medici e degli altri dirigenti sanitari. La bozza del nuovo contratto punta a rafforzare le tutele per chi subisce episodi di violenza durante l’attività professionale. Tra le misure previste ci sono il patrocinio legale, con l’assistenza e la copertura dei costi da parte dell’azienda sanitaria, e il supporto psicologico.

La novità che ha suscitato maggiore discussione è però quella delle cosiddette ferie solidali. Il meccanismo consentirebbe ai colleghi di cedere volontariamente e gratuitamente una parte delle proprie ferie alla persona aggredita. Il dirigente sanitario vittima di violenza potrebbe utilizzare fino a 30 giorni di queste ferie e riposi solidali per proseguire il periodo di recupero una volta terminato quello coperto dall’infortunio.

La misura non è completamente nuova nel settore sanitario: forme di cessione solidale delle ferie sono già previste dalla contrattazione per alcune situazioni particolari e il contratto del personale non dirigente aveva già esteso questa possibilità alle vittime di aggressioni. La bozza dell’Area Sanità punta ora a introdurre una tutela analoga anche per la dirigenza.

Carriere e incarichi professionali

La bozza interviene anche sulla carriera dei dirigenti. Il sistema degli incarichi professionali e gestionali dovrebbe essere reso più trasparente, con criteri e tempi più definiti per il riconoscimento delle competenze e dell’esperienza maturata. Sul tema delle progressioni, le organizzazioni sindacali hanno chiesto anche un sistema di scatti legato all’anzianità, con un primo passaggio dopo tre anni, un secondo dopo cinque e un terzo dopo dieci anni. Si tratta però di uno degli aspetti ancora oggetto di confronto.

Tra le questioni aperte c’è inoltre quella dei fondi contrattuali e dell’organizzazione del lavoro. I sindacati hanno evidenziato che il testo necessita ancora di modifiche prima di poter arrivare alla firma. La bozza guarda anche all’aggiornamento professionale e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, con la necessità di definire regole che tengano conto anche degli aspetti etici legati all’impiego di queste tecnologie nella sanità.

Quando arriva il nuovo contratto

Il punto fondamentale è che il contratto non è ancora stato firmato. Il testo presentato dall’Aran rappresenta una base di confronto sulla quale i sindacati sono chiamati a formulare osservazioni e richieste di modifica. L’incontro del 22 settembre 2026 mette quindi formalmente al tavolo Aran e le organizzazioni sindacali rappresentative dell’Area Sanità, ma non coincide con la firma dell’accordo. Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha indicato l’obiettivo di arrivare alla sottoscrizione entro la fine dell’autunno.

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